MotoGP, Albesiano: "Ducati vuole Iannone? Li capisco, ma vuole stare con noi"

VIDEO - "Stiamo lavorando sul mass dumper per la RS-GP. La Dakar mi affascina. Rossi? Se venisse a correre con noi gli farei un'Ape Car speciale"

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Chi l’ha detto che gli ingegneri pensano solo ai numeri? Romano Albesiano, il direttore tecnico di Aprilia e papà della RS-GP, è prima di tutto un motociclista che, appena ne ha l’occasione, si mette la tuta di pelle per provare le sue creazioni. È stato lui l’ospite della nostra diretta, in cui ha colloquiato con Paolo Scalera e Matteo Aglio e risposto alle tante domande dei lettori di GPOne.

Ha parlato di MotoGP ma non solo, ha anche svelato quali saranno le prossime moto di Noale e tanto altro. Qui sopra potete vedere il video integrale, qui sotto leggere il suo pensiero.

“La nuova RS-GP è una moto ‘calma’, perché la fiducia conta più dei cavalli per i piloti. Stiamo lavorando sul mass damper”

Come descriverei la nuova RS-GP? È calma, nel senso che è stata pensata per aumentare la fiducia di chi guida. Per far andare forte un pilota deve avere fiducia sulla moto, puoi avere 1000 cavalli, ma se non ha fiducia non spinge”.

Chi è più importante tra moto e pilota? Difficile dirlo. Oggi non è più possibile pensare che arrivi un pilota in grado di risolvere tutti i problemi, come quando si correva in 500 era fattibile. Per me è un 50% e 50% fra moto e pilota”.

Stiamo lavorando sul mass damper sicuramente, è un progetto molto complesso, giustificato dalla necessità di risolvere in maniera definitiva il problema del chattering. Stiamo investendo molto su questa tecnologia e ci siamo molto vicini ad iniziare la sperimentazione, anzi l’avremmo già fatto se non ci fossimo fermati. La MotoGP ha esplorato territori che per noi erano nuovi ed altrove erano consolidati, l’aerodinamica è uno di questi. Credo che oggi si debba investire sul riuscire a sfruttare alla perfezioni gli pneumatici, se ci riesci le prestazioni cambiano in maniera radicale”.

“Il 3 in linea è un motore bellissimo, quello della RS Cube aveva tanti concetti  che oggi vengono applicati in MotoGP. Purtroppo quel tipo configurazione è di fatto è esclusa dal regolamento perché seguendo le attuali norme non sarebbe competitiva”.

“Tutti vorrebbero Andrea Iannone nella propria squadra, ma lui vuole stare con noi”

Detto che la questione piloti è gestita da Massimo Rivola, io mi auguro di poter continuare con quelli che abbiamo, sono eccellenti. Aleix è di famiglia, Andrea ci è entrato da poco e non possiamo nascondere che il suo primo anno con noi sia stato meno bello del previsto. Però ha fatto vedere a sprazzi un enorme potenziale e credo nella continuità. Per me sono due ragazzi fantastici. Ci sono tante differenze tra i due. Iannone è fortissimo nella percorrenza di curva, mentre Espargarò lo è in staccata e apre il gas molto presto. Andrea cerca una guida più gestita dall’elettronica, mentre Aleix ha fatto un percorso diverso ed è abituato a gestire il gas in maniera più diretta. Devo dire che Aleix perdona di più, si adatta tantissimo alla moto”.

Io credo che tutti i team manager vorrebbero Andrea Iannone come pilota. Non so se ci siano reali intenzioni di portarlo via, io spero che resti con noi e  so che lui non ha voglia di cambiare continuamente moto, vuole rimanere. Mi spiace che non abbia provato la nuova moto, perché penso che gli sarebbe piacerebbe molto”.

“Rossi? Sarei onorato se volesse correre con noi. Gli farei un’Ape Car Speciale”

Per me parlare di Valentino Rossi significa parlare di un’entità troppo importante. Saremmo onoratissimi ed interessatissimi se volesse correre con noi, ma non so quanto sia plausibile una strada del genere. E’ stato un grande utilizzatore di Ape Piaggio: gliene potremmo fare una Aprilia Racing”.

Tutti i piloti ti lasciano qualcosa. Sicuramente Guintoli nel 2014 ci ha dato una dimostrazione di intelligenza e classe notevole sia come pilota sia come uomo. C’è stato un bellissimo rapporto con Alvaro Bautista, posso dire che è stato fatto un errore lasciandolo andare, è un pilota di grande valore che abbiamo perso. Aleix Espargarò è puro entusiasmo ed energia, è trainante, ha un entusiasmo genuino. Andrea Iannone ci ha mostrato sprazzi di classe meravigliosi ed è un personaggio affascinante”.

“Moto unica in MotoGP? Io credo ne servano due”

"Gigi Dall’Igna sta cercando di portare avanti l’idea della moto unica in MotoGP nell’ottica della riduzione costi, ci sono pro e contro. Per quello che è la MotoGP rappresenterebbe un abbassamento di livello, si rischierebbe di correre una gara senza un pilota di punta a causa di una caduta nel warm up. In SBK  lo si è fatto, ma prima di aveva una seconda moto smontata nel retro e oggi è addirittura montata. Io credo che serva una seconda moto. Cosa succederebbe se Marquez distruggesse una moto nel warm up? Si andrebbe nella direzione della SBK ed è una cosa che la MotoGP vuole evitare per una serie di ragioni".

“Per correre in SBK e Moto2 dovremmo ridurre l’impegno in MotoGP, non è nei piani”

"In SBK eravamo arrivati a un punto in cui avevamo raggiunto tutti i nostri obiettivi, mentre ad Aprilia mancava vincere in MotoGP, la Cube era una moto fantastica, ma non vincente. Non siamo ancora riusciti a vincere in MotoGP, ma ci andiamo ogni anno più vicini. Quando questa missione sarà compiuta, ci penseremo di nuovo.  Realisticamente non possiamo competere in entrambi i campionati al livello necessario per lottare per il titolo, dovremmo rinunciare alla MotoGP ed è una cosa che non vogliamo fare”.

Sarebbe interessante correre in Moto3 e Moto2. Ma noi siamo in MotoGP e non stiamo vincendo, quindi vuol dire che dobbiamo recuperare un gap. Non possiamo dividere le forze, altrimenti perderemmo la possibilità di riuscire bene in MotoGP. Correre in Moto2 avrebbe molto senso:  è l’ultimo passo prima della MotoGP, è meno impegnativa dal punto di vista tecnico e ti permette di lavorare con i giovani piloti. Fare un telaio, sembra facile, ma dovresti staccare un gruppo di persone che attualmente sono impegnate sulla MotoGP per lavorare sulla Moto2. Si potrebbe fare, ma non è il momento giusto e lo stesso discorso vale per la Moto3.

“La RSV4 non ha bisogno di un motore da MotoGP. La Dakar mi affascina”

In questo momento abbiamo la RSV4 e la conoscete benissimo. E’ al top delle prestazioni e non ha bisogno di rivoluzioni. Se la MotoGP precorre le esigenze delle moto stradali, è possibile che Aprilia farà una RSV4 con un motore a V di 90°, ma non ora”.

Mi fa piacere che si parli della Dakar e di Aprilia. Vuol dire che la nostra moto stuzzica la fantasia. Aprilia sta facendo un prodotto di serie con la 660 che va in quella direzione, però mi sembra che al momento alla Dakar siano ammessi solo i monocilindrici di 450 cc. Sarebbe bello tornare in futuro ad una Dakar più aperta, più simile a quella che era negli anni 80 e 90, con moto derivate dai modelli stradali. E’ un’era finita per questioni di sicurezza, ma se potessimo usare il nostro motore 660 cc ci faremmo un pensierino”.

Di fatto lo spirito della RS660 vuole essere molto simile a quello della RS250. Il rapporto peso potenza è la cosa più importante per una moto. Ho parlato con chi l’ha guidata e sono felicissimi: su strada avere un motore elastico è fondamentale, la potenza pura è un numero che dice poco. Per esempio, 100 CV sono già tanti e bastano per divertirsi”.

“Il 2 tempi aveva un fascino che si è perdo. Una moto elettrica? Al momento non ha senso”

"Tecnicamente posso dire il 2 tempi è il concetto più bello e semplice che ci sia. Quando correvamo con le 500 capivamo di essere fuori dalla realtà: il mondo della produzione andava sul 4 tempi. La SBK aveva trovato molto spazio anche per questo, il passaggio al 4 tempi in MotoGP è stato doveroso, ma si è perso tutto il fascino di quelle moto. In Cagiva ho fatto un’esperienza straordinaria, era un’azienda incredibile e penso di aver imparato tanto”.

L’elettrico ha dei limiti tecnologici enormi sulle moto. Nel mondo degli scooter ha senso ed infatti Piaggio ha fatto la Vespa elettrica ma se parliamo di moto sportiva elettrica, oggi non è competitiva. Basta guardare la MotoE, quello è il limite tecnologico attuale di quella soluzione e non ci sembra interessante oggi proporre un prodotto del genere. Il peso delle batterie è enorme, fino a che questo limite non cambierà in modo radicale, la moto elettrica non avrà molto senso.

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