SBK, Rea: “Ho pensato che Bautista le Ducati V4 fossero imbattibili”

“Dopo le vittorie di Alvaro qualcuno iniziava a dire che avevo bisogno di uno psicologo. La Honda MotoGP? Inizialmente è stata una seccatura”

Share


È un Johnny Rea che si racconta a 360° in occasione del live sulla pagina di Gazzetta.it Direttamente dalla sua casa nel Nord Irlanda, il Cannibale svela come sta trascorrendo questi mesi senza moto. Un qualcosa di veramente inusuale per il pilota Kawasaki, lontano dalle piste dallo scorso febbraio.

A circondarlo dall’affetto sono la moglie e i figli: “Credo che questo sia un momento davvero particolare – ha dichiarato Johnny – ogni mattina, quando mi sveglio, io e mia moglie cerchiamo sempre di darci un obiettivo. Mi alleno costantemente e faccio alcuni giri in bicicletta. Poi ovviamente mi dedico ai figli e la loro istruzione”.

Nonostante i motori siano fermi, non manca poi una battuta sulla Superbike. L’attenzione è rivolta alla passata stagione: “Il 2019 è stato un anno molto complicato, soprattutto all’inizio per l’impatto che ha avuto Bautista e la Panigale V4 – ha ricordato - ho pensato che Alvaro la Ducati fossero imbattibili, ma il segreto è stato quello di continuare a lavorare, senza mai fermarsi. Così, nel momento in cui lui ha iniziato a sbagliare, noi ci siamo rafforzati”.

In molti si sono poi chiesti come mai il Cannibale non sia riuscito ad approdare in MotoGP. L’unica immagine che abbiamo è di quando sostituì Stoner in sella alla Honda, poi nulla più: “Ai tempi ero un po' seccato perché non sono riuscito a cogliere l'occasione e non ho mai più avuto l'opportunità – ha commentato a riguardo Johnny -  per come sono andate le cose sono molto contento, perché sono 5 volte campione del mondo. Secondo me in MotoGP per diventare campioni bisogna crescere con una certa attitudine”.

Share

Articoli che potrebbero interessarti