MotoGP, Ciabatti: "Iannone in Ducati? Pramac alleva i giovani, ma mai dire mai"

 "Andrea ha 30 anni, non si posizionerebbe perfettamente in un programma del genere e a volte ha dei modi di fare che ci lasciano perplessi, ma ha un grandissimo talento e in pista è velocissimo"

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Quando ripartirà il Mondiale? Chi saranno i piloti Ducati per il 2021? Sono questi alcuni dei temi che Sky ha analizzato in una video intervista con Paolo Ciabatti. Nelle ultime ore il direttore sportivo della Ducati ha infatti parlato di come si sta comportando la Dorna nell’affrontare una difficile situazione come quella legata alla diffusione del COVID-19, ma allo stesso tempo anche del mercato piloti.

Un aspetto, quest’ultimo, che interessa particolarmente a Borgo Panigale dopo che sono sfumati Vinales e Quartararo, ed ora anche Alex Rins. In attesa di capire quale sarà il destino di Petrucci (oggi con noi in LIVE su Facebook e Youtube alle 18:00)  e di Dovizioso, nelle scorse settimane  Guidotti ha dichiarato che sarebbe pronto a prendere Andrea Iannone nel team Pramac.

Un’idea condivisa anche dal manager torinese: “Andrea Iannone ha tantissimi pregi e qualche difetto, ogni tanto si comporta in un modo che può lasciare perplessi – ha dichiarato a Sky anche in questo periodo di clausura ci siamo sentiti con messaggi sui rispettivi instagram, c’è un rapporto di amicizia e d’affetto che non si è mai interrotto. È chiaro che da una parte il compito principale del team Pramac è di far crescere piloti giovani promettenti per fare da vivaio, come è stato per Iannone, Petrucci, Miller e Bagnaia. Da questo punto di vista Andrea Iannone ha 30 anni, non si posizionerebbe perfettamente in un programma del genere. Detto questo, perché no? Mai dire mai, io credo che Iannone abbia un grandissimo talento, sia un pilota velocissimo, si è un po’ perso per strada per tanti motivi, penso che si renda perfettamente conto di aver fatto degli errori di valutazione nella sua carriera in momenti decisivi. In questo momento sta scontando una squalifica in cui non voglio entrare, ma che è comunque molto pesante, considerando le accuse che gli sono state rivolte. È un pilota che ha sempre dimostrato di essere tra i più veloci che ci sono in questo momento, era uno dei piloti che combatteva con Marquez in Moto2 e a volte vinceva, quindi perché no?”

Parole quindi di apertura da parte di Ciabatti nei confronti di The Maniac in un momento dove Dovizioso ancora non ha rinnovato: “In Qatar avevo detto che avevamo i migliori piloti senza contratto per il 2021 – ha ricordato Ciabatti - è presto per dirlo, ma potrebbe succedere che le cose rimangano invariate per il 2021, visto che il campionato 2020 nella migliore delle ipotesi sarà in un formato ridotto, considerato il numero di gare. Sono considerazioni che in questo momento non stiamo facendo, abbiamo altre priorità con questa crisi”.

Già, la crisi, quella che sta tenendo tutto il Mondiale e la Dorna sotto scacco, dal momento che ancora non si sa quando si rialzerà il sipario: “Abbiamo dato degli input a Dorna, abbiamo letto della Formula 1, l’ipotesi più ottimistica e più probabile è partire ad agosto in Austria, e se ci riuscirà la Formula 1 a porte chiuse, lo può fare anche la MotoGP – ha spiegato il direttore sportivo Ducati - l’obiettivo è disputare una decina di gare quest’anno, al di là del numero minimo previsto dal regolamento, ormai superato per via della situazione eccezionale”. Ciabatti entra poi nel merito: “Il Mondiale è valido anche qualora le gare fossero 10 o 8, l’obiettivo di Dorna è capire al più presto quali Paesi potranno ospitare delle gare di MotoGP e, qualora il numero sia limitato, magari anche valutare di disputare due Gran Premi sullo stesso circuito in due weekend successivi. Dovremo prendere tutte le misure del caso con mascherine, guanti, tamponi e test sierologici. Speriamo da agosto a settembre di dare il via a un campionato in forma ridotta che avrebbe comunque la sua validità”.

Non manca infine una battuta sul fatto di avere una sola moto all’interno del box: “Ci sono una serie di problemi che dovremo affrontare, tra cui il numero limitato di persone che si potranno muovere, un problema che avremo anche in futuro – ha concluso - oltre a questo, gestire una moto sola pur avendo una moto quasi pronta nel camion in termini di pezzi di ricambio, significa avere dei risparmi significativi, considerando che per Ducati questo varrebbe anche per i team satellite come Pramac e Avintia. Le altre squadre non sono d’accordo, salvo Aprilia, ma noi continuiamo a pensare che nei prossimi anni le risorse saranno minori e che quindi bisognerà fare questo tipo di ragionamenti. È vero che con una moto sola non si può fare il flag to flag, ma non è un problema insormontabile così come il timore di non correre, non avendo il tempo di riparare la moto in caso di incidente”.

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