Moto3, Arbolino:"Lorenzo per me è come Rossi per i piloti dell'Academy"

“Poter lavorare con una leggenda come Jorge ti cambia la testa, non tanto la guida. Se sono il favorito della Moto3? Sono messo bene ma è molto più complicato di così”

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La MotoGP non è ancora partita in questo 2020. A prendere la via della pista per una gara, oltre alla Superbike, sono state Moto2 e Moto3 quandonell’inedito weekend di Losail e orfane della top-class, hanno monopolizzato il palcoscenico.

Lo strano fine settimana di Doha, iniziato con la conferenza stampa di Carmelo Ezpeleta con a tema l’emergenza Coronavirus e finito con la vittoria in Moto2 di Nagashima, 10 anni dopo il compianto Tomizawa.

In mezzo è successo molto, soprattutto in Moto3 e soprattutto per Tony Arbolino che nel corso di appena 72 ore si è ritrovato acclamato favorito numero uno per il titolo e poi nella ghiaia di curva 1 dopo un contatto con Binder. 

“È un weekend che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca – ci ha detto Arbolino durante un intervista al telefono – Ora sono qui, costretto come tutti in casa senza un podio, fa male ma mi sta rendendo più forte. Ora mi trovo a Lugano e mi sto cercando di allenare in casa perché anche qui le palestre sono chiuse. Spero di poter tornare in moto già domani ma credo che dovremmo aspettare ancora”. 

È questa la cosa più difficile di questo periodo? Riuscire a mantenersi in forma pur non sapendo quando sarà la prossima gara?

“Si, assolutamente. Ho fatto la preparazione atletica invernale e poi un calo in vista della gara, ora devo fare un altro push per la preparazione e poi un’altra discesa ma non so bene quando, è un po’ snervante. Probabilmente ritorneremo in sella a giugno o luglio e sarà già buono se riuscissimo a fare 13-15 gare”. 

Sappiamo del tuo stretto rapporto con Jorge Lorenzo, lo senti in questi giorni? Ti sta dando qualche dritta?

“Jorge è chiuso in hotel a Dubai, ogni tanto ci sentiamo e parliamo del più e del meno, ci prendiamo in giro e quando mi scrive sono sempre molto contento e mi fa piacere”. 

Noi spesso parliamo dell’Academy di Valentino Rossi e dei piloti che sta facendo crescere. Per te è un po’ lo stesso con Lorenzo?

"Si assolutamente. Avere accanto un campione come Jorge ti cambia, è come per i piloti dell’Academy di Valentino Rossi.. I passi in avanti che ti fa fare non sono tanto di guida, ma di testa, stare vicino ad una leggenda del genere mi sta aiutando a migliorare in molti aspetti, soprattutto nella percezione del risultato”. 

Tornando al Qatar, in molti ti danno come favorito del mondiale e anche nella conferenza stampa di inizio weekend questo fatto è stato confermato. La gara però non si è conclusa come avresti voluto, questo ti fa cadere qualche certezza?

“La verità non va nascosta, è il terzo anno che sono con questo team e il secondo con il nuovo capotecnico. Sono messo bene. Quest’anno mi sono impegnato il doppio a casa per prepararmi poi la scorsa stagione è stata positiva ed è ovvio che in molti dicano che sono il favorito. Io ci penso il meno possibile e questa cosa non mi tocca per niente. So di essere preparato al meglio, ho imparato dagli errori del 2019 anche se in Moto3 è sempre complicato. In Qatar ero io il favorito e poi Binder mi ha centrato e ora sono 15° nel mondiale”. 

Quali possono essere gli avversari per il titolo? In Moto3 è sempre difficile orientarsi e sbilanciarsi in pronostici. 

"Sicuramente McPhee sarà l’avversario numero 1 ma anche Masia potrà essere della partita. Ci sono tante gare in cui possiamo perdere qualcosa, alla fine vincerà chi riuscirà a cadere il meno possibile”. 

Parliamo ora di futuro ma un po’ anche di passato. Ovviamente il tuo obiettivo è il passaggio in Moto2, che però si sarebbe potuto concretizzare già quest’anno. Ti senti pronto e quali saranno gli ostacoli da superare?

“Si, lo scorso anno c’è stato qualche discorso ma poi sono rimasto in Moto3 ed ora sono concentrato sulla mia categoria. Quando farò il passaggio sarà un po’ complicato dal punto di vista tecnico perché è bel salto e la moto è molto diversa. Dovrò allenarmi come sto facendo ora e anche di più, ma al momento è ancora un po’ presto per parlare di team”. 

In questo periodo di break obbligato Dorna sta cercando di organizzare comunque degli eventi per il pubblico come la Virtual Race di domenica, l’hai vista? 

“Si, ho visto la gara e poi ho scritto ad Alex Marquez su Instagram, era contento di essere in testa al campionato all’esordio. Mi ha fatto sorridere molto Mir, piegava come fosse veramente sulla Suzuki pur avendo tra le mani solo un joystick, è stato divertente. Per me se migliorano nell’organizzazione queste gare potrebbero essere davvero importanti per i fan. A me piace molto giocare a MotoGP ma sono più per i giochi di guerra”. 

Un’ultima curiosità, da anni leggiamo di piloti con riti scaramantici pre-gara o addirittura di qualcuno che indossa sempre le stesse mutande durante una corsa. Tu fai qualcosa del genere?

“Io ho una routine che adotto da quando sono nel motomondiale, cerco di cambiare meno cose possibili perché fare tutto uguale mi fa sentire più sicuro e pronto per la gara. Mangio a una certa ora, faccio stretching e esercizi, se me ne scordo una mi sento male”. 

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