A Monte Carlo niente GP, ma si gira un film con Leclerc e una Ferrari

Con il gran premio di Monte Carlo annullato, Monaco diventa teatro per il remake del cortometraggio C'etait un Rendezvous di Claude Lelouch. Protagonisti Charles Leclerc e una Ferrari SF90 Stradale

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Il tema era stato trattato nei mesi del lockdown, con quel mitico cortometraggio tornato a “girare” sui telefoni degli appassionati costretti in casa. Ora, quasi a voler dar seguito alla cosa, a Monaco sono iniziate le riprese di quello che sarà un remake (ancor meglio una seconda puntata), di C'etait un Rendezvous di Claude Lelouch del 1976.

Questa volta tutto alla luce del sole e senza quei segreti intorno ai quali sono nate delle leggende, poi smentite, ma che a qualcuno ancora crede. L’altra notizia è che le riprese compensano in parte l’assenza del gran premio nel 2020, cancellato a causa della pandemia, con uno di quelli che sarebbero stati i suoi protagonisti, Charles Leclerc, che diventa tale in un nuovo contesto, quello cinematografico. L’altra protagonista è una Ferrari SF90 Stradale, che con i suoi quasi mille cavalli sfreccia sul circuito monegasco, tra le vie della città. Se il remake sarà degno dell’originale, il merito sarà soprattutto del sound del V8 biturbo Ferrari da 4 litri, in grado di erogare 780 cavalli, a cui si sommano altri 220 sviluppati da ben tra unità elettriche.

Il cortometraggio originale (qui il link per poterlo vedere), per chi non lo conoscesse, è il racconto di circa 8 minuti di una corsa per le strade di una Parigi semi deserta, per arrivare ad un appuntamento galante. Girato senza alcuna autorizzazione, la leggenda vorrebbe che al volante ci fosse stato un pilota (il più gettonato è Jackie Ickx), ma la realtà è che fu proprio il regista a guidare l’auto con una telecamera che girava quello che oggi si sarebbe fatto con una action cam, collocata nella parte anteriore e rasente l’asfalto.

La sensazione di velocità è così maggiore di quella reale, ben lontana da quelle che si “raccontano” e che vorrebbero raccontarci di tratti percorsi a 250 e oltre km/h. L’altra finzione cinematografica, quella che forse regala le emozioni maggiori, è che l’auto non è la Ferrari di cui si sente il sublime suono, ma una meno romantica Mercedes 450 SEL, con il suo generoso motore da 6.9 litri. L’astuzia è stata infatti quella di montare le immagini con il sound di una 275 GTB, il cui dodici cilindri regala sensazioni forti. Poco importa se all’orecchio attento alcuni frangenti non risultano perfettamente credibili, perché marce e giri non corrispondono a ciò che si vede in video, a contare è l’effetto che fa il cortometraggio ad una visione meno attenta a cercare il difetto, ma piuttosto finalizzata a godersi il gioco di quello che alcuni definiscono il primo video virale con protagonista un’auto.

Se fosse stato girato realmente con un pilota al volante di una Ferrari, la velocità media magari sarebbe stata ben superiore a quella che si può facilmente calcolare in circa 80 km/h, in base alla durata ed al tragitto percorso, ma le rirese sarebbero state quasi certamente inutilizzabili o di scarsissima qualità. Non esistevano infatti telecamere stabilizzate e l’asso nella manica furono le sospensioni idropneumatiche della Mercedes che fece da controfigura alla voce magnifica della Ferrari 275 GTB.

Era il 1976 e quelle riprese girate all’alba di una giornata di agosto, con la complicità della protagonista finale, la allora fidanzata del regista francese Gunilla Friden, restano nella storia, proprio per l’intuizione di realizzare una cosa mai vista prima di allora. Lelouch non fu mai arrestato, come narra la leggenda, ma il cortometraggio fu al centro di molte polemiche e sparì per anni, fino ad essere restaurato ad inizio anni ‘2000, quando venne prodotto in DVD.

Oggi, grazie anche al remake, torna ad essere al centro dell’attenzione. Questa volta la Ferrari SF90 Stradale guidata da Charles Leclerc è sfrecciata davvero fino a 240 km/h per arrivare a un misterioso “grande appuntamento”. Al cortometraggio ha partecipato in via eccezionale anche Alberto II di Monaco. Erano presenti inoltre il Presidente di Ferrari John Elkann, i Principi Andrea e Pierre Casiraghi con la moglie di quest’ultimo, la Principessa Beatrice Borromeo, oltre a un pubblico che, grazie al progressivo allentamento delle misure di lockdown, ha seguito le riprese da strade e balconi con l’attenta supervisione delle autorità locali.

Il suono della SF90 Stradale nelle strade del Principato, dove il traffico è stato sospeso per consentire di liberare il potenziale di una vettura che raggiunge i 100 km/h in 2,5 secondi, ha interrotto la lunga attesa di tifosi e appassionati del Cavallino Rampante. Il rombo del motore V8 ibrido, capace di sprigionare una potenza complessiva di 1000 CV, è stato soprattutto un messaggio di ottimismo e un primo segnale di ripartenza per il motorsport, il cinema e la vita sociale, nella speranza di superare la pandemia grazie al comportamento responsabile, all’impegno e alla solidarietà di tutti.

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