MotoGP, Uccio: "Il 2021 di Rossi resta un rebus, Stoner il rivale più forte"

"Se Valentino smetterà farà subito altro, non ama poltrire.  Ho la vittoria di Welkom nel cuore, con Ducati purtroppo non scattò mai la scintilla"

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Valentino Rossi, la VR46 Academy, il passato ed il futuro. Sono tanti i temi che si possono sviscerare con Alessio “Uccio” Salucci, da sempre braccio destro di Rossi e ospite dell’odierna diretta Facebook di GPOne (QUI il video), all’interno della quale non mancati gli spunti di riflessione e di conversazione.Personalmente la situazione attuale mi preoccupa - ha aperto Salucci - ed in primis vorrei che finisse. Mi piacerebbe ricominciare la vita di prima al più presto, ma non nego che in questo momento metto in secondo piano la cosa”.

Sei rimasto in contatto con i ragazzi della VR46 Riders Academy?

“Ci sentiamo quotidianamente con i ragazzi per tenerli “Vivi”: erano molto carichi mentre ora sono un po’ preoccupati, come altri d’altronde, sono come dei leoni in gabbia diciamo. Il più agitato è Migno, che è rimasto deluso dalla prima gara e ha tanta voglia di rifarsi”.

Con Valentino invece?

“Sento Vale un paio di volte al giorno. Lui ha la fortuna di avere la palestra in casa quindi si allena regolarmente, sotto questo aspetto sente meno la differenza rispetto a prima”.

Impossibile non chiedertelo. Quali sono attualmente i piani di Rossi per il 2021?

“Difficile dirlo ora perché la situazione è particolare. L’idea era di fare qualche gara e capire la situazione, e lo stesso vale ora: se Valentino si sentirà competitivo continuerà, in caso contrario farà altro, non è uno che ama poltrire, quindi sarà sicuramente impegnato in altro in caso smettesse. E’ un 40enne con la voglia e lo spirito di un 28enne, mentre io con questa quarantena mi sento oramai un 50enne”.

In caso continuasse, potrebbe cambiare marca? Magari tentando un’avventura in Suzuki o Aprilia

“Cambiare moto in questo momento sarebbe difficile, quindi il futuro di Valentino è in Yamaha”.

E dunque il team Petronas. Chi avrebbe attualmente le carte in regola per essere il suo compagno?

Dovreste chiederlo a Jarvis (ride ndr). A me piacerebbe vederlo al fianco di Morbidelli, ma è soltanto una opinione personale”.

Back in the days - "Welkom la gara più bella, Stoner l'avversario più forte"

Facciamo un piccolo salto nel passato. Qual è la vittoria di Vale che ricordi con più affetto?

“Ho nel cuore Welkom 2004, non solo per la vittoria ma per tutto quello che c’è stato dietro. L’arrivo in Yamaha, il divieto di Honda di provare fino al 31 dicembre 2003 ed i tanti dubbi sul passaggio, il tutto mentre Biaggi girava ed andava forte. Il primo test andò bene, si creò da subito un grande gruppo e si arrivò a quella vittoria storica”.

Quali sono invece gli avversari che ti sono rimasti più impressi?

“Biaggi è stato l’avversario più divertente, c’è stato rispetto nonostante qualche screzio in pista. Ricordo con piacere gli anni dal ‘99 al 2004: c’erano tanti italiani rapidi e con l’Academy ci ispiriamo un po’ a quel periodo. Il suo avversario più forte? Direi Stoner: era un talento cristallino difficile da decifrare, capace di togliere un secondo dal sabato alla domenica. Non è stato facile batterlo, infatti anche lui ci ha battuto diverse volte”.

Il periodo più duro è stato certamente quello in Ducati. Cosa non ha funzionato?

“Qualcosa non ha funzionato e non saprei dire cosa. La moto era difficile, con cui carattere particolare con cui non è mai scattata la scintilla. Ogni volta che Valentino ha provato a spingere un po’ di più è caduto, ed alla lunga la situazione non è più stata sostenibile. Quando Jeremy (Burgess ndr) ha visto la moto per la prima volta era scettico, e dopo poche gare aveva perso le speranze. Abbiamo provato tutti dando il massimo, ma non è stato possibile fare di più”.

Torniamo al presente. Vi sono mai degli screzi tra te e Valentino?

“Ci sono dei piccoli scontri a volte, ma d’altronde il mio ruolo è anche quello di dirgli quello che secondo me non va bene. Sono cose normali comunque, ci sono state discussioni forti ma dopo dieci minuti le cose si sono sempre sistemate, specie da parte sua perché io sono un tipo più rancoroso”.

Ad ogni molti dicono che tu abbia in qualche modo inventato un lavoro

“Non proprio perché prima di Valentino anche altri come Biaggi avevano una figura come la mia accanto, ma è passata nel tempo l’immagine che io fossi il primo a fare una cosa del genere. Ora tutti i piloti hanno un amico al fianco che li sostiene e li aiuta, e sentire definire questi ragazzi “L’Uccio di” mi fa sorridere”.

La Riders Academy - "Per ora niente team in MotoGP, Marini potrebbe essere pronto per il salto"

Oltre a questo ruolo devi occuparti dell’Academy, che ha in questo momento in Morbidelli e Bagnaia le sue punte di diamante. Come vedi il loro futuro?

“Spero che Franco rimanga nella sua squadra attuale, che è molto contenta di lui perché va forte ed è un bravo ragazzo. Bagnaia spero possa meritarsi sul campo il team ufficiale: l’anno scorso ha incontrato tutte le difficoltà di un campionato come la MotoGP, ma ha imparato tanto ed ha cambiato atteggiamento, risultando molto veloce”.

Potremo mai vedere un team dell’Academy in MotoGP?

“La nostra missione è quella preparare i ragazzi alla MotoGP, quindi ci fermiamo alla Moto2 per ora, ma in futuro mai dire mai. Magari il fatto che Valentino avrà più tempo quando smetterà potrebbe cambiare le cose”.

Un pilota pronto al salto nella classe regina potrebbe essere Marini?

“Ci piacerebbe, Luca è probabilmente il pilota più preparato per la MotoGP attualmente, in Qatar solo un problema gli ha tolto il podio”.

In Moto3 invece come vedi Vietti e Migno?

“Celestino è molto rapido, purtroppo la prima gara è andata male ma non per colpa sua. La moto era veloce ed era pronto alla lotta, credo sarebbe salito sul podio: in generale ci sono tanti piloti con più esperienza quindi non sarà facile, l’importante è essere protagonisti. In Migno crediamo molto ed infatti lo abbiamo voluto di nuovo con noi, sono convinto che se riuscisse ad usare un po’ più la testa potrebbe davvero puntare in alto, e magari alla Moto2”.

Come giudichi invece gli addii di Baldassarri e Bulega?

“L’importante è lasciarsi bene e ci sentiamo ancora molto con entrambi. Nicolò mi è piaciuto sin da bambino e sono stato tra i primi a scommetterci, purtroppo non è stato rapido quanto sperato ma può succedere: ora lo vedo carico e mi auguro possa fare una buona stagione. Baldassarri voleva delle cose che non potevamo dargli, ma come detto l’importante è lasciarsi bene”.

Avete in mente nuovi ingressi? C’è l’idea di aprire le porte anche a piloti stranieri?

“Ci siamo resi conto quanto fosse difficile gestire undici piloti, quindi per ora manteniamo quelli che abbiamo. Riceviamo tante richieste per fortuna, anche da piloti stranieri, ma per il momento l’obiettivo è aiutare i piloti azzurri come stiamo facendo”.

Passiamo alle quattro ruote, ed alla vittoria che hai conquistato a Dubai.

“E’ stata una grande emozione correre con Luca e Valentino, io ho fatto il mio compitino ed è andata molto bene. Sono sempre stato un appassionato di auto e mi sono tolto qualche soddisfazione negli anni passati: mi piace più correre in pista che nei rally, mi piacerebbe fare qualche gara all’anno”.

Molti tifosi chiedono se verrà mai creato un museo di Rossi e se potranno mai vedere il ranch. Cosa puoi rispondere?

“Avremmo già voluto aprire il Ranch al pubblico ma ci sono stati dei problemi burocratici, dato che le vie che portano al ranch non sono ancora ottimali: stiamo lavorando per migliorare la cosa e per riuscire a portare gli appassionati al ranch, dato che mostrargli i piloti che si allenano credo sia molto bello. Lo stesso discorso vale per il museo, abbiamo trovato un paio di location e stiamo lavorando passo dopo passo”.

 

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