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Vyrus Alyen: la moto venuta dallo spazio

Artigianale, unica e con un design senza eguali. Ecco la nuova creazione della Casa riminese con motore Ducati

Moto - News: Vyrus Alyen: la moto venuta dallo spazio

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Parlare in questo periodo di virus... è forse un po' pericoloso. C'è però un virus che può provocare solo ed esclusivamente piacere, è riminese ed invece della ”i”, ha la “y”. Se poi è una moto, e magari arriva da un altro pianeta, allora tutto torna. Eccola, la nuova Vyrus Alyen, l'ultima creatura dell'azienda artigianale di Cerasolo Ausa. Una moto futuristica, estrema, strana, diversa, provocante!

Un po' di storia

Siamo negli anni '70 quando nasce a Rimini Bimota, acronimo di BIanchi MOrri e TAmburini. Dopo diverse prove, test, nasce la Tesi 1D, moto derivata dalla tesi di laurea di un ingegnere chiamato Pierluigi Marconi. La moto viene presentata nel 90 al Salone di Colonia e sfrutta il motore della Ducati “Desmoquattro 851”, successivamente portato a 904 cc. E' la prima moto dotata di forcellone anteriore omologato per l'uso stradale.

Arriviamo al 2001, quando un ex tecnico Bimota decide di fondare la Vyrus Divisione Motori S.r.l.. Da qui, il fondatore Ascanio Rodorigo, decide di riprendere il progetto Tesi e metterci del suo. Sovrastrutture e motore solo le stesse di Bimota, ma cambiano gli accessori e soprattutto il telaio. La personalizzazione qui la fa da padrona, ma in ogni caso nascono delle moto uniche e con prezzi ovviamente molto alti. Pensiamo alla Vyrus 984 C3 V2, alla successiva Vyrus 984 C3 V4, passando poi per le rispettive R e Supercharged. Oggi, 2020, la nuova creatura... aliena, la Vyrus Alyen.

Vyrus Alyen: estrema come non mai

Questa moto, che definire estrema è poco, lascia a bocca aperta. Sembra veramente arrivata dallo spazio e non sfigurerebbe in un film di fantascienza. Il motore è il Ducati Superquadro V-Twin da 205 CV a 10,500 giri/min.. Il telaio è formato da un doppio omega, ed è in magnesio. Gli ammortizzatori dovrebbero essere Ohlins, e si riconoscono le pinze Brembo della serie GP4

Quanto al “corpo” di questo alieno, dovrebbe essere tutto carbonio, ruote incluse. Descriverla è praticamente impossibile. Persino i paramani sono... assurdi nelle forme, ed includono gli indicatori di direzione, rigorosamente a LED. Incredibili le cover finali dei terminali di scarico, che finiscono a punta, anch'essi in carbonio. Anche la sella è indescrivibile per via di forme stranissime, e sembra tutto tranne che comoda, ma che importa su un oggetto del genere? La Vyrus Alyen è unica, non conosciamo il prezzo ma è facile pensare ad una 60ina di migliaia di euro. Ancora una volta, Vyrus ci ha stupito.

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