SBK, La Superbike segue il calcio: un calendario da settembre a maggio

L’iniziativa è partita da Andrea Quadranti e i team indipendenti la sostengono estendendo la proposta agli ufficiali. Ma quali sono i pro e i contro?

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Quando partirà il Mondiale Superbike? È questa la domanda che tiene banco tra gli addetti ai lavori, anche se aleggia un grosso punto interrogativo sulla questione. Al momento la Dorna ha fatto trapelare poco, anche se la sensazione è che il via non sia prima del mese di luglio. Insomma, la vicenda legata alla diffusione del COVID-19 continua a tenere squadre e piloti sotto scacco, di conseguenza bisogna aspettare.

Nel frattempo i team indipendenti hanno lanciato una proposta alla Dorna. Il promotore è stato Andrea Quadranti, che come ben sappiamo è il patron del team MV Agusta che corre in SuperSport. La sua idea, che ha trovato riscontro da parte di alcuni colleghi nel paddock come Manuel Puccetti e Marco Barnabò, e già stata anticipata a Lavilla, il quale ha sta valutando l’opportunità. Intanto queste squadre indipendenti stanno condividendo la proposta anche con i team ufficiali, mettendo anche loro al corrente.

Andiamo però per ordine: di cosa si tratta innanzitutto? Si tratta di un Mondiale Superbike che prenderebbe il via ad agosto per poi concludersi verso maggio. Insomma, un calendario articolato sulle quattro stagioni, che per certi versi segue quello che è il Campionato di calcio. Di questa cosa ne abbiamo parlato proprio con Quadranti, promotore dell’iniziativa.

“È qualche anno che avevo questa idea e vista la situazione eccezionale che si è verificata ho deciso di rilanciare questa proposta – ha esordito Quadranti – si tratterebbe di svolgere il Mondiale da luglio oppure agosto, fino a maggio, un po’ come funziona con il calendario del calcio. Penso che per la Superbike possa essere un’alternativa interessante, soprattutto in un momento come quello attuale dove vige l’incertezza legata alla diffusione di questo virus”.

Andrea, quali sono le ragioni di questa proposta?

“La ragione è quella di dare maggiore visibilità al nostro Campionato, evitando le concomitanze solite con la MotoGP e la Formula 1. Fino ad oggi siamo sempre stati allineati con la MotoGP e personalmente penso che per la SBK questa possa essere una carta vincente”.

Andiamo nel dettaglio. Secondo te quali sono i pro di tutto ciò?

“Innanzitutto si andrebbe a correre in un periodo dell’anno dove non ci sono competizioni motoristiche, i nostri sponsor avrebbero maggiori visibilità e gli appassionati potrebbero fruire di gare live durante un periodo dell’anno particolare, ovvero l’inverno. Oltre al pubblico, c’è poi il discorso media, ovvero quello delle tv, che avrebbero un’offerta più ampia e spalmata. Queste sono alcune delle opportunità, ma ce ne sono altre”.

Ovvero?

“Il Mondiale Superbike solitamente finisce a ottobre, in seguito dopo pochi giorni ci sono già i test. Abbiamo soltanto il mese di dicembre per staccare, dato che poi siamo nuovamente in pista per il via della stagione seguente. Per noi, così come per i nostri fornitori, diventa una corsa contro il tempo tutti gli anni che non è proprio facile da sostenere. Seguendo questa idea, i ritmi sarebbero meno frenetici”,

Andrea, sappiamo che la Dorna è al corrente di questa idea, giusto?

“Esatto. Ne ho parlato con Lavilla e lui mi ha detto di portare avanti questa mia idea e avanzarla eventualmente anche ad altri. Ne ho parlato anche con Puccetti, così come con Barnabò, i quali sono interessati. E allo stesso tempo ne stiamo anche parlando con le Case ufficiali, tipo la Ducati, la BMW e la Yamaha. Ovviamente non so se questa proposta verrà accettata, ma è una via alternativa”.

La vostra proposta è quella di un Mondiale che parte verso fine estate. E con EICMA come facciamo?

“Abbiamo pensato anche a quello. È vero che ad EICMA ci sono tutte le novità del settore, però noi potremmo anticiparle prima in pista, svelando quella che è la moto che gli appassionati troveranno sul mercato. In seguito avremo la possibilità di portare i campioni dei rispettivi campionati”.

Andrea, abbiamo citato gli aspetti positivi di questa proposta. Ci sono però anche dei contro. Se un pilota decidesse di lasciare la MotoGP o la Moto2 per la SBK, come farebbe con un Mondiale che parte a fine estate o settembre?

“Quello è un aspetto che abbiamo valutato e su cui ci stiamo ragionando. Magari si potrebbe pensare a un pilota che prende parte a entrambi in Campionati, portando a termine il Motomondiale per inaugurare la Superbike. Come ho detto noi stiamo mettendo giù questa proposta e su questo punto vogliamo capire anche come Dorna sia intenzionata a venirci incontro”.

Rimanendo ad analizzare i contro. Ci sono poi le questioni legati ai circuiti.  Sarà un Mondiale che si staccherà dall’Europa, giusto?

“Direi di sì. O meglio, non che si staccherà, ma che per certi versi vedrà molte più gare negli altri contenti. Penso ad esempio l’Asia, che per le Case è un mercato importante e quest’anno non c’è nemmeno una gara. Si potrebbero fare ad esempio 4 gare fuori dall’Europa. Abbiamo il Qatar, l’Australia, l’Argentina e si potrebbe recuperare la Thailandia oppure inserire il Giappone. Ovviamente la conclusione sarà in Europa. Credo che Imola sia il posto perfetto come in passato”.

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