MotoGP, Zarco: "Con Ducati posso rinascere e sognare ancora"

"Honda e Yamaha sono più simili di quanto si pensi. Alex Marquez? Era logico scegliessero lui piuttosto che me per averlo a fianco di Marc"

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Nell’uovo di Pasqua c’è Johann Zarco. È il pilota francese l’ospite del weekend nel Live di GPOne, trasmesso sui canali Facebook e Youtube. Il pilota transalpino, colpo di mercato da parte del team Ducati Avintia, ha parlato della nuova avventura in sella alla Rossa, così come delle difficoltà con cui si è dovuto confrontare nell’ultimo anno.

Nonostante gli inconvenienti, dal suo volto trapela fiducia e determinazione, anche se il via del Mondiale rimane ancora un rebus.

“Questa è una situazione particolare per tutti noi – ha esordito Johann – sono a casa, trascorro le mie giornate dedicandomi agli allenamenti, così come ai libri e al mio giardino. Tra l’altro, nelle ultime settimane, ho acquistato la Play Station. La Dorna mi aveva infatti proposto di correre la virtual race di domenica, ma io ci ho rinunciato. Ho provato a giocare in questi giorni, ma mi sono accorto di non essere ancora abbastanza competitivo, di conseguenza ho preferito aspettare un’altra occasione”.

Johann, parlaci della tua nuova sfida con Avintia in sella alla Ducati. Quali sono le sensazioni?

“Nei test ho avuto modo di prendere fiducia con la Ducati, cercando di scoprirla e capirla meglio giorno dopo giorno. Mi è dispiaciuto ovviamente non correre in Qatar, dato che il motore della Ducati mi avrebbe aiutato a essere competitivo in gara e veloce”.

Con la Ducati sei arrivato a provare ben quattro moto diverse in MotoGP. Una cosa che non è capitata a tutti.

“È vero, ho avuto modo di provare la Yamaha, così come la Honda e la KTM. L’ultima è stata la Honda e ringrazio Lucio Cecchinello per avermi offerto questa opportunità di tornare velocemente in pista dopo la conclusione dell’avventura con la KTM”.

Cosa ti ha colpito di queste quattro moto?

“Devo dire che la Yamaha e la Honda sono molto più vicine di quanto la gente possa immaginare. Dico così perché sono due moto che condividono un’anima giapponese e questo aspetto emerge ogni volta che sali in sella. La Ducati invece è diversa, perché come tutti i Costruttori europei hanno una filosofia differente. A parte ciò la Ducati è una di quelle moto che trasmette passione”.

Johann, come mai è saltato l’affare con Honda?

“Fa parte del gioco ed è logico che abbiano preso Alex, dato che è il fratello del pilota più forte al mondo e ha vinto la Moto2. Per quanto riguarda il business e la comunicazione era sicuramente la scelta da fare. Rimane ovviamente un peccato, perché passare da KTM a Honda in un solo anno sarebbe stato interessante”.

Quanto ti è dispiaciuto lasciare la KTM?

“È stata una scelta complicata e a lungo pensata, infatti l’ho comunicato alla squadra il giorno stesso in cui l’ho deciso, senza volere prendere troppo tempo. Il mio obiettivo non era quello di ritirarmi, ma di capire come tornare a essere forte.  Adesso c’è questa nuova avventura con la Ducati che per me è una sorta di rinascita, perché questa opportunità mi consente di tenere vivo quel sogno che ho di vincere in MotoGP”.

La scorsa settimana Carlo Pernat ha detto che sei un pilota che non è stato gestito nel miglior modo e questo è un aspetto che ha pesato non poco.

“Carlo è una persona molto conosciuta e importante nel paddock, tra l’altro ho anche il suo libro. La cosa che posso dire è che ho sofferto un anno e mezzo per crescere come uomo. Avevo un manager con cui spesso mi interfacciavo per poi prendere la scelta migliore. Purtroppo con la Yamaha non ho ancora ben capito per cui non siamo andati avanti, mentre con la Honda non ero a conoscenza del loro interesse”.

Johann, dallo scorso anno c’è anche Quartararo in MotoGP. Cosa ne pensi?

“Fabio è cresciuto in Spagna e di conseguenza lo si può considerare come un pilota spagnolo, che poi è approdato nel Mondiale. Io invece sono cresciuto in Italia correndo con le minimoto, per poi approdare nella Rookies Cup. La cosa che posso dire è che in Spagna ci sono molti piloti forti, ma purtroppo non sono arrivati al Mondiale per via del  budget e delle conoscenze. A tal proposito ammiro Valentino Rossi, che ha messo in piedi la VR46 per fare crescere i giovani”.

Quando ti vedremo al Ranch?

“Devo essere sincero nell’ammettere che io non sono molto forte sullo sterrato e non voglio fare brutta figura. Ho saputo che i ragazzi dell’Academy sono molto forti quando girano al Ranch”.

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