Porsche, in arrivo una nuova hypercar. Sfugge il rendering della 917?

I colleghi di Autovisie pubblicano delle immagini, che se ben analizzate, sembrano proprio avere una provenienza “ufficiale”. L’erede della 918 Spyder potrebbe mutuare soluzione dalla 919 Hybrid vittoriosa 3 volte a Le Mans

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Manca una hypercar di Porsche oramai da cinque anni, dato che la 918 Spyder è stata prodotta dal 2013 al 2015. In più il progetto della vettura plurivittoriosa a Le Mans, la 919 Hybrid, si è chiuso da circa un paio d’anni. Sono quindi maturi i tempi per mettere a frutto quell’esperienza con una nuova auto “da sogno”, che porti dalla pista alle strade di tutti i giorni alcune delle sue soluzioni. Ecco quindi che alcuni disegni arrivati nelle scorse ore in rete suscitano non poche curiosità e, ad un occhio esperto, lasciano pochi dubbi.

Alcuni dettagli e soluzioni tecniche che si possono intravedere sembrano il frutto di un lavoro di “mani esperte”, piuttosto che di un ragazzo dalla matita fantasiosa. Nello specifico la vettura che iniziamo a scoprire ha una aerodinamica molto ben curata, lascia intravedere soluzioni particolari, come le sospensioni frontali push road, oppure un elemento interno all’abitacolo, nella zona del cruscotto, che sembra avere anche finalità strutturali, per consentire la sostanziale assenza dei montanti del parabrezza.

Possiamo poi notare l’abitacolo molto spinto in avanti, mentre il passo lungo lascia un enorme spazio alla parte posteriore, dove trova posto una meccanica quasi certamente ibrida. Rispetto alla 917 Concept vista lo scorso anno sembra quindi che a Zuffenhausen stiano seriamente lavorando per una degna avversaria delle più sofisticate hypercar.

LA MECCANICA TUTTA DA SCOPRIRE

Se l’estetica inizia a svelare molto di quello che potrebbe essere l’aspetto definitivo della futura vettura di produzione, non lascia trapelare molto della meccanica che racchiude. Nemmeno i più attenti potranno capire cosa possa celare. Se i flussi aerodinamici sono infatti ben delineati, come nella zona dietro le ruote anteriori, la zona posteriore è chiusa, con alcune feritoie a “branchie di squalo” e con l’unica certezza di una parte termica con la presenza di due scarichi centrali. L’aria al motore sembra confluire da quello che potremmo definire un lunotto ad inclinazione variabile. Qualcuno potrebbe pensare che l’assenza di grosse feritoie indichi l’adozione di un propulsore “piccolo”, magari derivato da quel capolavoro del V4 2 litri utilizzato proprio dalla 919 da competizione.

Quel che è certo è che avrà una aerodinamica attiva ed una piattaforma ibrida, ma quanto spinta nel apporto termico / elettrico non è dato saperlo. Potrebbe avere una evoluzione del propulsore V8 della 918, oppure un inedito V6, chissà. L’impressione è che si punti ad una vettura nel complesso più leggera (ed anche per questo più performante) della “vecchia” 918, che sulla bilancia aveva un peso nell’ordine dei 1.700 Kg, per una potenza complessiva di 874 cv, ci cui 599 erogati dal V8 aspirato da 4.6 litri. Probabile che la sua erede salga in zona mille cavalli, ma lo scopriremo (forse) solo tra 1-2 anni.

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