SBK, Ducati aveva un piano top secret per la V4 dopo Phillip Island

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Ad oggi l’unico round con cui dobbiamo consolarci è quello di Phillip Island. Già, perché la diffusione del COVID-19 ha poi bloccato tutte le attività sportive. In Australia la Superbike ha regalato un weekend ricco di emozioni, ma soprattutto una Ducati per ben tre volte sul podio grazie a Scott Redding. Non male come debutto quello del pilota britannico, che ha scelto la via della costanza, evitando rischi eccessivi.

Come più volte detto, sul tracciato di Victoria la Rossa ha faticato a mantenere il passo della concorrenza in rettilineo. Un aspetto che non è certo sfuggito agli uomini di Borgo Panigale, i  quali saranno chiamati a confrontarsi con questa particolarità.

Sta di fatto che dopo un anno, la Ducati in Superbike non è ancora una moto per tutti come in MotoGP. Dovizioso ha vinto, arrivando anche a sfiorare anche un titolo Mondiale, Petrucci ha centrato il trionfo al Mugello, mentre Miller è riuscito a collezionare diversi podi proprio come Petrux. Cosa che per poco non accadeva anche a Bagnaia in Australia.

In Superbike, invece, l’unico che ad oggi è riuscito a fare la differenza con la V4 è stato Alvaro Bautista. Il suo testimone è stato ora raccolto da Scott Redding, il quale non ha avuto però lo stesso impatto dello spagnolo con la Rossa nel Mondiale. Ovvio che siamo solo alla prima gara e dare giudizi affrettati in merito al vincitore del BSB rischia di essere controproducente, di conseguenza meglio evitare. Sta di fatto che per gli altri piloti la strada da seguire con la Panigale non è così semplice.

A tal proposito Michele Pirro è intervenuto sulla questione, svelando un retroscena: “C’era un programma con Ducati per capire meglio alcune cose legate alle V4ha dichiarato ieri nella nostra diretta social - dopo Phillip Island si sarebbero visti i risultati. Purtroppo la diffusione del Coronavirus ha bloccato tutti i nostri programmi”.

Il collaudatore pugliese rende note però ulteriori informazioni in merito alla questione: “Avevamo individuato quale fosse la strada da seguire, ma non è stata portata a termine – ha aggiunto -  Gigi aveva infatti capito come muoversi e io ero curioso di capire alcune cose. Volevamo prendere la strada imboccata con la MotoGP e la V4 sarebbe diventata forte per tutti. Vediamo se ci riusciremo nei prossimi mesi, nonostante il poco tempo a disposizione”.

Ovviamente Michele non ci ha svelato ulteriori particolari, ma se dovessimo fare un salto nel passato, più volte Bautista ha dichiarato che il problema di questa Ducati V4 fosse legato prevalentemente al telaio. Se così fosse, siamo davanti a nodo non proprio semplice da sciogliere, anche perché il regolamento della Superbike non consente di intervenire come accade ai colleghi della MotoGP.

Ci chiediamo quindi: chissà mai cosa avesse capito un genio come Gigi Dall’Igna, il quale più volte ci ha sorpreso con le proprie idee, e di conseguenza quale sarebbe stata la strada percorrere. Magari alla ripartenza vedremo qualche sorpresa e ne capiremo di più.  

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