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Lancia Thema 8.32 Ferrari: purosangue tra Maranello e Borgo Panigale

Chi ha vissuto quegli anni da “lancista” sicuramente avrà ammirato la Lancia Thema Ferrari, per chi è più giovane, vi raccontiamo un altro pezzo di storia italiana

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La Lancia Thema era l’ammiraglia della casa torinese e, come tutte le vetture importanti, vantava anche versioni potenti, inclusa una con il medesimo propulsore turbo 16 valvole che troveremo sotto al cofano della Delta Integrale, oppure un nobile V6 da 3 litri. In un momento storico dove questa operazione poteva sembrare la richiesta “pazza” di un personaggio come Gianni Agnelli per una “one-off”, si decise invece di mettere il produzione una Thema “esagerata”, qualcosa di mai visto prima e quasi irraggiungibile, sia dal punto di vista prestazionale che economico. Una vettura per pochi, ma un sogno per molti.

In tutta onestà, non ne ho mai visto in azione una, la 8.32, come era stata chiamata per i suoi 8 cilindri e 32 valvole. Ho vissuto i bellissimi anni per i “lancisti”, ammirando da sempre la Lancia Delta HF Integrale, ma un giorno della mia adolescenza ricordo che mio padre mi portò in un centro di autodemolizione. Mentre eravamo alla ricerca dei ricambi usati per la nostra Lancia Prisma, in mezzo a tutte quelle carrozzerie, intravidi un’auto di color rosso con un bordino di color giallo. Subito esclamai: “Ma cos’è, una Ferrari?”

Bhe, non sbagliai più di tanto, avevo solo 13 anni. Era una bellissima Lancia Thema-Ferrari, anche se tutta impolverata. Non più funzionante e chissà per qual motivo, ma appena la vidi immaginai quanta strada avesse fatto e quanto sarebbe stato bello poter essere dietro al suo volante.

LA STORIA: QUANDO I TEDESCHI AVEVANO SOLO DA IMPARARE

Erano gli anni d’oro del marchio italiano, dove ogni modello introdotto finiva per essere un successo. Quelli di punta erano: Delta, Prisma e Thema.

Diciamola tutta: oggi le tedesche per un certo verso, almeno nell’ultimo ventennio, sono un punto di riferimento per questo segmento, ma all’epoca tra Alfa Romeo e Lancia, i tedeschi avevano solo da imparare. Fortunatamente, negli ultimi anni il biscione è rinato, a partire dall’ultima Giulia, ma questa è un’altra storia.

La Thema apparteneva al progetto “TIPO 4” che prevedeva la realizzazione di quattro vetture, di marchi diversi, basate sullo stesso pianale: la Thema appunto e poi Alfa Romeo 164, FIAT Croma e Saab 9000.

Il brand Lancia era talmente forte e sportivo che in FIAT decisero di fare questa mezza follia e presentare, nel maggio del 1986, una inedita versione della Thema. Si trattava di una motorizzazione che sfruttava la presenza nel Gruppo di un marchio del calibro della Ferrari. Fu una grande operazione di marketing, perché chi non vorrebbe avere sotto al cofano un motore della casa del cavallino? Una cosa simile è stata fatta al giorno d’oggi da Alfa Romeo, con le Giulia Quadrifoglio e Stelvio Quadrifoglio, i cui 6 cilindri da oltre 500 cavalli sono stati sviluppati sempre a Maranello.

Questa però fu un’operazione un po’ diversa. Non si trattava infatti di una collaborazione, ma di un “trapianto” vero e proprio. La versione fu denominata 8.32, sigla che indicava il numero dei cilindri e delle valvole. Il propulsore era il potente 8 cilindri a V di 90° delle Ferrari 308 e Mondial Quattrovalvole, solamente riadattato e con qualche cavallo in meno, per essere utilizzato in una berlina lussuosa invece che in auto sportive che, all’epoca, non erano propriamente fruibili come quelle attuali.

Uno dei segni distintivi era poi quella scritta “Lancia by Ferrari” posta sul polmone di aspirazione.

Con una cilindrata di 2.927 cc (81x71mm), una potenza di 215 CV a 6750 giri/min e una coppia massima di ben 29 kgm a 4500 giri minuto, la Thema-Ferrari risultava essere l’auto a trazione anteriore più potente mai prodotta. Oggi sono numeri che fanno quasi sorridere, ma all’epoca nessuno aveva osato tanto.

I valori dichiaravano una velocità massima di 240 km/h, per un accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 6,8 secondi. Un tempo record per un’ammiraglia.

Il motore derivato dalla Ferrari 308, subì varie modifiche per adattarlo alla disposizione anteriore-trasversale della Thema e non potendo essere affidato alle linee produttive di Maranello, fu assegnato il compito a Borgo Panigale. Tra Ferrari e Ducati c’è sempre stata una grande stima reciproca.

La modifica più significativa fu la realizzazione di un albero a gomiti con manovelle a 90° (albero a croce) invece dei 180° (albero piatto) dell’originario Ferrari. In questo modo si ottenne un’erogazione più fluida, rispetto al motore più sportivo da cui derivava.

Ciò che esteticamente evidenziava da subito che fosse la 8.32, oltre al badge “8.32” su fondo giallo, era l’alettone posteriore estraibile, alloggiato nel cofano del baule. Il suo funzionamento era di tipo manuale, non automatico come si pensava.

Anche gli interni erano esclusivi, rivestiti interamente di radica e con selleria in pelle Poltrona Frau e/o Alcantara. La strumentazione era tipicamente sportiva e tanti erano gli altri optional montati di serie.

La Lancia Thema-Ferrari era divertentissima alla guida e regalava tante emozioni, merito anche delle sospensioni elettroniche con taratura automatica o selezionabile dal conducente.

Questa straordinaria ammiraglia ha accompagnato importanti nomi fra cui Michele Alboreto, Gerhard Berger, Vittorio Ghidella, Cesare Romiti e tanti altri. Tornando al già citato Gianni Agnelli, la sua voglia di qualcosa di ancor più esclusivo fu assecondata dalla realizzazione di un esemplare con carrozzeria station wagon, di colore argento Nürburgring e interni in pelle blu. Ovviamente pezzo unico, che sostituì una delle altre fuoriserie prodotte per lui, una Fiat 130 (sempre “famigliare”) con il famoso cesto in vimini sul tetto per gli sci, che utilizzava nella residenza di St. Moritz.

 

Della Thema 8.32 vennero prodotte due serie, per un totale di 3.520 esemplari (2.370 della prima serie e 1.150 della seconda) poi, a causa delle normative antinquinamento sempre più severe (con l’introduzione dei primi catalizzatori perse anche qualcosa in termini di potenza), perse d’interesse.  La Lancia Thema-Ferrari uscì di scena nel 1992, con la fine della seconda serie del modello Thema. Quanto al suo prezzo, partiva da circa 63 milioni di lire.

Articolo in collaborazione con Fabio Avossa

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