MotoGP19: pro e contro del gioco del momento

Punti di forza e punti deboli del capitolo che ospiterà la prima storica gara virtuale tra piloti. Cura dei dettagli e grafica migliorata, ma non manca qualche lacuna

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Domani si torna in pista. Certo si tratterà di un gara virtuale, ma il fatto che dieci piloti della classe regina si sfideranno sul videogioco ufficiale della MotoGP rende il tutto molto interessante. La battaglia si consumerà al Mugello, uno dei tracciato meglio rappresentati graficamente da MotoGP19, ultimo capitolo della serie prodotto dall’italiana Milestone, che come annunciato nei giorni scorsi rilascerà a fine aprile la versione 2020. La versione 2019 dal canto suo può senza dubbio regalare divertimento ai piloti e spettacolo agli spettatori, pur avendo sulle spalle ormai otto mesi di vita, tra i tanti pregi ed alcuni difetti.

Pro – Una grafica migliorata al servizio di tanti contenuti

Grafica - Il passo avanti rispetto al passato in termini di realismo grafico senza dubbio c’è stato, a partire dai tracciati, replicati fedelmente in quasi tutti i dettagli. Il discorso si può senza dubbio estendere anche alle moto, molto simili alle loro versioni reali, ed ai piloti. In questo caso va premiata la gamma di animazioni, mentre resta della strada da fare per quanto riguarda i volti, che solo in alcuni casi riproducono fedelmente Marquez e co.

Contenuti – Una cosa è certa, le modalità di gioco non mancano. A farla da padrone resta ovviamente la carriera, ancora un po’ statica ma comunque molto fruibile, che permette al giocatore di intraprendere la sua scalata verso la classe regina partendo dalla Rookies Cup, categoria tra l’altro utilizzabile anche in altre modalità.

La chicca sotto il profilo dei contenuti è rappresentata dalla possibilità di utilizzare diverse moto del passato, dalle 500 2T alla Honda RCV212V di Marco Simoncelli: la massima modalità di espressione di queste moto si trova nella modalità “Sfide storiche”, dove il giocatore potrà impersonare (ad esempio) Valentino Rossi e sfidare Max Biaggi in uno dei loro mille duelli. Insomma, per il vero appassionato del campionato le attività e le moto da provare non mancano.

Un gioco per tutti – Ormai da anni il titolo MotoGP di Milestone ha dimostrato di essere un gioco per tutti e non solo per professionisti del pad, ed anche in questo capitolo la tendenza è confermata. La possibilità infatti di aumentare e diminuire sia gli aiuti di guida che gli aspetti tecnici (come usura delle gomme e penalità), oltre ovviamente alla difficoltà, permette al giocatore di cucirsi addosso l’esperienza di gioco, e di migliorare gradualmente senza perdere il puro divertimento.

Contro - Troppo mercato ed un IA ancora da sviluppare 

Un mercato troppo… movimentato – La carriera come detto è uno dei punti di forza del gioco, ma il tema mercato è fin troppo esasperato. In ogni annata infatti arrivano offerte per cambiare team a stagione in corso, cosa che ad un esperto del settore può subito sembrare irrealistica ed un po’ eccessiva, oltre che alterare in parte il percorso. Certamente per un giocatore con grande voglia di arrivare il prima possibile in MotoGP la possibilità di correre e vincere rapidamente con le migliori moto di categoria è un vantaggio, ma in chiave realismo si tratta di piccolo autogol.

IA intelligente… ma non troppo – Il comportamento degli avversari gestiti dall’intelligenza artificiale è sempre stato uno dei problemi della saga, sin dall’alba dei tempi. Per questo capitolo Milestone aveva promesso grandi progressi grazie all’uso di una tecnologia basata sul machine learning, che ha avuto esiti positivi ma non troppo. Rispetto al passato i comportamenti dell’IA sono più diversificati e meno “Killer” nei confronti dei giocatori, ma oltre a ciò non vi sono stati significativi passi avanti.

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