MotoGP, Gran Premi al buio: senza stampa e spettatori, solo per le TV

LO SCENARIO - Le squadre hanno ricevuto una comunicazione dall'IRTA: devono indicare solo il  personale indispensabile per correre. Paddock vuoto come le tribune per la ripartenza

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La MotoGP vuole e deve ripartire, a ogni condizione. È necessario per tenere in piedi tutto il motomondiale, prima di tutto dal punto di vista economico. In questo senso, la cosa più importante è che i Gran Premi siano trasmessi in TV, perché i diritti televisivi rappresentano la più grande fetta di introiti da parte della Dorna, che grazie a quelli può pagare premi e contribuiti ai team.

È questo l’obiettivo che l’organizzatore si è prefissato: iniziare a correre, a porte chiuso, senza pubblico, hospitality, giornalisti, ospiti, ma con le telecamere accese.

Secondo quanto appreso da GPOne, le squadre hanno già ricevuto una comunicazione da parte dell’IRTA (l’associazione dei team) in cui si chiede loro quale sia il numero minimo di personale necessario per potere disputare un Gran Premio.

Normalmente, durante un fine settimana di gara, gli addetti ai lavori nel paddock superano le 3.000 presenze, troppe in un momento in cui si deve limitare il più possibile gli assembramenti e gli eventi che riuniscono un grande numero di persone. Ai Gran Premi ci dovrà quindi essere solo chi è indispensabile per correre. Ne avevamo già parlato QUI.  E anche QUI.

Questo significa logicamente i piloti, meccanici e tecnici (ma ridotti al minimo), il personale dedicato alla sicurezza e poco altro.

Niente paddock gremito con ospiti e hospitality, quindi, ma nemmeno giornalisti, che dovranno guardare le gare da casa come ogni altro appassionato.

Si tratta di una misura drastica, ma per Dorna al momento è l’unica percorribile per salvare il campionato e riuscire a mettere in piedi le 10 gare che ormai sono viste come l’unico traguardo possibile.

In queste ultime settimane i GP virtuali (quelli corsi con i videogiochi) hanno riscosso un certo interesse, ma non paragonabile a quello delle gare vere, ma ad un affamato basta un pezzo di pane.

Per questo motivo ora si sta pensando al passo successivo: i GP senza giornalisti, PR, e stampa che non sia quella televisiva. Il grido è: si salvi chi può! La MotoGP non può sopravvivere senza la TV per cui è ovvio e logico che bisogna mandare in onda qualche gara, qualsiasi sia il costo da pagare.

Logicamente questa soluzione non è esente da pecche, che possono essere limitate al minimo. Come organizzando delle conferenze stampa riservate alla stampa internazionale con piloti e team manager per potere continuare a raccontare le gare.

Si tratta di un compromesso che scontenterà molti. L'importate è che... non ci si prenda l'abitudine.

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