MotoGP, Albani: "Misano a porte chiuse? A giugno la decisione definitiva"

Il Managing Director del circuito: "La SBK a novembre è stata una scelta cautelativa. Abbiamo terminato la riasfaltatura il giorno prima del lockdown"

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Non sono solo piloti e circuiti a soffrire della pausa forzata dei campionati, ma ovviamente anche i circuiti. Il Misano World Circuit "Marco Simoncelli" ad esempio si apprestava a vivere un 2020 denso di eventi, dalla MotoGP alla Superbike passano per il WDW, ma ha dovuto rivedere i propri piani causa Covid 19. Lo sa bene Andrea Albani, Managing Director del circuito, che insieme alla sua squadra sta tentando di traghettare in porto la nave in questa spiacevole quanto atipica situazione.

“Quando si è cominciata a palesare l’emergenza avevamo appena concluso con ottimi numeri un evento legato alle associazioni sportive della zona – apre Albani - ed avevamo iniziato la riasfaltatura del circuito. Non era ancora chiaro se si sarebbe arrivati o meno ad un lockdown, e quando il rischio è diventato certezza noi stavamo fresando la pista, con la possibilità dunque di chiudere l’autodromo con la pista inagibile. Abbiamo compiuto un grande sforzo, ed abbiamo terminato i lavori il giorno precedente all'inizio del lockdown”.

Non si può dire lo stesso dei lavori di ampliamento dei box e degli spazi limitrofi

“Purtroppo abbiamo dovuto sospendere queste opere: la prima ripresa riguarderà la messa in sicurezza del cantiere, mentre il completamento è rinviato a data da destinarsi. Ovviamente vorremmo andare avanti, ma probabilmente completeremo il tutto tra il 2021 ed il 2022. Il circuito ha compiuto grandi passi avanti nell’ultimo periodo, ogni cinque anni si è aperto un ciclo: Dorna conosce l’importanza del polo che si snoda intorno al circuito, c’è grande collaborazione e voglia di ripartire”.

Avete fatto un primo calcolo delle perdite?

“Stiamo facendo diverse considerazioni, al momento l’unica certezza è che abbiamo perso due mesi di lavoro. Probabilmente avremo un 40% di perdite, ma il valore potrebbe cambiare in base a ciò che succederà: anche se la MotoGP si potesse correre a porte aperte i numeri non saranno certo i soliti, ma staremo a vedere”.

Quali sono le ipotesi più accreditate circa le date in cui ripartire con i vari campionati?

“L’idea generale è quella di fare ripartire i campionati nazionali da metà luglio, mentre quelli internazionali in agosto. Per quanto riguarda la nostra situazione, abbiamo deciso di spostare il round SBK a novembre per cautela, in accordo con Gregorio Lavilla: non è il massimo a livello climatico rispetto all’estate, ma potrebbe essere l’evento finale e ci potrebbe essere la possibilità di aprire le porte al pubblico. Abbiamo tanti appuntamenti importanti da riprogrammare, come il GT World Challenge e il Misano Gran Prix Truck, e penso che l’evento che sancirà la ripartenza sarà il CIV a metà luglio, anche se non c’è ancora la certezza”.

Qual è la situazione per quanto concerne l’appuntamento della MotoGP di settembre?

“Abbiamo deciso che prenderemo la decisione definitiva a giugno. Stiamo dialogando sia con Dorna che con i promotori, per capire in quale forma si potrà svolgere l’evento: da parte nostra ci sarà il massimo impegno per svolgere l’evento nel modo migliore, anche correre a porte chiuse sarebbe utile per noi, per rilanciare la Rider’s Land e tutta la riviera grazia alla visibilità del campionato”.

Se EICMA venisse annullato, sarebbe plausibile per le case allestire dei piccoli stand per presentare le proprie novità durante il round SBK?

“Perché no, potrebbe essere un’idea perseguibile. Da parte nostra ci potrebbe essere tutta la collaborazione necessaria, ma ovviamente dipende dalla situazione: la presenza di un’area commerciale non stride con la Superbike, ed il nostro paddock avrebbe gli spazi adatti per ospitarla, quindi potenzialmente è un qualcosa di realizzabile”.

C’è comunità d’intenti tra circuiti in questa difficile situazione? Almeno in Italia.

“Esiste una associazione che lega i circuiti italiani, e tramite questa ogni settimana abbiamo una sorta di tavolo di crisi, per gestire insieme alle federazioni i protocolli con cui riaprire gli impianti. Stiamo cercando di capire come muoverci per ospitare i primi eventi e le prime manifestazioni, che probabilmente saranno a porte chiuse. Forse usciremo più sistemici da questa crisi, stiamo dialogando tanto tra circuiti in questo periodo”.

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