Fallimento Hertz, quali le conseguenze su nuovo ed usato?

Il colosso statunitense chiede il “chapter 11” dopo le devastanti conseguenze effetto della pandemia Covid-19. A rischio decine di migliaia di posti di lavoro tra USA e Canada, ma gli impatti potrebbero estendersi al mercato delle auto

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Ne avevamo parlato pochi giorni fa, con la speranza che si potesse trovare una soluzione e constatando che alcune auto davvero particolari erano state messe in vendita. Ora arriva la notizia che non si voleva, il fallimento è ormai una realtà, con il deposito dei libri in tribunale (tecnicamente in USA si chiama richiesta del Chapter 11).

La dichiarazione del fallimento è un passaggio necessario per la ricontrattazione del debito e per la riorganizzazione del colosso del noleggio auto. Si parla di una riduzione da subito di almeno metà della forza lavoro, circa 20 mila dipendenti sui 40 mila tra Usa e Canada. Una liquidità per circa un miliardo di dollari in cassa, ma 17 volte tanto di debiti rendono l’idea dello stato in cui si trova Hertz in questo momento.

La situazione è però ancora ben poco decifrabile, soprattutto alla luce di un contesto, quello che stiamo vivendo, senza precedenti e da cui non sappiamo ancora quando e come usciremo. Di fatto il business del noleggio è fermo e potrebbe restarlo ancora a lungo, azzerando le prospettive di Hertz, e non solo, di tornare ad operare a breve come faceva prima dell’emergenza Covid.

Conseguenza non marginale sarà poi il collocamento sul mercato di una flotta da quasi 600 mila veicoli, oltre che il venir meno di un player di queste dimensioni negli acquisti di queste vetture nuove. Si tratta di numeri in grado di modificare le dinamiche del mercato del nuovo e dell’usato e che nelle prossime settimane potrebbe provocare un terremoto. Anche perché Hertz è il principale attore di questo tipo di business, ma tutti i suoi competitor sono messi a dura prova in questa fase storica e non si sa se potranno sopravvivere.

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