Dovizioso: "Dopo la MotoGP il mio futuro sarà da pilota di cross"

"Non ho ancora deciso cosa farò nel 2021, la scelta dipenderà da tanti fattori. Il contratto di 4 anni di Marquez mi ha stupito, mi sarei aspettato cambiasse moto"

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Lo stop forzato del campionato porta a tanti pensieri, anche a quelli sul proprio futuro, sulla propria carriera. Andrea Dovizioso sta pensando anche a questo e non ha avuto timori a rivelarlo a Sky Sport 24, in un’ora passata in compagni di Guido Meda e Mauro Sanchini.

Per adesso, il Dovi non ha ancora un contratto firmato dopo il 2020 e non ha fretta.

Non ho programmi ben definiti per il futuro, dipenderà da tanti fattori” ha spiegato.

Se veramente decidesse di smettere con la MotoGP, cosa farebbe? Le derivate di serie non sono un’opzione, semmai al forlivese piacerebbe.. sporcarsi un po’.

La SBK non è in programma - ha detto - Non so quanto correrò ancora in MotoGP, per esempio non ho ancora un contratto per prossimo anno, ma essendo cresciuto nel motomondiale sono abituato a correre con i prototipi. La SBK è un ottimo campionato ma è diverso, quando sei in una situazione buona in MotoGP, ti stai giocando il campionato, è difficile pensare di andare in quella direzione. Ho vari progetti nella mia mente, ma sono più orientato verso il motocross perché adesso non posso fare delle gare in quella disciplina.

Anche il richiamo delle auto, però, è allettante.

Mi piacerebbe provare a fare delle espeienze sulle 4 ruote - ha ammesso - Ci sono auto che di danno un’adrenalina vicina a quella delle moto, come il rally e il rally cross. Lo scorso anno ho corso una gara di DTM a Misano, è stata tosta ma mi sono divertito”.

Chi invece non ha dubbi sui piani per il suo futuro, e anche a lungo termine, è Marc Marquez.

Mi ha molto sorpreso un contratto di 4 anni - ha confessato il pilota della Ducati - Non me lo sarei aspettato, anzi avevo un’idea completamente diversa, pensavo accettasse una sfida su un’altra moto. Sembra una scelta strana, ci sono sicuramente dei retroscena che non conosciamo”.

La cosa certa, è che il campione spagnolo sarà l’uomo da battere, quando ricomincerà il campionato.

Marc l’anno scorso non ha dato a nessuno la possibilità di provarci, ma il bello del motociclismo che ogni stagione è diversa, possono succedere tantissime cose - ha detto il Dovi - Mi aspetto una lotta ancora più serrata, nel 2019, fino a metà stagione c’eravamo io, Marc e Rins a giocarci il campionato, poi sono arrivate le Yamaha. Quest’anno sarebbero state subito competitivi, quindi ci sarebbero stati almeno 4 piloti in più in lizza per la vittoria di gare e campionato”.

E chi avrebbe vinto la gara di Losail se si fosse corsa?

In Qatar ce la saremmo giocata, ma se ascoltiamo le interviste,  a parole ci sarebbero stati 6 o 7 vincitori - ha sorriso Andrea - Come sempre è solo la gara che conta. Non so quanto ce la saremmo giocata, il livello si è alzato, ci sono tanti piloti e tante moto che possono vincere e piccoli dettagli possono fare la differenza. Avevamo lavorato bene, nonostante con 6 giorni di test non si possa fare molto. C’è sempre tanto materiale da provare e le prove devono essere fatte al momento giusto, oltre al fatto che Losail è una pista molto particolare”.

Non resta che aspettare la prima gara e resistere alla nostalgia dei motori.

Sento tantissima la nostalgia delle moto, è pensante, anche se i veri problemi sono altri. Mi manca quella stanchezza dopo una giornata intera di motocross, mentre adesso non è possibile. Questo stop forzato così lungo ti fa riflettere tanto ha concluso.

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