SBK, Bautista: “La Honda: è aggressiva come un 2T, la Ducati sembra dolce"

“Quando provai la Ducati V4 la prima volta pensai che fosse rotta, era la mia abitudine alla MotoGP. Rea? Non è come Marquez. Marc vuole solo vincere, Johnny sa gestire”

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Honda sogna di riportare in Giappone il titolo Superbike e per farlo ha puntato forte su di lui. Stiamo parlando di Alvaro Bautista, protagonista nella diretta social del giovedì sui nostri canali social.

Lo spagnolo si è intrattenuto con noi parlando della nuova avventura con la Casa dell’Ala Dorata, ma allo stesso tempo non ha dimenticato il passato e quel titolo sfumato con la Ducati, perso contro Johnny Rea.

Il passato è però alle spalle, dal momento che la mente è focalizzata solo sul presente.

“Devo dire che l’esordio con la Honda non è andato male – ha detto lo spagnolo – in Australia ho portato a casa due sesti posti, che considero positivi, considerando anche il distacco dai primi. Alla fine il weekend è stato importante, peccato poi essersi fermati, dato che avevamo bisogno di girare”.

Cosa pensi di questa Honda?

“La moto è nuova e diversa rispetto alla Ducati, dato che ha un quattro cilindri in linea, rispetto a quello a V della Panigale. Ho bisogno di un po’ di tempo per averla in mano, anche se devo dire che il motore ha un grandissimo potenziale. Devo però cercare di avere le giuste sensazioni con ciclistica ed elettronica, al fine di trovarmi bene. Tra l’altro, ricordo di aver provato la Honda stradale, fa paura, in quarta sei già a 300 all’ora”.

Cosa cambia tra il V4 e il quattro cilindri in linea.

“Essendo abituato al quatto cilindri a V, quello in linea assomiglia ai due tempi. Mi sembra più cattivo e aggressivo rispetto al V4 ,che è dolce. Questa è la mia sensazione, nel motore Honda trovo infatti maggiore reattività”.

Pensi sia una moto da Mondiale questa CBR 1000 RR-R?

“Vediamo quello che accadrà. Di sicuro noi siamo chiamati ad affrontare una situazione non semplice, dato che abbiamo poche gare e ci aspetta un grande lavoro di sviluppo. Non so quindi se saremo da Mondiale o meno già quest’anno, ma sappiamo quale sia la strada da percorrere”.

Riavvolgendo il nastro al passato, Albesiano ha detto di essere stato dispiaciuto per non averti più con lui.

“Con Albesiano abbiamo affrontato due anni complicati, dato che l’Aprilia era una moto per certi versi stradale. Siamo però riusciti ad avere una bella base di sviluppo, peccato ci abbiano poi mandati via me e Bradl. Albesiano l’anno dopo mi richiamò, ma io ero già d'accordo con Aspar”.

Tornando alla SBK, non hai paura di faticare come Davies con la Ducati V4?

“A dire la verità non sono preoccupato. È ovvio che io mi debba adattare, ma in Honda stanno lavorando seguendo la mia direzione. Dentro di me so che arriverò all’obiettivo prefissato e sono convinto che ce la faremo, infatti sono sereno, dato che io e la Honda vogliamo vincere”.

Alvaro, domanda secca: Lorenzo ti ha perdonato dopo l’incidente di Assen nel 2012?

“Ricordo quell’incidente. In quell’occasione sbagliai la staccata, arrivando lungo e centrai Jorge. Mi dispiace per quel fatto, mi sono preso la colpa e la gara dopo partii ultimo per quell’errore. 

Come mai Bautista ha perso il Mondiale 2019?

“A dir la verità non mi aspettavo di vincere così velocemente con la Ducati e poi perdere il titolo. Durante la stagione abbiamo apportato alcune modifiche alla V4 e forse abbiamo sbagliato la strada da seguire. Poi a volte capita che ti ritrovi in situazioni negative, tipo le cadute di Laguna Seca, dove mi sono pure infortunato e la scarsa conoscenza dei tracciati. Alla fine è andata così”.

Lo scorso anno ti sei confrontato con Rea. Come lo giudichi?

“Di sicuro lui è il riferimento, inoltre ha una moto completa come la Kawasaki. Ha tutto sotto controllo e di conseguenza è il favorito anche per il 2020”.

Quanto è grande il salto dalla MotoGP alla SBK?

“Quando hai più potenza è sempre più complicato. La prima volta che provai la Ducati pensavo che la V4 non spingesse, come se ci fosse qualcosa di rotto (sorride). Invece era tutto a posto. La Superbike è diversa rispetto alla GP, però non è un problema. Sono felice di essere in questo ambiente, che considero famigliare con dei tifosi veri”.

Hai mai pensato a guidare la Honda MotoGP? O disputare una wildcard.

“Se ne può parlare, anche se l’obiettivo primario resta la Superbike. Sarebbe  bello però fare un giro con la Honda MotoGP verso la fine dell’anno”.

Quale moto ti è rimasta più impressa di tutte quelle guidate?

“La 500 due tempi, anche se la 250 era molto equilibrata e precisa. Peccato non essere riuscito a vincere il titolo, anche se ho disputato comunque delle belle gare”.

Alvaro, cosa ricordi del quarto posto di Philipp Island con la Ducati MotoGP?

“Quel weekend ho sofferto per via del cambio ed ho commesso diversi errori in scalata. La sfortuna è stata che in gara, quando ho dovuto affrontare l’ultimo giro, ho sbagliato a fare un cambio marcia e lì ho perso il podio. Nonostante tutto rimane però una bella prestazione che tengo a cuore”.

Rea-Marquez, quanto sono diversi?

“Sono diversi. Marquez è uno di quelli che vuole vincere sempre, quello è il suo obiettivo. Johnny invece sa gestire più le situazioni, mentre Marc o vince o arriva secondo. Marquez ha più grinta e fame”. 

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