MotoGP, Gran Premi: tutto ciò che c'è da sapere ma che non avete osato chiedere

Gran Premi a porte chiuse. Paddock blindati senza hospitality. Giornalisti, fotografi e PR a casa. Quale motomondiale ci aspetta: abbiamo risposto a tutte queste domande

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Si corre a fine luglio. No si prova a fine luglio, per due giorni, a Jerez. Anzi no il mondiale inizierà solo da metà agosto al Red Bull Ring, in Austria. Senza Hospitality, con il minimo numero possibile di addetti ai lavori e addirittura senza giornalisti. Grazie a questa drastica cura dimagrante si riuscirà a fare il maggior numero di Gran Premi possibili. Ma quanti? E perché la Dorna non pubblica un calendario reale, tenendo in piedi Gran Premi che già si sa saranno eliminati?

E poi: ma è vero che si sta pensando anche a Gran Premi solo per la MotoGP, senza Moto2 e Moto3?

Inutile girarci attorno: in questi giorni esce veramente di tutto fra notizie vere, vere ma non ancora deliberate, fake news ed anticipazioni vere e proprie, come quelle che abbiamo dato in tempi non sospetti del congelamento dello sviluppo sino a tutto il 2021. Proviamo dunque a fare un po’ di chiarezza.

E’ vero che prima della prima gara di MotoGP, qualunque sia la data, si proverà per non far gareggiare i piloti dopo mesi di stop?

Sì, se ne sta parlando, ma per logica non si farà una sessione di test separate in un circuito per poi gareggiare in un altro. Le case hanno chiesto in realtà solo una mezza giornata, quattro ore, per permettere a tutti di levarsi la ruggine di dosso. Questo si potrebbe fare il giovedì o, massimo, un mercoledì. Comunque sempre nel fine settimana di gara.

Ma insomma, questo benedetto mondiale inizierà veramente al Red Bull Ring?

Poiché non dipende dalla Dorna, ma dalla situazione sanitaria nelle varie nazioni come prima data possibile si ipotizza metà agosto, coincidente con il GP d’Austria. Ma ovviamente è solo una probabilità.

Siamo un po’ stanchi di continui rimandi. Perché la Dorna non toglie dal calendario le gare sicuramente impossibili da disputare?

Il motivo è semplice: la Dorna ha contratti in essere con i vari organizzatori e finché questi non gli comunicano che non possono organizzare per divieto delle autorità, fare diversamente sarebbe rompere un contratto con ovvie conseguenze.

Saranno effettivamente gare a porte chiuse e senza il paddock come lo conosciamo?

E’ più che probabile che i Gran Premi saranno a porte chiuse e con il minimo numero possibile di addetti ai lavori. Il che significa senza Hospitality, cosa che comporterebbe un minor numero di addetti ed anche con un numero di specialisti contingentati.

Abbiamo letto che nemmeno i giornalisti potranno essere presenti.

E’ una ipotesi sulla quale si sta discutendo. L’Irta con un suo comunicato ai team la ha data per scontata, in realtà non c’è ancora un accordo in proposito. Ci sono delle case che non sono d’accordo ed hanno proposto un numero ridotto, quindi solo i media ‘permanent’, il cui ingresso nelle nazioni può essere controllato più facilmente.

Fuori i giornalisti, fuori anche i PR?

Anche su questo si sta discutendo. Ovviamente i PR sarebbero necessari per coordinare, semmai, delle videoconferenze con la stampa a casa, ma c’è una ala oltranzista che vorrebbe solo presenti gli operatori Dorna.

Abbiamo sentito parlare di Gran Premi solo per le MotoGP, senza dunque Moto2 e Moto3. E’ possibile?

Come prima cosa c’è da dire che la Dorna ha un contratto con le TV per il pacchetto delle tre categorie al completo, in modo da riempire il palinsesto. Ma se davvero fosse impossibile organizzare un Gran Premio con le tre classi per divieti, sarebbe ovviamente più semplice far entrare solo le squadre della MotoGP. Sarebbe una drastica diminuzione delle presenze. Diciamo che no, non ci si sta pensando, ma di fronte a questa situazione assolutamente imprevista, potrebbe anche essere possibile in ultima analisi.

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