Piccinini: “Per me e Rossi non è ancora il momento di dire basta”

La Regina del Volley: “Se io e Valentino siamo ancora qua è perché proviamo piacere per ciò che facciamo e non vogliamo rinunciarci”

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In comune hanno l’età e la passione per quello che fanno. Il primo è un motociclista, l’altra una pallavolista. Stiamo parlando di Valentino Rossi e Francesca Piccinini, due personaggi che hanno bisogno di ben poche presentazioni, dal momento che basta andare a vedersi quello che è il loro palmares.

In questi anni si è parlato più volte di un loro eventuale ritiro, ma ad oggi sono ancora lì, sui campi di gara, nonostante il Coronavirus abbia stravolto la stagione sportiva. Se in MotoGP ancora si aspetta di vedere una gara in questo 2020, discorso opposto per il volley, dove la Regular Season si è conclusa sul più bello per la diffusione del COVID-19.

A tal proposito, colei che è considerata da tutti come la Regina del Volley, ha parlato in esclusiva alla testata de il Giorno, raccontando come è cambiata la sua vita. Scorrendo tra le righe dell’intervista, non è mancata poi una battuta in merito al prosieguo della carriera.

A 41 anni superati, dopo un breve break, la schiacciatrice ha deciso di tornare in inverno con la casacca di Busto e ora si sta mantenendo in forma per essere nuovamente al via del prossimo Campionato. Piccinini non intende quindi abbassare l’asticella, così come il numero 46, in attesa di ritrovare la sua Yamaha: “Se io e Valentino siamo ancora qua è perché abbiamo la stessa esigenza - ha dichiarato - ovvero fare sport e di conseguenza non vuoi rinunciare a quella passione”.

Parole chiare quindi quelle dette dalla pallavolista di  Massa Carrara, la quale ha addirittura rilanciato: “Se per Valentino la moto è una forma di benessere, che gli dà piacere e lo fa star bene, per me lo stesso discorso è rappresentato dalla pallavolo – ha aggiunto - ma oltre a me e Rossi ci sono anche calciatori, come ad esempio Buffon o Ibrahimovic”.

Piccinini e Rossi, appartenenti a due mondi così lontani, ma con motivazioni così vicine, ovvero l’amore per quella disciplina verso cui sembra davvero impossibile staccarsi.  

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