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MotoGP, Meregalli: “A Rossi basteranno 2 o 3 gare per decidere se continuare"”

ESCLUSIVA - “Valentino verrà incontro alla Yamaha, anche snaturando il suo stile. Non avere avuto prima un collaudatore del calibro di Lorenzo è stato un problema"

MotoGP: Meregalli: “A Rossi basteranno 2 o 3 gare per decidere se continuare"”

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È stata la rivelazione dei test invernali. Stiamo ovviamente parlando della Yamaha, che ha mostrato di avere una marcia in più, a tal punto da arrivare a fare la voce grossa e oscurare la concorrenza. Un aspetto che non è certo sfuggito a Maio Meregalli, che come tanti altri suoi colleghi deve consolarsi con in test di Losail quale ultima immagine di una stagione che ancora non è partita e nemmeno si sa quando scatterà.

Il team manager della Yamaha traccia quindi il bilancio di quanto svolto durante l’inverno, ma allo stesso tempo guarda anche al futuro, nonostante sul 2020 aleggi un grosso punto interrogativo. Oltre al calendario non manca la curiosità riguardo quelli che saranno i valori in campo con Rossi che si trova di fronte a un crocevia.

Di sicuro questa non è una situazione semplice – ha esordito Meregalli – ovviamente la priorità va alla salute e a tutte quelle persone che sono impegnate negli ospedali e a coloro che stanno lottando per la vita. Noi stiamo a casa, siamo in stretto contatto con tutti membri del team e di conseguenza anche con i nostri piloti. Proprio in questi giorni ho parlato con Maverick, il quale mi ha detto di aver quasi completamente recuperato dall’infortunio ed era soddisfatto”.

"Difficile disputare 19 Gran Premi quest'anno, 12 o 13 sarebbero un numero giusto"

Maio, in molti ora si chiedono quando partirà la stagione. Che idea ti sei fatto?

“Al momento credo sia impossibile pianificare o decidere una data, dato che la situazione è in continua evoluzione. La Dorna, come già sapete, sta facendo di tutto per salvaguardare il Mondiale e allo stesso tempo trovare una soluzione per disputare le gare. Personalmente credo che prima di luglio sia praticamente impossibile partire”.

Il piano di Dorna è disputare 19 gare. Credi sia possibile?

“Secondo me non sarà una cosa molto semplice, anche perché nemmeno sappiamo quando si partirà. Io sono dell’idea che disputare 12-13 gare possa essere un numero giusto, magari cercando di farne qualcuna in più. Ma 19 le vedo complicate”.

"Se avessimo corso in Qatar avrebbe vinto Vinales"

Il fatto che per la Yamaha non sia iniziato il Mondiale è una mezza fregatura dopo quanto visto nei test.

“Ci dispiace ovviamente, così come a tutti gli appassionati. Nei test siamo riusciti a svolgere un gran lavoro, sia a Sepang, che a Losail. Maverick è stato velocissimo, ha trovato grande fiducia sul passo gara con la moto e le gomme, così come sul giro secco. Lui era molto fiducioso e lo stesso discorso valeva anche per Quartararo”.

Chi avrebbe vinto a Losail se si fosse corso?

“Per quanto visto nei test direi Vinales”.

"Valentino capirà in poche gare quale sarà il suo livello"

Non hai citato Valentino.

“Vale non ha mostrato quale fosse il suo vero potenziale, ha preferito tenere del margine. Di sicuro le sue indicazioni sono state positive e a fine test era soddisfatto. Purtroppo ha accusato ancora una volta il degrado alla gomma posteriore, ma questo è stato un aspetto che è emerso soltanto in Qatar, dato che in Malesia e Spagna le sensazioni erano diverse. Ovviamente ci sarà da capire da dove derivi il problema, nonostante il suo stile sia diverso rispetto a quello di Maverick e Fabio e di conseguenza stressa più lo pneumatico”.

Più volte abbiamo detto che il 2020 sarà un crocevia per Rossi. Quanto tempo avrà bisogno Valentino per decidere cosa fare il prossimo anno?

“Per un  pilota del suo calibro sono dell’idea che possano bastare due o tre gare. Vale è una persona molto intelligente, che capisce subito il proprio livello”.

Cosa dovrà fare la Yamaha per Valentino o Valentino per la Yamaha?

“Di sicuro entrambi dovranno fare un passo per incontrarsi sotto questo punto di vista. Sono convinto che la Yamaha lavorerà per mettere Vale nella situazione migliore e lo stesso farà lui, magari snaturando in parte quello che è il suo stile, cosa che tra l’altro ha già fatto in passato, dimostrando di non essere un problema”.

Maio, domanda secca: quanto è cambiata la Yamaha in questo ultimo anno?

“Penso sia stato fatto un grandissimo lavoro, soprattutto a livello riorganizzativo, in particolare per quanto riguarda l’interfacciarsi con l’azienda e i rispettivi programmi dello sviluppo. Per tipo tre anni abbiamo dovuto fare i conti con una situazione per certi versi particolare, mentre lo scorso anno c’è stato un grande cambio di marcia. A Brno era arrivata la moto nuova, in seguito nei test  alcuni degli aggiornamenti fino ad avere la versione definitiva della moto tra Spagna e Malesia. Credo che il piano portato avanti in azienda abbia dato i suoi frutti e ora sono evidenti, anche perché abbiamo una base solida su cui lavorare. Questo lo considero un aspetto chiave, dal momento che su tutti i circuiti non abbiamo mai stravolto la moto e questo discorso vale anche per le M1 satelliti”.  

"Lorenzo potrà metterci a disposizione l'esperienza accumulata con Honda e Ducati"

Tra le varie novità c’è stato poi il ritorno di Jorge Lorenzo.

“Esatto, credo che il problema della Yamaha sia stato non avere al proprio interno un collaudatore del calibro di Lorenzo, che è un pilota veloce. In passato magari i piloti erano soliti a basarsi su alcune indicazioni e di conseguenza a scartare sul nascere determinate cose, mentre Lorenzo ha il dono di portare la moto al limite e guidarla in modo naturale. Ricordo il test di Sepang, andai a vederlo lungo il tracciato, e alla fine del test lui mi disse che aveva ritrovato quella che era la sua moto”.

Quanto potrà aiutare Valentino?

“Da quando Jorge è tornato in Yamaha l’ho visto molto cambiato come persona e sono convinto che lui metterà a disposizione tutta quell’esperienza accumulata in questi anni con Honda e Ducati, indicandoci eventuali punti di forza delle altre moto. Io credo che tra Lorenzo e Vale ci sia sempre stato un grandissimo rispetto, nonostante la rivalità tra compagni che ha spinto entrambi a dare il massimo. Con Lorenzo siamo riusciti solo all’ultimo a farlo provare a Sepang e in quell’occasione sono emersi dei giudizi positivi e utili per la squadra, dato che la M1 è la moto di Jorge”.

Parlando in settimana con Pirro lui ha detto che il miglioramento della Yamaha dipende esclusivamente dalle gomme. È così?

“Io credo che le Michelin esaltino quello che è il carattere della M1, ma allo stesso tempo sono dell’idea che la moto abbia una base solida. Credo sia tutto il pacchetto che porta ad arrivare ad avere determinate prestazioni in pista. Di sicuro con queste Michelin la moto è competitiva, ma c’è da dire che questo disegno delle gomme è stato approvato dalla maggioranza delle squadre”.

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