SBK, Dosoli: "Toprak non pensa alla MotoGP, vuole il titolo come Ben Spies"

"Se arrivasse un'offerta Yamaha dalla MotoGP, una clausola gli permetterebbe di fare le sue scelte. Rossi in SBK? Sarebbe un sogno, ma non è il suo obiettivo"

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Nuovo giorno in attesa che lo spettacolo delle due ruote riprenda, nuova diretta. La live di ieri è atterrata sul pianeta Superbike grazie ad Andrea Dosoli, Racing Manager di Yamaha Europa, che ha risposto alle domande di Riccardo Guglielmetti, Andrea Rossi e dei tanti appassionati all'ascolto. Tanti i temi da affrontare come al solito, ad iniziare dallo spumeggiante debutto in sella alla R1 di Toprak Razgatlioglu, nel primo (ed unico finora) round SBK della stagione a Phillip Island.

“Toprak si è adattato rapidamente alla nuova moto – apre Dosoli - grazie alla sua grande intelligenza, ed il fatto che abbia vinto alla prima uscita credo rimarrà nella memoria di molti. La prima cosa che colpisce di lui è come riesca a fermare la moto, ha un controllo della moto davvero incredibile, ed in generale ha davvero una grande sensibilità in sella”.

Il turco sembra già aver conquistato i gradi di capitano all’interno del team ufficiale Yamaha, ma Dosoli ha parole d’elogio anche per Michael Van Der Mark.

“Michael ha raccolto meno di quanto seminato in Australia, gli è mancato qualcosa, ma per come ha lavorato in inverno sono convinto che si toglierà delle soddisfazioni. Non bisogna dimenticare che Phillip Island è una pista particolare, specie per quanto riguarda le gomme”.

Il futuro di Toprak sembra più che mai luminoso, e la MotoGP sembra non essere così lontana.

“In fase di negoziazione abbiamo inserito una clausola grazie alla quale, se arrivasse un’offerta da Yamaha per la MotoGP, Toprak potrebbe fare le sue scelte senza vincoli. La cosa che mi ha colpito però è il fatto che lui non ha minimamente in mente la MotoGP al momento, vuole diventare campione in Superbike e non ci sono test MotoGP programmati per lui. In passato è capitato che la struttura SBK “Prestasse” un pilota a quella MotoGP in caso di bisogno, ma accadrebbe solo se non ci stessimo giocando nulla di importante”.  

In questi casi è utile anche fare dei salti nel passato, per capire come sia avvenuto l’approdo del turco nelle casa dei tre diapason.

“Credo che Toprak fosse convinto della sua scelta già prima di Suzuka, c’era già sintonia e stima tra le parti. Più volte mi ha detto che il suo sogno è quello di essere il primo a riportare la R1 in vetta dopo Ben Spies”.

Restando in Superbike, merita certamente menzione anche la struttura satellite di Yamaha ossia il team GRT di Filippo Conti, con i suoi due piloti Garrett Gerloff e Federico Caricasulo.

“Garrett è davvero una persona squisita, e nei primi test ci ha stupito andando subito forte. Conosce la moto ma non i circuiti, cosa che certamente non lo aiuterà quest’anno, ma già a Phillip Island si è dimostrato un pilota che ci regalerà delle soddisfazioni. Il debutto di Federico è stato in linea con le aspettative, quindi positivo. Siamo in una situazione particolare, e non potremo aspettare novembre per decidere sul futuro dei nostri piloti: in un certo senso la cosa migliore sarebbe lasciare tutto così com’è”.

Attualmente i team satelliti di casa Yamaha sono due, ma nel caso la rosa si potesse ampliare non mancano di candidati, ad iniziare dal team Bardahl Evan Bros.

“Tecnicamente è un team impostato per poter pensare al salto, e l’arrivo di qualche tecnico con esperienza in Superbike può certamente aiutare. In questi casi lo scoglio più grande è quello finanziario, dato che le spese si alzano notevolmente ed il team deve essere bravo a gestire la cosa: questo è probabilmente l’ultimo passo da compiere per pensare al passaggio in Superbike, ma molto dipenderà dalla volontà del patron Fabio Evangelista”.

Nella struttura sopra citata milita da quest’anno Andrea Locatelli, per il quale Dosoli non risparmia gli apprezzamenti.

“Il debutto di Locatelli è stato il migliore possibile, ma anche qui occorre aspettare prima di giudicare. In generale mi piace il suo atteggiamento: dopo aver vinto la gara a Phillip Island ha subito detto alla squadra “Ho imparato tanto, dobbiamo ancora migliorare sotto tanti aspetti”. La SBK? Potrebbe avere le carte in regola e questo potrebbe essere un "Problema"  per noi in un certo senso, ma sono considerazioni da fare più avanti”.

Oltre ai nomi “Possibili” c’è posto anche per i nomi “da sogno” nel novero dei piloti Yamaha Superbike del futuro, come ad esempio Valentino Rossi.

“Avere Valentino sarebbe un sogno per tutti e dunque anche per noi. Certamente una sua apparizione in Superbike aiuterebbe il campionato a crescere, ma non credo che le derivate di serie siano nei suoi pensieri, e Dorna farà di tutto per farlo restare in MotoGP anche dopo il ritiro”.

In conclusione Dosoli analizza la situazione legata alla ripresa del campionato, e boccia l’opzione di far correre insieme Superbike e MotoGP.

“Ci sono diversi scogli da superare per la ripresa del campionato, i più importanti sono gli spostamenti e la sicurezza. Non sono cose banali come possono sembrare, e non mi perdonerei mai se uno dei nostri ragazzi si ammalasse durante un weekend. Un altro punto è la sostenibilità dell’evento per i vari circuiti. In questa situazione sarei soddisfatto se riuscissimo a svolgere cinque o sei gare da agosto a novembre”. Superbike e MotoGP insieme? Non succederà per ragioni di sponsor e non, ma aldilà di ciò reputo possa essere negativo per la Superbike, quindi credo che sia meglio mantenere i due campionati separati”.

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