SBK, Dosoli, Yamaha: no alla 8 Ore di Suzuka per puntare tutto sulla MotoGP

“Il Covid-19 ha cambiato alcune priorità. In Giappone hanno deciso di concentrare le forze sul progetto MotoGP. Suzuka? Quest’anno niente big. Ci saremo solo con il team YART”

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La notizia di questa settimana è il rinvio all'1 novembre della 8 Ore di Suzuka. A causa della diffusione del COVID-19, l’Organizzatore ha infatti deciso di spostare l’appuntamento che si sarebbe dovuto svolgere nel mese di luglio. Il round del Sol Levante chiuderà quindi il Mondiale Endurance, anche se per l’occasione mancherà all’appello il team ufficiale Yamaha. Oltre alla Casa dei Tre Diapason, si vocifera da tempo di una probabile assenza anche da parte della HRC

Insomma, due assenze che non passeranno certo inosservate. A tal proposito ne abbiamo parlato con Andrea Dosoli, responsabile del progetto Yamaha in Superbike.

Purtroppo la diffusione del Coronavirus ha costretto il Motorsport a rivedere i propri piani – ha esordito l’ingegnere – i vari Organizzatori dei Campionati stanno infatti valutando come far ripartire le rispettive serie e di certo non sarà cosa facile. Una di queste è senza dubbio l’Endurance. Suzuka era in programma a luglio e ora si è decisa di spostarla a novembre, riconoscendola ancora una volta come gran finale del Campionato”.

Andrea, aver spostato la gara a novembre significa che dovremo scordarci i big, dato che la gara finisce a cavallo tra Jerez e Misano.

“Di sicuro non sarà semplice far viaggiare i piloti tra Europa e Giappone in così poco tempo. Più che correre il problema è legato al fuso orario. Inoltre ci sono anche altri aspetti da tenere in considerazione. I piloti Superbike sono abituati a utilizzare le Pirelli nel Mondiale, mentre a Suzuka devono adattarsi velocemente alla Bridgestone. Non è certamente una cosa facile fare un salto del genere”.

Lo scorso anno Rea aveva infatti sottolineato più volte questo aspetto in occasione del fine settimana di Jerez, dopo essere rientrato dai test di Suzuka.

“Posso immaginare. Purtroppo sei abituato durante l’anno a correre con una moto e determinate componenti e quando sei a Suzuka ti ritrovi in un contesto ben diverso, dove hai poco tempo per adattarti e devi essere da subito competitivo”.

Come mai quest’anno la Yamaha non corre in veste ufficiale a Suzuka? Avevate anche la nuova R1.

Ci dispiace non essere al via della 8 Ore in veste ufficiale, ma in Giappone è stato deciso di concentrare tutti gli sforzi sulla MotoGP e penso che in questi mesi si sia visto l’impegno, dato che la classe regina del Motomondiale rappresenta la nostra priorità. Questa è stata la scelta, anche perché Yamaha ha centrato tutti gli obiettivi che si era prefissata alla 8 Ore, trionfando dal 2015 al 2018”.

Una decisone non da poco, visti i nuovi accordi contrattuali e il ritorno di un pilota come Lorenzo nelle vesti di collaudatore?

“La scelta di calibrare le risorse sulla MotoGP credo sia significativa. Per Suzuka una squadra come la Yamaha deve fare affidamento su un gruppo di lavoro di 40 persone tra tecnici, meccanici e ingegneri.  E l’impegno in pista parte addirittura a febbraio con i primi test. La mole di lavoro è molta, di conseguenza ecco spiegato il perché l’investimento si sia concentrato sulla MotoGP. Noi comunque saremo lo stesso a Suzuka per la 8 Ore con il team YART i nostri piloti Fritz, Nozane e ovviamente Canepa”.

Andrea, sul fronte Superbike cosa vi siete detti dopo l’ultimo incontro con Lavilla?

“Dorna sta lavorando per cercare di capire come ripartire e di conseguenza si sono attivati per chiedere ai team quante persone sono necessarie muovere in un eventuale weekend di gare. Al momento, per quanto riguarda la nostra squadra e penso anche le altre, si parlerebbe di non oltre le venti unità. Mentre ho sentito dire che per i team privati sarebbero sulla decina. Questi sono a grosso modo i numeri, poi ovviamente ci sarà da capire media e hospitality, più fornitori come ricambi, gomme e benzina”.       

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