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SBK, Bautista-Honda: lo stop è una fregatura!

Lo sviluppo della CBR è solo al 30% e Alvaro rischia di essere quello più penalizzato, una volta che si tornerà in pista sarà una corsa contro il tempo

SBK: Bautista-Honda: lo stop è una fregatura!

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È una delle novità di questa stagione. Stiamo ovviamente parlando della Honda, che ha deciso di rilanciare in grande le proprie ambizioni nel Mondiale Superbike. La Casa giapponese ha infatti scelto di tornare nelle derivate in grande stile in veste ufficiale, sfoggiando per l’occasione la CBR 1000 RR-R di ultima evoluzione.

Come se non bastasse, ecco la scelta di puntare su un pilota del calibro di Alvaro Bautista, che un anno fa aveva inaugurato il Mondiale con ben undici successi consecutivi, a tal punto da sembrare essere imbattibile. Insomma, le premesse erano delle migliori, ma a quanto pare l’amore tra Alvaro e la CBR non è ancora scoccato come fu con la Panigale V4.

C’è da dire che in questo rapporto non è mancata una buona dose di sfortuna. Già, perché Alvaro aveva bisogno di macinare il maggior numero di chilometri con la nuova moto, invece non sono mancati i fuori programma, a partire dalla due giorni di Jerez a gennaio, quando il meteo rovinò i piani con la pioggia protagonista.

Un copione che per certi versi è stato simile in Australia, dove l’acqua ha cambiato non poco i programmi dello spagnolo e della squadra in occasione dell’ultima uscita prima del via del Mondiale. In merito alla situazione, Bautista è stato molto chiaro al termine dei due sesti posti tra Gara 1 e Gara 2: “Al momento siamo al 30% dello sviluppo”. Le sue parole possono essere viste sotto due punti di vista: da una parte come una sorta di incoraggiamento, volto a indicare che il meglio debba ancora venire, visto l’ampio margine di crescita, dall’altra invece come il fatto che il cammino da percorrere sia ancora lungo e in salita.

Nel percorso di adattamento dello spagnolo alla CBR, l’aspetto che più ha messo in difficoltà Bau Bau si è rivelato senza dubbio il carattere del quattro cilindri in linea. Se fino a un anno fa Bautista esaltava il quattro cilindri a V con il suo stile dolce e scorrevole, adesso si ritrova a dover tornare sui banchi di scuola e cambiare, puntando sull’aggressività, aspetto chiave che richiede il motorre della CBR.

Il lavoro non manca, peccato solo non sia possibile metterlo in pratica. Dopo essere saltato il round del Qatar, una tappa che avrebbe aiutato la HRC e lo spagnolo a fare luce sulle difficoltà, la sensazione è che nella migliore delle ipotesi si rimanga fermi fino a giugno, aspettando fiduciosi Misano.

Quattro mesi senza test e gare, dovendo quindi rimanere a quel 30% dello sviluppo dichiarato dal numero 19 a Phillip Island. Trattasi di una mazzata a tutti gli effetti, anche perché nel momento in cui si tornerà in pista sarà poi necessario fare le “corse” in tutti i sensi, dal momento che si preannuncia un calendario compresso e con poche pause.

Non è proprio quello che Bautista e la Honda si sarebbero immaginati dopo essere convolati a nozze lo scorso settembre.      

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