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SBK, Superbike: ecco quanto costa ai team lo stop del Mondiale

La tappa di Losail non ha ancora una data, mentre Assen e Jerez sono state rinviate, le squadre iniziano a fare il calcolo dei danni e il conto a essere salato

SBK: Superbike: ecco quanto costa ai team lo stop del Mondiale

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La tappa di Losail è stata rinviata a data da destinarsi, mentre quelle di Assen e Jerez spostate rispettivamente ad agosto e ottobre. La diffusione del virus COVID-19 ha messo la Dorna con le spalle al muro, a tal punto da dover rivedere il calendario della Superbike.

Una situazione non certo semplice da gestire per l’Organizzatore, così come per i team, soprattutto quelli indipendenti, costretti a rivedere i propri piani. Ci sono infatti hotel e voli da cancellare e riprenotare, così come le auto a noleggio. Non dimentichiamoci poi dei costi come quelli dei tecnici in un momento in cui l’attività è ferma, a cui si aggiungono ovviamente le sponsorizzazioni, che giocano un ruolo chiave.

A tal proposito abbiamo voluto parlare con Manuel Puccetti, per capire quanto risente della situazione un team indipendente e allo stesso tempo quali sono le eventuali perdite economiche da fronteggiare nel momento in cui il programma viene stravolto.

“Innanzitutto c’è da dire che è un momento davvero particolare, che mai si è verificato prima d’ora – ha esordito Manuel – questo significa che anche per noi la situazione è complessa da fronteggiare, ma allo stesso tempo diventa complicato capire le eventuali perdite. Stiamo infatti cercando di fare le dovute verifiche, in merito ai costi di inizio stagione”.

A quanto ammontano le spese da fronteggiare ad inizio anno?

“Nel momento in cui viene definito il calendario, noi prenotiamo immediatamente voli, hotel o appartamenti, così come il noleggio dell’auto. Il costo di tutto ciò è di circa 70 mila euro. Fai conto che nelle tappe extraeuropee ci sono 25 persone che girano assieme a me nel team, mentre nelle europee arriviamo a 30, dato che ci sono tutti gli addetti all’hospitality”.

Quanto ha pesato ad oggi il rinvio di Jerez e Assen, così come il posticipo di Losail?

“In Qatar avevamo un nuovo sponsor di Dubai e quella sarebbe stata una grande opportunità per noi e allo stesso tempo per questo cliente. Purtroppo il round non si è disputato e di conseguenza stiamo parlando con questa azienda per spostare altrove la sponsorizzazione, tipo un gara europea, anche se per loro non è proprio la stessa cosa, vista soprattutto la vicinanza della pista”.

Dal lato economico invece?

“Al momento stiamo quantificando il tutto e posso dire che in Qatar l’hotel non ci è stato rimborsato, così come in Spagna, a Jerez. Per quanto riguarda invece i voli, Ryanair ne ha rimborsati in parte, ma il problema è che il mio team non è composto esclusivamente da persone italiane, che viaggiano partendo da Roma, Bologna o Milano. C’è infatti il capotecnico di Mahias, così come Lucas stesso, ma anche i piloti tipo Forés, Oettl, i quali provengono da altri Paesi e di conseguenza viaggiano con compagnie diverse. Ognuna di loro ha politiche differenti e in certi casi non siamo coperti" 

Hai detto che in questo momento è difficile quantificare la perdita in cifre.

"Esatto, ma se proprio devo dire un numero, al momento siamo attorno ai diecimila euro persi per quanto riguarda Losail e Jerez. Il fatto è che questa situazione è in continuo divenire e di conseguenza potrebbero essere ancora più pesanti le cifre o magari alcune delle perdite rientrare, qualora le varie compagnie aeree oppure le società di prenotazioni hotel decidessero di rivedere le proprie policy" 

In Formula 1 la FIA sta cancellando, mentre la Dorna sta optando per rinviare e provare a disputare il maggior numero di round. Cosa ne pensi?  

“Non è semplice la situazione, dato che siamo di fronte a un qualcosa di eccezionale e mai verificatosi prima d’ora. Io sono dell’idea che qualora le corse vengano disputate è un bene, dato che così possiamo rispettare tutti quegli accordi con le aziende, le quali investono per vedere in pista i propri brand. Allo stesso tempo dico che le cancellazioni potrebbero essere anche un bene per certi versi, dato che ci sarebbero meno costi da sostenere. Personalmente dubito che tutti gli sponsor mantengano il proprio impegno in una situazione del genere e ad un certo punto meglio una gara in meno. Come detto, è vero che prendiamo meno soldi, ma ne spendiamo anche meno”.

 

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