Con mezzo mondo in lockdown si registra il record di CO2 in atmosfera

Elettrificazione ed inquinamento, cosa impariamo dall’emergenza Covid? Il dato del record sembra quasi dimostrare che la strada verso l’elettrificazione ed il movimento guidato da Greta Thunberg siano fuori dalla rotta corretta

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Fermiamo il mondo e non cambierà nulla. Solo alcuni mesi fa questa poteva sembra la boutade di un detrattore dell’elettrificazione o del movimento capitanato dalla piccola attivista svedese, che da tempo tenta di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dello sviluppo sostenibile. Invece stiamo vivendo una sorta di film di fantascienza ed il mondo si è fermato davvero, prima la Cina e poi via via quasi tutti i Paesi d’Europa e degli altri continenti. La pandemia ha di fatto bloccato in casa gran parte della popolazione, spento le industrie e diminuito drasticamente il traffico con mezzi a motore, tanto che è in atto una crisi petrolifera tale da portare il prezzo del greggio a scendere sotto lo zero. Di fatto le industrie del settore sono arrivate a pagare chi portasse via i barili, perché restando invenduti stavano provocando un danno ed un costo di stoccaggio troppo elevato.

La pandemia ci ha così dato l’opportunità di valutare concretamente l’impatto del traffico e delle industrie sull’ambiente. Abbiamo assistito ad animali che si sono appropriati delle città deserte ed avremmo immaginato di poter leggere di netti miglioramenti nei rilevamenti degli “inquinanti”, se non da subito, almeno dopo alcune settimane di stop. L'abbassamento c'è stato ed è evidente da molti punti di vista, ma alcuni dei dati che fino ad ora abbiamo potuto vedere sono contrastanti e, in alcuni casi, decisamente sorprendenti. L’ultimo è forse il più eclatante: il primo maggio è stato registrato il record mondiale di CO2 in atmosfera, con il valore più alto mai visto che è stato registrato dall'osservatorio di Manua Loa, 418 ppm (parti per milione). Il centro di rilevamento, situato presso il vulcano sull'isola di Hawaii ha quindi dato un riscontro che apre a nuovi scenari e che imporrebbe una riflessione sul dibattito in corso da tempo. Certo, la CO2 prodotta nei mesi precedenti pandemia non svanisce in poche settimane, ma se prima di questo periodo sembrava che la strada verso l’elettrificazione fosse oramai scritta ed in molti negli ultimi mesi hanno sentenziato che l’emergenza in corso avrebbe anche accelerato il percorso, ora qualche dubbio in più sembra quasi lecito averlo.

Il controverso presidente USA, Donald Trump, ad esempio, approfittando della situazione ha espresso l’intenzione di modificare le norme, alzando i livelli concessi dalle norme e spostando temporalmente in avanti il processo verso l'elettrificazione. Ora i detrattori delle auto elettriche e delle fobie che il movimento capitanato dalla Thunberg hanno instaurato in una parte della popolazione, si sentono più forti, sostenuti da dati che non sono così netti come ci si sarebbe potuto attendere. In realtà proprio i numeri devono essere analizzati e capiti, per portare a conoscere un fenomeno che si sta studiando, ma da non tecnico, è difficile smentire un dato così eclatante come un record del mondo assoluto. La crisi economica a cui stiamo assistendo e che vedremo nei prossimi anni dopo questa emergenza, dovrà fare i conti anche con questi aspetti, che a maggior ragione andranno analizzati e capiti più a fondo di quanto non si sia fatto fino ad ora.

Sarebbe sbagliato schierarsi da una o dall’altra parte a priori, però a noi pare ancora più assurdo, dopo quest’ultima notizia, l’atteggiamento delle amministrazioni che, cavalcando l’emergenza in corso, stanno entrando a gamba tesa portando avanti scelte a senso unico. Ne citiamo una tra tutte, con la pista ciclabile definita in fretta e furia dal Comune di Milano, che dovrebbe andare dalla periferia (Sesto San Giovanni) al centro della città meneghina (Piazza San Babila). Per farla si sacrifica il traffico, dimezzando le corsie (da due ad una) di una delle principali arterie per la mobilità urbana.

In un contesto in cui i mezzi pubblici saranno soggetti a grosse limitazioni e problematiche nel loro utilizzo e dove converrebbe muoversi in altre modalità, ci sembra che sindaco e giunta abbiano scelto di imporre biciclette e spostamenti a piedi come unica ipotesi, andando invece a rendere lo cose più difficili a chi volesse utilizzare auto, moto o scooter. Una sorta di demonizzazione dei mezzi dotati di un motore a combustione interna, che è ben lontano da un approccio super partes al tema trattato. I nostri amministratori lo sanno, ad esempio, che i moderni propulsori a gasolio hanno emissioni che sono indipendenti dall’aria aspirata dal motore e che, in alcune condizioni possono addirittura produrre allo scarico aria più pulita di quella presente in atmosfera?

Se siete curiosi o scettici, questo è il link ai rilevamenti record del mese di aprile, pubblicati dall’ente di ricerca NOAA.

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