Moto2, Dalla Porta: “La quarantena mi ha fatto bene, ora ho capito cosa fare”

“Non ho esperienza su moto così grandi ma alla ripartenza non dovrò commettere gli stessi errori. Bastianini in Ducati? Lo vedo bene, mi piacerebbe lo dicessero anche di me tra qualche anno”

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Tra i protagonisti più attesi della stagione delle classi leggere del motomondiale, iniziata in Qatar e, per ora, ferma a quel weekend c’è sicuramente Lorenzo Dalla Porta, rookie della Moto2, campione del mondo in carica della Moto3 e talento, in questo momento per risultati e precocità, principe della gioventù dei piloti tricolore. Il weekend del Qatar, però, non ha riservato un buon benvenuto nella categoria a Dalla Porta che dopo un venerdì ed un sabato a remare nelle retrovie della classifica sulla sua Kalex del team Italtrans, ha chiuso il primo appuntamento della stagione al 24° posto a oltre 45 secondi da Nagashima. Non l’inizio che tutti si sarebbero augurati. 

“La prima gara è stata un disastro – ci ha detto Lorenzo nel corso di una intervista telefonica – Questo inverno ho aggiunto peso ai miei esercizi in palestra e credevo di essere preparato al meglio, e fisicamente lo ero. Il problema è stato il non aver mai guidato una moto così grande e quindi nelle prime uscite della stagione mi è mancata la conoscenza di un mezzo di quel tipo. Poi durante i test c’era molto stress e la voglia di dimostrare qualcosa mi ha portato a vedere i miei problemi più grandi di quanto in realtà fossero, da questo punto di vista la quarantena mi ha fatto bene perché ho riflettuto molto e ho cercato di capire cosa migliorare”. 

Ora finalmente sembra che ci sia una data per la ripartenza del campionato, il 19 luglio a Jerez. Quali sono gli obiettivi per questa stagione?

“Spero che si realizzerà questo programma, sarebbe bello iniziare a luglio a Jerez. Avere una data ufficiale permetterebbe anche a noi piloti di prepararci e di allenarci a dovere. L’importante è fare più gare possibile e quindi anche l’idea di fare due gare nello stesso circuito mi sembra molto buona. Per quanto riguarda gli obiettivi devo dire che la Moto2 è una categoria molto tirata, non mi aspettavo una velocità del genere e dei distacchi così ridotti tra i piloti. Io vorrei arrivare il più vicino possibile alla vittoria”. 

Una stagione di 12/14 gare può penalizzare il tuo percorso di adattamento alla categoria?

“Diciamo che mi sarei aspettato di fare 20 gare, e sicuramente farne meno non è bello. Però non devo pensare di essere penalizzato, devo farmi trovare pronto quando sarà il momento di ripartire perché se pensassi di essere svantaggiato partirei subito sconfitto. L’importante sarà sistemare le cose che ho sbagliato in inverno e durante la prima gara e cercare di non ripetere le stesse pecche di inesperienza”. 

In queste settimane si è accostato molto il nome del tuo compagno di squadra Enea Bastianini alla Ducati MotoGP. Come lo vedresti in top class e sulla moto di Borgo Panigale?

“Sicuramente Enea ha il potenziale per far bene anche in MotoGP, ovviamente in futuro mi piacerebbe dicessero questo anche di me perché significherebbe aver fatto un gran lavoro in Moto2”. 

Sempre parlando di “salti di categoria” chi vedi più pronto tra i piloti di Moto3 a passare nella classe intermedia?

“È difficile a dirsi, ci sono molti piloti forti in Moto3. Arenas mi sembra uno dei più pronti, in Qatar ha fatto una gara perfetta e anche alla fine dello scorso anno è stato costantemente tra i primi, quindi se devo scegliere un nome ti dico il suo. Ad ogni modo, questo stop per Coronavirus sta scombussolando un po’ tutto perché se si faranno poche gare molti team decideranno di tenere i propri piloti per continuare il lavoro”.  

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