MotoGP, Ciabatti: "Il futuro? Per il 2021 sviluppo congelato e ingaggi ridotti"

1ª PARTE - "Quest'anno anche 10 GP andrebbero bene, ma cambierà tutto. Le accuse di Puig? Mi sembra che gli piaccia fare polemiche sterili e inutili"

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Anche se la MotoGP è ferma, i manager sono al lavoro. Bisogna scoprire quando e come si ripartirà, ma anche rivedere i piani per il futuro. La pandemia scatenata dal Coronavirus ha forti ripercussioni anche sull'economia e di riflesso sulle cose. Sono temi su cui si sta interrogando Paolo Ciabatti, direttore sportivo di Ducati Corse. Il motomondiale potrà avere un aspetto diverso quando lo rivedremo e difficilmente questo stop non avrà ripercussioni.

In questo momento la cosa più importante è la salute e siamo tutti in casa, a parte mio figlio che fa il medico e si sposta tra la casa di Torino e l’ospedale di Aosta. Chiaramente non siamo abituati a stare fermi per così tanto tempo, facciamo smart working, riunioni via Skype e mordiamo un po’ il freno” ci racconta Ciabatti.

"Correre 19 Gran Premi non è possibile, una decina sarebbe già un ottimo risultato"

La speranza è quella di ricominciare presto. Fare 19 Gran Premi è un’utopia, quale potrebbe essere una soluzione praticabile?

In questo momento credo sia inutile pensare di rifare un calendario. Speriamo che in estate o a settembre ci sia la possibilità di fare alcune gare in alcuni paesi e poi bisognerà fare volare la creatività e la fantasia. Credo che neanche la Dorna stia pensando di organizzare 19 gare, bisognerà trovarne un numero minimo di gare che si possano disputare in quei paesi che abbiano una situazione accettabile dal punto di vista sanitario e che vogliano portarsi in casa qualche migliaia di persone provenienti da tutto il mondo. Bisognerà ridisegnare il modo in cui corriamo e dovremo ripartire in un modo diverso”.

C’è un numero minimo di gare al di sotto del quale un campionato non avrebbe più senso?

In una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo, bisogna dimenticare certi limiti che la Federazione si era posta. Tutto lo sport si è fermato, quindi bisogna ripartire quando la situazione sarà in sicurezza. Penso che fare una decina di gare sarebbe già un ottimo risultato”.

"Puig pensa che qualcuno volesse fare trucchetti? In questo momento il buon gusto prevederebbe il silenzio"

Intanto si è deciso di procedere con l’omologazione a distanza di motori e aerodinamica, è una misura che a Ducati soddisfa?

Sì, perché ci trovavamo in una situazione per cui le aziende europee, cioè noi, KTM e Aprilia, erano chiuse mentre in Giappone non si è fermato nulla. Al di là di tutto, c’era quindi una situazione potenzialmente non corretta.

Avresti voluto che si fermasse completamente lo sviluppo?

Io penso che il messaggio sia arrivato forte e chiaro e le Case hanno dovuto depositare la documentazione per potere verificare i motori quando la stagione inizierà, lo stesso per quanto riguarda l’aerodinamica. Direi che si è fatto quello che si doveva fare, in questo momento l’Europa è il centro della pandemia e oggettivamente i costruttori europei sono quelli più penalizzati. Ci sono una serie di cose che non si possono fare per lo sviluppo lavorando a distanza”.

Alberto Puig, team manager di Honda, ha detto che loro erano pronti a correre in Qatar a differenza di Ducati, che hanno omologato lì il motore e quindi sono gli unici a non potere fare trucchetti.

Nessuno ha mai pensato che qualcuno volesse fare trucchetti, ma c’era una situazione oggettiva da affrontare: l’Europa bloccata e il Giappone che continuava a lavorare regolarmente. Non ho tanta voglia di commentare le parole di Puig, credo che gli piaccia fare delle polemiche inutili e sterili anche in un momento come questo dove il buon gusto prevederebbe un silenzio che sarebbe apprezzato.

"Gli investimenti per le corse e gli ingaggi dei piloti saranno ridotti. Correre nel 2021 con le moto 2020? Una buona soluzione"

In tanti si chiedono cosa succederà ai contratti dei piloti dopo questo stop.

È una situazione nuova, inaspettata e non desiderata da nessuno con cui dobbiamo confrontarci. Credo che questo porterà a ripensare il campionato, la crisi economica che tutti stanno vivendo influenzerà anche gli investimenti per le corse. Come azienda viviamo grazie al supporto dei nostri sponsor e dei nostri partner ma anche delle moto che produciamo e in questo momento siamo quasi tutti chiusi e non c’è neppure la possibilità, in molte parti del mondo, di comprare una moto. Credo sarà un anno molto difficile per tutte le Case motociclistiche e che per il futuro bisognerà ripensare ai costi che si sostengono per le corse. Le competizioni sono belle, divertenti, appassionanti e il modo migliore per promuovere il proprio marchio ma devono avere dei costi sostenibili e andranno rimodulati per la situazione economica che vivremo nei prossimi anni”.

L’ipotesi di correre nel 2021 con le moto 2020 può essere una soluzione fattibile?

Ben venga tutto quello che non toglie nulla allo spettacolo in pista e che riesce a tenere i costi sotto controllo in un momento in cui è vitale farlo. Non ci sono ancora state discussioni in proposito, ma se il campionato 2020 si dovesse disputare con un numero ridotto di gare, perché andare a investire in nuovi modelli per il 2021? Potrebbe essere una soluzione”.

 

Domani la seconda parte dell'intervista e il video integrale. Stay tuned!

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