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MotoGP, Lorenzo: "Guidare la moto in strada? Non so se riesco ad andare piano"

"Non ho mai detto di avere paura di andare in moto, non avevo fiducia. Ora vivo solo i lati positivi del pilota, potrò fare qualche gara ma non tornare a correre a tempo pieno"

MotoGP: Lorenzo: "Guidare la moto in strada? Non so se riesco ad andare piano"

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Poco prima che l’emergenza coronavirus fermasse la MotoGP, Jorge Lorenzo aveva annunciato il suo ritorno alle corse una tantum,  con una wild card sulla Yamaha nel GP di Barcellona. Al momento non si sa quando si correrà al Montmelò, ma la decisione del maiorchino aveva fatto storcere il naso a molti. La critica più frequente è stata quella di avere dichiarato di avere paura di correre al momento del ritiro per poi cambiare idea nel giro di pochi mesi.

Lorenzo ha risposto ai microfoni di Radio Marca: “Chi ha mai detto che avevo paura? Ho detto che mi  ero  fatto male. Ho sempre avuto rispetto nei confronti delle moto, da lì ad avere paura ce ne passa. Quella moto non mi dava fiducia e non ho avuto il tempo per cambiarla. A 32 anni, le circostanze mi hanno portato a prendere quella decisione”.

Jorge era salito in sella a Sepang, durante i primi test invernali, e poco più. Infatti, anche ora che non è più un pilota in piena attività no usa la moto per strada.

“Non ho ho una moto perché non so se sono capace di andare lento, non l’ho mai fatto - la spiegazione - Ho preso la patente a 23 anni, sono stato campione del mondo in 250 e MotoGP senza averla”.

Le distrazioni comunque non gli mancano.

Mi piace leggere, guardare le serie tv e anche fare qualcosa di meno comune - ha continuato - Ho una collezione di caschi e tute dei campioni Formula 1 e MotoGP, e colleziono anche Ferrari, Pagani e Lamborghini. Poi amo viaggiare e mangiare bene”.

E le corse?

Mi mancheranno sempre la sensazione che ti danno vincere e correre, e l’adrenalina, ma non c’è una parte negativa - ha detto - A volte non si può avere tutto dalla vita. Nessuno deve pensare che a Barcellona farò una gara incredibile, sono molto lontano dal volere tornare a correre”.

Come per molti prima di lui, i contro della vita da pilota spesso superavano i pro.

Quando vinci ti senti il re del mondo per qualche ora, ma ci sono anche i lari negativi, come la pressione che vivi ogni giorno e io l’ho sentita per 18 anni perché sono un perfezionista - ha confessato - Ora ho solo i lati positivi, guido una moto senza pressione e ho il 90% del tempo per fare quello che mi piace. Posso fare qualche gara, ma essere un collaudatore non ha niente a che vedere con il lottare per il campionato”.

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