Hamilton: "Sto bene. Pochi tamponi, meglio usarli per chi sta male"

Il campione del mondo rincuora i tifosi sul suo stato di salute. In Italia tanti asintomatici VIP si sono sottoposti al test, mentre Lewis non l'ha fatto pur avendone ampie ragioni

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Lewis Hamilton sta bene, non manifesta sintomi che possano far preoccupare e si tiene in isolamento in modo del tutto volontario. Nei giorni scorsi era scattato un allarme riguardo il suo stato di salute perché aveva partecipato ad una cena in cui era presente l'attore Idris Elba, poi risultato positivo al test per il Coronavirus dopo aver manifestato dei sintomi. 

Hamilton avrebbe dunque potuto sottoporsi al test, per togliersi ogni dubbio, esattamente come hanno fatto tanti altri sportivi. Ma Lewis non l'ha fatto ed ha spiegato le proprie motivazioni in questo post pubblicato sui propri profili Social:

"Ciao ragazzi, spero che stiate tutti bene e che vi teniate impegnati ed in salute. Ci sono state alcune speculazioni riguardo la mia salute, dopo che sono stato ad un evento in cui erano presenti due persone positive al test per il Coronavirus. Voglio fare sapere a tutti che sto bene, mi sento in salute e mi alleno due volte al giorno. Ho zero sintomi, e sono passati 17 giorni da quando sono stato assieme a Sophie e Idris. Sono in contatto con Idris e sono stato felice di sapere che sta bene.

Ho parlato anche con il mio medico ed ho fatto un’altra verifica per capire se fosse necessario sottopormi al test, ma la verità è che c’è un numero limitato di test disponibili e ci sono persone che ne hanno bisogno più di me, specialmente perché non ho sintomi di nessun tipo. Perciò quello che sto facendo è semplicemente mantenermi isolato dalla scorsa settimana, di fatto da quando le prove libere sono state cancellate venerdì mi tengo lontano dalle persone". 

A nostro parere, Hamilton ha dato l'ennesima prova di grande maturità con questo comportamento, esattamente come aveva fatto alla viglia del Gran Premio d'Australia, quando aveva apertamente criticato (leggi QUI) la scelta di tentare di disputare a tutti i costi il GP inaugurale della stagione 2020. In Italia stiamo vivendo un'emergenza sanitaria senza precedenti legata all'esplosione del contagio, e non possiamo fare a meno di notare quanto sia diverso il comportamento di Hamilton rispetto a quello di tanti VIP del mondo dello sport e della politica in Italia.

Lewis avrebbe potuto tranquillamente richiedere il test, ha lo status per farlo e non c'è proprio bisogno di sottolineare che ha ampi mezzi per sostenere qualsiasi eventuale spesa. Ma ha scelto di non farlo, per non togliere magari un singolo tampone più utile alla causa comune, magari destinato a chi davvero sta soffrendo e deve essere curato per questo infido virus.

In Italia invece nei giorni scorsi stiamo assistendo ad una lunga serie di nomi di personaggi pubblici e sportivi, che pur essendo totalmente asintomatici, invece di chiudersi semplicemente nelle proprie quattro mura (che tra l'altro spesso non sono esattamente quattro) hanno preferito sottoporsi al tampone, togliendo in prospettiva la stessa possibilità a chi magari è un semplice cittadino che invece i sintomi li manifesta tutti. 

Spesso in passato sono circolate immagini che ritraggono calciatori che si gettano a terra dopo un calcetto, simulando chissà quali plurifratture ricevute in un contatto che poi si rivela spesso inesistente nei replay. Jorge Lorenzo ha corso ad Assen nel 2013 con una clavicola operata due giorni prima e Capirossi ha disputato più di un GP con una frattura ancora non curata alla martoriata mano, sottoponendosi anche alle torture dei medici per incassare l'ok a correre. 

L'elenco sarebbe ancora lungo ed Hamilton con questo suo comportamento maturo e responsabile non ha fatto altro che arricchire la già folta lista degli esempi disponibili. 

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