Massimo Nalli, Suzuki: “Ci aspettiamo un risveglio veloce del settore”

GPONE TO ONE: “In Suzuki creiamo cose per migliorare le condizioni di vita dei nostri clienti”

Iscriviti al nostro canale YouTube

Share


Massimo Nalli è il presidente Suzuki Italia, un passato in Fiat auto e poi in Honda Italia, con la passione per la corsa e una predilezione al mondo delle corse anche a due e quattro ruote. Conosce molto bene la storia dei cento anni di Suzuki, festeggiati proprio nel 2020, anche in settori differenti da quelli per cui la conosciamo oggi, che oltre ad auto e moto annoverano i motori marini.

Ci siamo mossi in tre direzioni, non solo verso i clienti, ma anche verso i concessionari e le istituzioni - illustra la filosofia Suzuki Massimo Nalli per andare incontro alla clientela in questo momento difficile - Per quanto riguarda i concessionari, sono percepiti come “il marchio”, più della sede di Hamamatsu e tutelarli significa tutelare il marchio. Dopo un periodo per loro a fatturato zero, con i clienti bloccati in casa, abbiamo deciso di dargli ossigeno, come fanno i subacquei.

NALLI: "TUTELARE I CONCESSIONARI SIGNIFICA TUTELARE IL MARCHIO"

Una multinazionale come Suzuki ha sicuramente più soldi di un imprenditore singolo, quindi siamo intervenuti, cercando di dargli la liquidità necessaria per pagare gli stipendi, tutte le spese e restare aperti. Passando al cliente, vendiamo via web delle serie limitate dal 2013. Ora è di moda, noi lo facciamo da anni ed in modo completo, con la possibilità di pagare un anticipo e con la facoltà dell’acquirente di cambiare idea e vedersi riaccreditato l’anticipo. Ora abbiamo aperto il web store a tutta la gamma (auto, moto e motori marini) e con interessanti risultati. Si dice che i clienti non siano pronti ad acquisti on line, in realtà lo sono, ma avendo avuto prima modo di toccare il prodotto con mano ed aver perfezionato la sua scelta, per poi concluderla anche se il concessionario in quel momento è chiuso.”

NALLI: "ABBIAMO APERTO IL WEB STORE A TUTTA LA GAMMA"

L’elettrificazione è un tema caldo, in questo momento Suzuki viene rallentata in questa direzione dal momento che stiamo vivendo? Non avete un’auto totalmente elettrica in gamma al momento, ma siete comunque attivi verso queste nuove tecnologie?

Non puntiamo su un solo cavallo vincente, perché riteniamo che ci saranno più soluzioni complesse. Investiamo in varie direzioni ed un’auto elettrica entrerà presto in produzione, per il mercato indiano. Suzuki ha oltre il 50% delle quote del mercato auto in India e doveva rispondere ad una chiamata del governo locale, che desidera andare verso l’elettrificazione. Si chiama Wagon R, esisteva già con motorizzazioni termiche, ora debutta la full electric.

I VEICOLI ELETTRICI SONO DI NICCHIA, VANNO RISOLTI TRE GRANDI INTERROGATIVI

L’elettrificazione è lenta comunque, lo è in India, lo è in Europa e resterà una nicchia finché non verranno risolti i tre grandi punti di domanda: il costo elevato (e non si sta ancora abbassando), l’autonomia e la disponibilità dei punti di ricarica. Servono investimenti miliardari e la rete è lontana dal poter permettere al mercato di decollare, siamo pronti, ma ci vorrà ancora qualche anno.”

Suzuki è amata e conosciuta tra gli amanti del fuoristrada, in particolare per la Jimny, nata nel 1970 circa, ma ora fermata nella sua ultima versione dalle norme sulle emissioni. Tornerà nel 2021?

JIMNY È STATA IL BIGLIETTO DA VISITA PER SUZUKI NEGLI ANNI ’80 IN ITALIA

Alla fine degli anni ’60 Suzuki acquistò un progetto dalla Hope Star, un nome ben augurante, visto che si traduce stella di speranza. Nacque così un fuoristrada piccolo, di grande successo. Per Suzuki la compattezza continua ad essere un elemento distintivo su tutta la gamma auto, che sono leggermente più piccole delle concorrenti e questo è percepito come un vantaggio da clienti italiani che vivono in città caotiche. La Jimny originale era meno di 3.5 metri con motore 2 tempi. Sembrava una Vespa per il suo rumore. Era ed è un fuoristrada duro e puro, con caratteristiche come il motore longitudinale e con la trazione di un trattore, in grado di andare ovunque, in alcuni casi anche con la lama per spazzare la neve.

È stata il biglietto da visita per Suzuki negli anni ’80 in Italia, fino alla quarta generazione di pochi anni fa. Ora è stata fermata da una norma che penalizza chi inquina di meno. Suzuki, che sa costruire vetture leggere, che consumano ed inquinano di meno, è chiesto di fare meglio di quanto non debbano fare altri costruttori che producono vetture più pesanti e lussuose. La Jimny, così piccola e compatta è stata quindi penalizzata dalle regole sulle emissioni di CO2, che hanno imposto di calare le quote sul totale di auto vendute. Nel 2021 arriverà in una versione autocarro omologata 2 posti, ma speriamo che si possano vendere anche le Jimny normali.”

Nel fuoristrada Suzuki corre anche in Italia con un campionato dedicato.

Si corriamo nel Cross Country, una formula che vede impiegata una vettura derivata dalla Grand Vitara. Un trofeo monomarca Suzuki Challenge. Abbiamo vinto 10 edizioni negli ultimi 11 anni, con riduttore che è quello della vettura di serie, malgrado il motore V6 di provenienza americana. Si tratta di una formula che permette di entrare o di restare nel mondo del motorsport con una spesa limitata.”

Oggi l’auto si sceglie spesso per la tecnologia, anche in termini di aiuti alla guida attivi, Suzuki in questa direzione come si pone?

"LA TECNOLOGIA È UN VERO PROGRESSO QUANDO È DISPONIBILE PER TUTTI"

Henry Ford diceva che la tecnologia è un vero progresso quando è disponibile per tutti. Suzuki ha il merito di aver portato certe tecnologie nei segmenti bassi. La Ignis, ad esempio, che è una segmento A, offre la frenata automatica, l’avvertimento di abbandono della corsia ed il rilevamento della stanchezza del guidatore. Salendo nella gamma troviamo anche il mantenimento attivo della corsia, come sulla Swift, che è comunque un’auto molto compatta.

Di serie altri concorrenti non lo fanno e questo è parte del nostro motto ‘senza sorprese’. Anche la sicurezza ne fa parte e, ad esempio, la frenata automatica, dopo averla provata una volta non è più rinunciabile. La sensazione di aver salvato anche solo un paraurti, è notevole ed abbiamo constatato una consistente riduzione delle vendite di ricambi di paraurti anteriori da quando le nostre vetture sono dotate di questa tecnologia.”

Tu hai conosciuto Osamu Suzuki, della filosofia del marchio.

MICHIO SUZUKI ERA FIGLIO DI UNA TESSITRICE, CREÒ UN TELAIO AUTOMATICO PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA SUA VITA

Osamu Suzuki è l’attuale capo dell’azienda, ha ormai 90 anni, ed è al timone dai primi anni ’70. I riti in Giappone sono molto importanti ed è stato un onore per me conoscerlo, quando sono stato messo a capo della filiale italiana. Il fondatore in realtà non è lui, perché l’azienda è nata prima di lui, nel 1920, con la produzione di telai per tessere la seta. Michio Suzuki era figlio di una tessitrice di seta e lui creò un telaio automatico, mosso dai piedi attraverso un meccanismo, per aiutarla e migliorare la qualità della sua vita.

Questo è rimasto nella filosofia dell’azienda fino ad oggi, perché creiamo cose per migliorare le condizioni di vita dei nostri clienti. In pochi sanno che siamo leader in Giappone per la costruzione di case prefabbricate, in luoghi dove lo spazio è un lusso. Dal telaio si è passati alle biciclette motorizzate e poi ai motori marini, dato che il Giappone è un’isola e terra di pescatori e quindi l’esigenza era sentita. Dai telai ai motori il passaggio non è stato così strano, perché sono accomunati dalla trasformazione del moto alternato (nel caso del telaio i piedi) ad uno rotatorio (i rocchetti di seta). Così nel motore i pistoni hanno un moto alternato, mentre albero motore ed infine le ruote ne hanno uno rotatorio.”

Passando alle moto, voi avete sviluppato da Ryuyo, moto supersportiva dedicata alla pista e non targata. Cosa ne pensi delle supersportive di oggi, che hanno potenze non sfruttabili per strada?

COMPRIAMO OROLOGI SUBACQUEI CHE POSSONO ANDARE A 300 METRI DI PROFONDITÀ, ANCHE SAPENDO CHE NON CI ANDREMO MAI

“Il segmento delle supersportive è in crisi in tutto il mondo, proprio perché offrono prestazioni difficilmente sfruttabili. Il loro futuro è legato all’uso in circuito, dove godersi tutta l’adrenalina e sfogarsi, per poi poterle guidare con più tranquillità su strada. Va detto che compriamo orologi subacquei che possono andare a 300 metri di profondità, anche sapendo che non ci andremo mai. Il senso di moto con rapporti peso / potenza intorno ad un cavallo per chilo è proprio questo, il desiderio di avere un oggetto tecnologicamente all’avanguardia.”

Stiamo tutti soffrendo la situazione attuale, ma cessato il blocco, quali novità ci attendono?

ABBIAMO SVILUPPATO UNA PARTICOLARE SOLUZIONE IBRIDA, MOLTO INTERESSANTE

“Abbiamo diverse nuove auto che abbiamo dovuto trattenere, ma sono pronte per essere provate. Suzuki ha completato l’ibridazione di tutta la gamma, che hanno tutte una parte elettrica. In particolare le nuove versioni Hybrid di Vitara e S-Cross, hanno sviluppato una soluzione molto interessante, con una batteria di dimensioni ridotte, che aiuta soprattutto nelle ripartenze da fermo. Sono molti i vantaggi, primo tra tutti ingombri (sta sotto ad un sedile, il peso (tutto il sistema meno di 20 kg) ed il costo ben più sostenibile di quello di un ibrido plug in.

La stiamo già vendendo, attraverso il web store e riduce i consumi del 25%. Il motore termico passa da 140 a 129 cv, ma quello elettrico compensa con i suoi 13 cv e quindi non si perde nulla in termini di prestazioni e la guida è migliorata, soprattutto nella risposta ai bassi. Per le due ruote la V-Strom 1050 richiama elementi della DR Big guidata alla Dakar dal mitico Gaston Rahier, ma con elettronica e tecnologia di oggi. La moto è stata lanciata poco prima del lockdown ed è stata messa un po’ ‘nel frigorifero’, ma è pronta per essere provata e guidata”

Il tema moto è “caldo” in questo momento, perché potrebbe essere il mezzo perfetto per muoversi in questa “fase 2” che rappresenta l’inizio del graduale ritorno alla normalità. Potrebbe quindi esserci una spinta per il mercato delle due ruote, che però ha anche molto sofferto del lockdown proprio della stagione più importante. Come pensi che evolverà la situazione?

CI ASPETTIAMO UN RISVEGLIO VELOCE DEL SETTORE DELLE DUE RUOTE, SOPRATTUTTO PER LE MOTO

“Ci aspettiamo un risveglio veloce del settore delle due ruote. La stagione non è ancora compromessa e mi aspetto dal mercato moto un rimbalzo veloce. Soprattutto per le moto, che hanno un target con capacità di spesa più elevata. Con gli scooter ci sarà più battaglia e la fascia più bassa della gamma potrebbe accusare maggiormente l’incertezza. Abbiamo una offerta che va dal piccolo Address fino al Burgman 650 e siamo pronti a giocarcela tra prezzo e qualità”.

Share

Articoli che potrebbero interessarti