La MotoGP si ispira alla F1 e pensa a uno stop per lo sviluppo

Il Consiglio Mondiale della FIA ha mandato le squadre in ferie per 3 settimane, una soluzione che anche il motomondiale potrebbe attuare

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Mentre la MotoGP decide se fermare o meno lo sviluppo, la Formula 1 è già in ferie. Il Consiglio Mondiale della FIA ha infatti deciso che tutti i team dovranno osservare uno stop di 21 giorni tra marzo e aprile. Le scuderie era solitamente tenute a fermarsi per due settimane nel periodo estivo, ma ora si pensa che quei mesi potrebbero tornare utili per recuperare qualche Gran Premio e quindi si è deciso di anticipare (e aumentare di una settimana) le vacanze forzate.

Questa, però, potrebbe non essere l’unica novità per la massima serie a  quattro ruote. Come per il motociclismo, neanche la F1 sa quando ripartirà e quante gare riuscirà a fare. Perdere Gran Premi significa perdere anche introiti e si sta cercando di limitare i danni.

Una delle proposte sul tavolo è quella di posticipare al 2022 la rivoluzione tecnica prevista per la prossima stagione. Secondo i programmi, infatti, nel 2021 dovrebbero debuttare le nuove monoposto, con cerchi da 18 pollici, nuove misure degli alettoni e così via. Si tratta di macchine molto diverse dalle attuali, il che significa grandi investimenti per la progettazione.

L’opzione sarebbe quella di congelare fino al termine del 2020 lo sviluppo delle parti meccaniche e correre nel 2021 con le attuali monoposto, semplicemente evolute. Questa possibilità permetterebbe a tutti i team si risparmiare molti soldi e di potersi concentrare sulle gare in autunno, la stagione dove si potrebbero concentrare molti Gran Premi.

Una soluzione simile, ma con basi diverse, potrebbe tornare utile anche al motociclismo perché sembra difficile, allo stato attuale delle cose, far disputare un campionato regolare sulle 20 prove previste.

Inoltre spostando sempre più i Gran Premi verso l’inverno si ridurrebbe necessariamente il tempo per affrontare con vere innovazioni il mondiale 2021.

Ecco la necessità di fermare e congelare quantomeno lo sviluppo oggi, facendo forse tardivamente quanto è stato impossibile fare a Losail, in Qatar nel Gran Premio che (solo per la MotoGP) non c’è stato.

A situazioni eccezionali si risponde con misure eccezionali. E non sarà la fine del mondo se, per una stagione, si vedrà poca innovazione. Nell’era dei motori 500 a due tempi si faceva (e si spendeva) molto meno di ora, eppure i Gran Premi era egualmente entusiasmanti.

Il mondo delle corse è orgogliosa di avere nel suo DNA la grande reattività, ora è il momento di dimostrarlo. Fermiamo lo sviluppo, riduciamo il numero di gare in calendario.

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