Moto2, Bastianini: "La Ducati non mi spaventa, è adatta al mio stile"

"La MotoGP non è una priorità al momento, quest'anno voglio stare con i primi. La VR46? Un'ottima scuola, ma riesco a rendere al meglio da solo"

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Una live all’insegna della line verde quella andata in onda ieri sui canali social di GPOne, con Enea Bastianini come ospite. Il romagnolo è ovviamente alle prese con la quarantena, che sta passando insieme alla fidanzata dopo aver iniziato alla grande la propria stagione, salendo sul terzo gradino del podio nella gara (l’unica corsa finora) di Losail.

“Sto bene - racconta Enea - ma ho tanta voglia di tornare in pista ed aspetto il 4 maggio per tornare ad allenarmi in maniera completa. Ero molto carico dopo il podio del Qatar, quindi non so se sia stato un bene o un male dover affrontare la quarantena con l’euforia di un buon risultato nella mente”.

Domenica tornerai in pista, seppur virtualmente, nella prima virtual race della Moto2.

“Esatto, è un bel modo per passare il tempo in questi momenti particolari. Il gioco (MotoGP20 ndr) mi piace, è molto realistico e non perdona particolarmente, infatti all’inizio ho fatto fatica ed in generale cado ancora spesso”.

Tornando al reale, come giudichi la tua prima stagione in Moto2?

“Non sono mancate le difficoltà, specie dopo la caduta del Red Bull Ring, ma fino a quel momento avevo raccolto dei buoni risultati. In generale sono soddisfatto di quanto fatto e di quanto imparato, anche in vista della stagione attuale”.

Qualcuno ha prospettato un futuro in MotoGP per te. Con quale moto ti piacerebbe debuttare?

“La Ducati credo sia una moto adatta al mio stile, dato che mi piace staccate forte e spigolare le traiettorie: non mi spaventerebbe debuttare con la Ducati, anche se è difficile dire prima di salire in sella. La Yamaha e la Suzuki forse sono moto più semplici per un debuttante, mentre la Honda sempre poterla guidare solo Marquez. La MotoGP ora non è una priorità comunque, vorrei solo che ripartisse la stagione”.

Sin dal tuo esordio in Moto3 hai dimostrato di saperti adattare in fretta. Cosa ricordi della tua prima vittoria nella minima cilindrata?

“Ci sono tanti aneddoti su quella giornata, a cominciare da quelli legati ai capelli. La sera prima della gara sentivo che avrei vinto e volevo tingermi i capelli, così sono partito dal circuito di Misano con lo scooter per andare dal mio parrucchiere, tornando nel paddock a mezzanotte circa. La mattina mi sono alzato davvero carico, e sono riuscito a vincere”.

In Moto3 hai avuto anche momenti difficili.

“La stagione nel team Estrella Galicia non è stata facile, era la prima volta che mi trovavo in un team straniero e non sono riuscito a trovarmi davvero a mio agio. L’anno successivo sono rinato nel team Leopard, anche se la sfortuna non ci ha permesso di raccogliere quanto meritavamo. Mi piacciono i team famigliari, ed il team Italtrans è certamente tra questi, infatti mi trovo molto bene”.

Bastianini: "La VR46? Ottima scuola, ma riesco a rendere al meglio da solo"

Nel mondiale hai sempre avuto il numero 33. C’è una ragione?

“Ho scelto questo numero perché ho iniziato ad andare in moto a 3 anni e 3 mesi. Inizialmente usavo il tre, ma poi non si poteva usare così ho optato per il 33”.

Da quel giorno ad oggi hai incontrato tanti avversati. Quali sono stati i più “Cattivi”?

“In Moto3 ho incontrati tanti piloti da citare (ride ndr), i primi che mi vengono in mente sono Arenas e Rodrigo, specie il secondo che non si è mai risparmiato nei sorpassi”.

Con quali piloti hai invece il miglior rapporto?

“Difficile da dire perché conosco bene diversi piloti, i primi che mi vengono in mente sono Migno, Antonelli, Manzi e Bagnaia. Frequento tanti piloti fuori dalla pista, ci divertiamo molto”.

Hai mai pensato di entrare nella VR46?

“Reputo l’Academy un’ottima scuola, ma ho scoperto che da solo riesco a rendere come voglio, così ho deciso di intraprendere la mia strada in solitaria”.

Torniamo al presente. Qual è l’obiettivo per la stagione?

“L’obiettivo è chiudere primo (ride ndr). Scherzi a parte vorrei stare davanti il più possibile, rimanere costante a differenza dell’anno scorso: vorrei restare nella top five e lottare per il podio, per poi fare i conti a fine anno. Chi temo di più? Difficile dirlo, al momento credo che una decima di piloti si possa giocare il titolo: un nome caldo è certamente quello di Baldassarri”.

Qual è il tuo punto debole attualmente?

“L’anno scorso mi sono abbattuto troppo durante il periodo di stop forzato causa infortunio, quando sono tornato in pista ero molto demoralizzato. Spero di non commettere lo stesso errore in futuro, devo cercare di restare sempre positivo. Un mental coach? Non ci ho mai pensato “.

Se potessi rubare una dote a tre piloti della MotoGP, chi sarebbero? E cosa ruberesti?

“Sicuramente prenderei la velocità di Marquez, la saggezza e la pulizia di Valentino e la concentrazione di Dovizioso”.

E di un pilota del passato invece?

“Se si può considerare un pilota del passato direi Stoner, che è stato forse il pilota più talentuoso ad aver corso nel mondiale. Ha fatto cose incredibili, specie a Phillip Island, è stato uno dei piloti che ho cercato maggiormente di emulare”.

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