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Caschi Arai contraffatti: costano un decimo, ma non salvano la vita

On line si trovano a prezzi irrisori, ma Striscia la Notizia ne ha sottoposto uno ai test richiesti di omologazione ed il risultato è sconcertante!

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Quanti di noi si sono imbattuti in offerte incredibili, con caschi proposti a cifre ben lontane dai listini che conosciamo? Le foto spesso sono quelle degli originali e la tentazione, almeno per noi, ci ha spinto a volte ad indagare un po’. Non ci vuole moto per capire che si tratta di falsi, spesso nemmeno ben realizzati, tenendoci lontano dall’ipotesi di un acquisto. Basta cercare il parere di qualche (sfortunato) acquirente, per capire che possono esserci addirittura problemi con le taglie, che non corrispondono a quelle dei caschi comprati in negozio, ma questo sarebbe il meno.

L’inviato di Striscia la Notizia, Valerio Staffelli, ne ha infatti acquistato un esemplare, presso un noto negozio on-line cinese e lo ha fatto sottoporre ai test richiesti per conseguire l’Omologazione ECE22.05 (e sono in arrivo i più severi test delle ECE 22.06 di cui abbiamo parlato di recente). Il risultato è che questa copia di un Arai SZ-Ram III, come potete vedere dalle foto e dalla puntata che andrà in onda questa sera, ne esce davvero molto male, lasciando immaginare cosa sarebbe accaduto ad un motociclista che lo avesse usato e che fosse rimasto vittima di un incidente, nemmeno troppo violento.

PREZZI INVEROSIMILI, SICUREZZA VICINA ALLO ZERO

ome confermerà nell’intervista telefonica il presidente di BER Racing Europe Maurizio Bombarda, i test di impatto vengono effettuati ad una velocità di 27,7 km/h ed i danni riportati da questo casco contraffatto non solo dimostrano che non è in grado di superare l’omologazione richiesta per legge, ma anche che avrebbe messo a serio rischio l’incolumità del pilota in caso di incidente. Nel caso specifico questa vicenda vede protagonista un Arai, marchio che tra tutti da sempre si distingue per scelte sinonimo di eccellenza e qualità, cosa che rende ancor più evidente che sia impossibile proporli ai prezzi a cui si trovano on line quelli contraffatti. Per poter vantare i suoi standard di sicurezza un’azienda come Arai realizza infatti interamente a mano in Giappone ogni singolo casco con processi in cui sono necessarie dalle 15 alle 36 ore a seconda del modello.

A RISCHIO LA MOTO, OLTRE CHE LA VITA IN CASO DI INCIDENTE

Prezzi di questo tipo (dalle 5 alle 10 volte inferiori al normale prezzo di listino) sono quindi semplicemente inverosimili e dovrebbero fermarci ancor prima di comprare questi prodotti. Va poi ricordato che importare in Europa caschi non regolarmente omologati è illegale e che l’acquirente non rischia solo di incorrere nel danno generato dall’acquisto di un oggetto contraffatto, ma anche in pesanti sanzioni nel caso questi lo andasse ad utilizzare, quali il sequestro del motociclo, per non parlare dei problemi di natura assicurativa in caso di incidente. BER Racing Europe tiene a sottolineare che, oltre ad un elenco dei rivenditori autorizzati Arai sul territorio (disponibile sul sito berracing.it), sono a disposizione anche telefonicamente o via mail per confermare se il venditore in questione è o meno un concessionario autorizzato Arai, ma anche se questi ha effettivamente disponibilità del prodotto in oggetto. Ѐ una verifica che non costa nulla, ma che potrebbe risparmiarvi pesanti arrabbiature. Per ulteriori dettagli su come distinguere un casco Arai Originale da uno contraffatto, è stato realizzato un documento per individuare con una semplice occhiata gli elementi distintivi più evidenti per non incorrere in frodi o truffe.

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