Moto3, Foggia: "Nel team Leopard mi trattano come un pilota professionista"

"E' la prima differenza che ho notato, ho tutto per ottenere i risultati che l'anno scorso non sono arrivati. La VR? Non abbiamo trovato un compromesso"

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La voglia di tornare in sella è tanta, specie quando si vuole iniziare un nuovo capitolo della propria carriera. Lo sa bene Dennis Foggia, che dopo aver lasciato la VR46 Riders Academy ed il team Sky ha sposato la causa del team Leopard, potendo però solo assaggiare il proprio futuro nella prima gara del Qatar. “Ho fatto un piccolo errore a due giri dal termine - racconta - che ha in parte compromesso la mia gara, quindi un po’ di amaro in bocca mi è rimasto, ma si trattava di una gara di passaggio per me, mentre ora sono pronto a dare il meglio”.

Che squadra hai trovato nel team Leopard? Hai notato differenze rispetto alla tua precedente struttura?

“Mi sono trovato da subito bene, il valore dei miei uomini è innegabile nonostante l’ambiente sia famigliare, c’è tutto ciò che serve per ottenere dei risultati. La differenza principale che ho notato è il fatto che in Leopard mi trattano da vero pilota, quando entro nel box sono un pilota professionista. La Honda inoltre mi è piaciuta subito, ha molto da darmi”.

Come è stata la tua marcia di avvicinamento alla prima gara? Andavi incontro a diverse novità

“E’ stata positiva, sono arrivato alla prima gara nel modo giusto. Ovviamente devo ancora trarre tutto il potenziale dalla moto e dal team essendo tutto nuovo, dobbiamo conoscerci come è normale che sia”.

Facendo un passo indietro, cosa non ha funzionato per te all’interno dell’Academy e del team Sky?

“La seconda stagione non mi sono trovato bene all’interno del team, avevo degli obiettivi ma per alcuni problemi non riuscivo ad andare forte, e la pista lo confermava. Con l’Academy non siamo arrivati ad un compromesso, così come altri ho deciso di uscire. C’è stato sia un problema tecnico all’interno del team che uno umano all’interno dell’Academy, e questi fattori mi hanno portato a questa decisione: il team Leopard mi aveva contattato già nel 2018 ma ho voluto credere ancora nel progetto in cui ero, le cose però non sono andate come speravo così ho deciso di cambiare”.

Sei rimasto particolarmente legato a qualche pilota  dell’Academy?

“No, purtroppo no. Ovviamente ci salutiamo, ed i rapporti sono rimasti certamente positivi”.

Torniamo al presente, come stai passando queste giornate?

“Sto continuando ad allenarmi per restare sul pezzo, sennò ci addormentiamo (ride ndr). Sto cercando di mantenere una routine: la mattina mi alleno, specie a livello di corsa e cardio per perdere qualche chilo, il pomeriggio mi rilasso e la sera mi dedico ai videogiochi. Virtual race? Non direi di no se mi chiedessero di partecipare, sono pronto”.

Hai anche iniziato una nobile raccolta fondi per il tuo paese, Palestrina.

“Esatto, ho voluto cercare di aiutare il mio paese, sfruttando il mio fan club e la mia visibilità: ho messo in palio molto volentieri dei miei cimeli, e spero si possano raccogliere  più fondi possibili. Se i pass paddock sono saranno utilizzabili ospiterò i vincitori per un giorno a casa mia (ride ndr)”.

Quando pensi si potrà ripartire? Come vedi un mini campionato?

“Difficile dirlo perché ogni giorno le notizie sono diverse, sono un po’ pessimista riguardo al ripartire ma spero con tutto il cuore che si possa fare. Un campionato ridotto non sarebbe un problema per me, certamente dovrei essere più cinico avendo meno gare a disposizione per fare bene”.

Restando sul futuro, se potessi un domani rubare una dote a tre piloti MotoGP, chi sarebbero? E quali doti sceglieresti?

“A Vale ruberei la sua forza mentale, dato che è molto forte sotto questo aspetto, a Marquez ruberei lo stile di guida ed in generale ciò che riesce a fare in sella, mentre a Lorenzo vorrei rubare la capacità di essere perfetto nel singolo giro e quella di riuscire a scappare in gara imponendo il proprio ritmo”.

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