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SBK, Loris Baz: “Con questa Yamaha voglio essere l’anti Rea”

“Ho le carte per puntare al Mondiale. Quartararo nel team ufficiale era la decisione più logica. Zarco? È forte, ma le sue scelte sono strane, non le ho capite”

SBK: Loris Baz: “Con questa Yamaha voglio essere l’anti Rea”

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È trascorso quasi un anno da quando Loris Baz ha iniziato l’avventura in Superbike con il team Ten Kate. Era il weekend di Jerez e il francese si presentò ai blocchi di partenza in sella alla Yamaha. Con la R1 il transalpino ha sfiorato in più occasioni il podio, ovvero quell’obiettivo che si è posto di raggiungere in questo 2020, puntando addirittura al gradino più alto.

Il talento non gli manca e in Yamaha lo sanno bene, tanto che Dosoli sta valutando tutti i suoi portacolori in ottica 2021. Nonostante il lockdown dovuto al Coronavirus il mercato non si ferma e nessuno vuole farsi prendere in contropiede.

“Dosoli mi sta valutando? Questa cosa non può che farmi piacere – ha esordito - in questo anno di esperienza con Ten Kate credo che siamo cresciuti molto e i risultati sono evidenti. Purtroppo non sono ancora riuscito a conquistare il podio, però dentro di me ho la consapevolezza che sia un obiettivo alla nostra portata, così come la vittoria. È per quello che lavoriamo”.

Loris, come hai trascorso questo periodo?

“Sono stato in Francia e ora sono qua in Svizzera a Nyon ad allenarmi. A pochi chilometri da dove vivo c’è Pedrosa, con cui ho un bel legame. Cerco di tenermi in forma, anche se mi manca tremendamente andare in moto. Non vedo l’ora di tornare in sella alla Yamaha”.

Ad oggi l’unica tappa disputata è Phillip Island. Che peso dobbiamo dare a quel round, dove hai chiuso settimo e ottavo?   

“In Australia io volevo giocarmi la vittoria, ma credo di essere stato sfortunato, soprattutto in Gara 2, dopo quel contatto con Toprak. Purtroppo avevo ancora il motore versione 2019 in occasione della prima gara e di conseguenza sono curioso di vedere quale sarà il mio potenziale con quello nuovo, una volta che ripartirà la stagione”.

Quanto credi sia cambiata la Yamaha?

“La R1 è incredibilmente dolce e questo è un aspetto che reputo fondamentale. È molto semplice e di conseguenza la guida è naturale. L’unico aspetto dove serve fare un passo avanti è forse la velocità di punta, ma mi aspetto di vedere qualcosa di diverso alla ripartenza”.

Loris, si preannuncia un mondiale di sei - sette gare. Che idea ti sei fatto?

“Sarà un Campionato molto complicato, perché se sbagli una sola volta sei praticamente fuori dai giochi, dato che diventa poi difficile recuperare. Allo stesso tempo però bisogna cercare di vincere e per farlo serve spingere. Vedremo quindi cosa accadrà”.

Chi pensi possa essere l’anti Rea?

Io (sorride). In questo 2020 ci sono tanti piloti forti e ognuno ha delle qualità particolari. Ad oggi mi rimane il dubbio su Gara 2 a Phillip Island. In quell’occasione Johnny era battibile, ma nessuno ha rischiato durante la gara di superarlo. Ovvio, Lowes ha vinto, però molti altri piloti potevano arrivargli davanti”.

Domanda secca: pensi ancora alla MotoGP?

“No, sono completamente focalizzato sulla Superbike, come è giusto che sia. Personalmente non la considero però una porta a chiusa a tutti gli effetti, perché qualora dovesse esserci una possibilità la sfrutterei. Di sicuro non voglio ritrovarmi nella situazione di qualche anno fa, dove il progetto non era ambizioso e non ho potuto esprimere il mio valore. In Superbike ho avuto modo di ripartire, mi sono preso del tempo, e ad oggi penso sia stata la scelta corretta"

Rimanendo in tema di MotoGP, ti ha sorpreso Quartararo in Yamaha ufficiale dal 2021?

“No, per niente. Fabio è un amico ed è un talento puro. Se la Yamaha non l’avesse messo nella squadra ufficiale sarebbe stata una cosa davvero strana. Nella sua vita ha affrontato dei momenti difficili, ma è sempre riuscito a superarli. Penso che dopo quanto fatto vedere nel 2019 abbia meritato questa occasione, è una cosa logica. Gli manca ancora la vittoria, ma sono convinto che presto arriverà.

E Zarco invece?

“Lui non lo conosco, di conseguenza non posso giudicare. Su Johann non posso dire più tanto, di sicuro le scelte fatte in questi ultimi anni sono state parecchio strane da parte sua, non le ho ben capite”.

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