Liberty Media, Formula 1: si parte. Ora è attesa la Dorna per la MotoGP

Chase Carey, boss di Liberty Media ha annunciato un calendario a breve di addirittura 15/18 GP che si concluderà prima di Natale. La MotoGP dividerà con la F.1 il circuito del debutto: il Red Bull Ring

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La Formula Uno avrà il suo calendario 2020. Lo ha detto Chase Carey, numero uno di Liberty media. La massima formula dell’automobilismo partirà il 5 luglio, in Austria, a porte chiuse: la prima di una serie di 15-18 gare che si correranno fra Europa, Asia ed America e che si concluderà prima di Natale. Apparentemente Monza farà parte del calendario.

“L’obiettivo è quello di correre in Europa fra luglio e settembre, poi da quella data ci sposteremo in Asia, Medio oriente e nelle Americhe per concludere poi la stagione nel Golfo a dicembre”, ha dichiarato Carey che ha anche aggiunto che un calendario sarà pubblicato a brevissimo.

L’uomo che ha sostituito Bernie Ecclestone a capo della F.1 ha anche aggiunto che non dispera di poter accogliere il pubblico nella seconda metà del campionato.

La stagione Europea di della Formula Uno si dovrebbe concludere dunque il 6 settembre a Monza per prendere poi il volo e permettere un mondiale più che sostanzioso, tenendo conto della pandemia in atto.

Molti problemi sono ancora da risolvere, comunque, perché la sicurezza e la salute rimane la priorità: quel che conta è che Carey abbia dimostrato una volontà ferma di ripartire. La medesima volontà che sta dimostrando di avere Carmelo Ezpeleta per la Dorna, che però non si è ancora espresso in termini altrettanto positivi.

La realtà che non tutte le decisioni, sia di Carey che di Ezpeleta, sono nelle loro mani: c’è di mezzo la sicurezza degli Stati e sono questi ad avere l’ultima parola.

Una nota positiva però c’è anche per quanto riguarda le due ruote: sembra che Manel Arroyo, braccio destro di Ezpeleta, stia prendendo in mano la situazione dei media. Stia cioè cercando una soluzione per permettere, quantomeno inizialmente ad un gruppo ristretto di rappresentanti della stampa, di seguire gli eventi, per poi man mano aprire quando la situazione lo permetterà. A breve, forse anche in settimana, una bozza di calendario 2020 post Covid-19.

Evidentemente la consapevolezza che tutti sono importanti, anche se nessuno è assolutamente necessario si sta facendo spazio.

Del resto TV e stampa - gran parte oramai trasferitasi sul web - si alimentano a vicenda e proprio questa pandemia ha dimostrato che le interviste in video non sono più assoluta prerogativa delle reti televisive.

Il progresso, del resto, ci costringe incessantemente a ripensare ciò che davamo per acquisito, ma nel rispetto delle regole - leggi diritti TV - negli ultimi mesi grazie ad internet ed alle nuove tecnologie addirittura si è avuto un allargamento del bacino di utenza, gli appassionati, che hanno avuto addirittura la possibilità di dialogare con i protagonisti attraverso incontri in streaming sui più popolari social.

Insomma, è un mondo nuovo anche per lo sport dei motori, quello che abbiamo davanti e, come sempre nella storia dell’umanità, sopravvivere vuol dire evolversi. Cioè adattarsi. Quindi anche ripensare le regole e se la F.1 si interroga su un budget cap addirittura di 100 milioni di dollari, cosa che non piace ai top team, pensiamo che anche il motociclismo dovrà ridimensionare i propri costi. Problema uguale opportunità.

 

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