MotoGP, Gran Premi senza tifosi e stampa, Dorna al lavoro sulla 'Fase 2'

F.1 e MotoGP partiranno dallo stesso circuito, il Red Bull Ring di Dietrich Mateschitz, l'uomo più ricco d'Austria, il cui patrimonio privato ammonta a 22,5 miliardi di dollari

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Si torna a parlare di calendari e di Gran Premi contemporaneamente alle prime, timide, ipotesi di ‘Fase 2’.

L’esempio in negativo del Gran Premio d’Australia di F.1, cancellato quando il pubblico era già ai cancelli, non deve però essere ripetuto. Ecco quindi che per dare una lucidità alla sua immagine la prima disciplina motoristica di alto livello a ripartire sarà la F.1.

Il circuito scelto per il rilancio, non a caso, è il Red Bull Ring di Dietrich Mateschitz il cui patrimonio privato ammonta a 22,5 miliardi di dollari.

Il Red Bull Ring, dunque, può permettersi di affrontare il 5 luglio prossimo un Gran Premio a porte chiuse, senza pubblico: garantisce, appunto l’uomo più ricco d’Austria.

La MotoGP seguirà sullo stesso tracciato il 16 agosto, sempre che non riesca la partenza anticipata a Brno, la settimana prima, anche questo circuito di proprietà di un singolo: Karel Abrahan senior, padre di Karel, fino all’anno scorso in forza al team Ducati Avintia.

Come abbiamo più volte anticipato, per limitare gli spostamenti è più che possibile che si deciderà di far disputare due Gran Premi sullo stesso tracciato, ma non nello stesso fine settimana.

Per rispettare i contratti con le TV, infatti, c’è bisogno che le gare siano trasmesse in week end differenti, ma nel contempo in questo modo si eviteranno troppi spostamenti.

Se la F.1 muoverà circa 2000 persone, perché i team per gestire due macchine necessitano di almeno 60 persone, contro le 30 della MotoGP, quest’ultima si sta attrezzando per averne la metà. Inoltre la massima espressione dell’automobilismo ha bisogno di un maggior numero di personale in pista per spostare le vetture in caso di incidente.

Come avevamo anticipato nel numero dei partecipanti non saranno conteggiati i giornalisti, ma è probabile che ci saranno invece i PR per organizzare conferenze stampa per i ‘permanente’ - come già fatto dalla Suzuki nei giorni scorsi - attraverso piattaforme di videoconferenza come Zoom.

Ancora tutto da organizzare è la struttura della gara, perché nel caso si facessero due Gran Premio sullo stesso circuito sarebbe inutile provare anche al venerdì, quindi si pensa ad un programma ridotto.

Per quanto riguarda le classi, Carmelo Ezpeleta ha ribadito più volte la sua volontà di far correre tutte le categorie e, dopo l’uscita di Hervé Poncharal, presidente dell’Irta sul rischio di dover fare a meno della MotoE, pare che anche la Coppa FIM riservata alle moto elettriche abbia ricevuto il via libera. Potenza della apparentemente inevitabile elettrificazione …degli sponsor.

Quelle che seguono, a questo punto, sono semplici indiscrezioni: la Spagna potrebbe mantenere tre Gran Premi, con Valencia probabilmente destinato a saltare. Per quanto riguarda l’Italia, invece, al contrario di Monza F.1 è fortemente in dubbio la possibilità che si corra anche al Mugello, anche se come abbiamo più volte detto sarebbe l’occasione per correre due GP consecutivi.

In dubbio anche il GP di Argentina, qualora non fosse possibile andare negli Stati Uniti: un’unica trasferta sarebbe troppo costosa.

L’obiettivo è quello di far disputare 12/13 Gran Premi, con una chiusura di campionato fuori Europa, con le trasferte asiatiche.

 

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