MotoGP, Dall'Igna: "Non mi vergognerei di un Mondiale con soli 10 Gran Premi"

ESCLUSIVO "Correrli tutti non è realistico. Dovevamo punzonare i motori in Qatar ma non è stato possibile. Fermare lo sviluppo sino al 2021? Ci ragionerei con il buon senso"

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Il motorismo, perlomeno in Europa, è fermo. Ducati, Aprilia, KTM hanno chiuso le fabbriche, non solo i reparti corse, e proprio nel momento produttivo più importante della stagione perché è con l’avvicinarsi della primavera che si fanno gli acquisti.

Costretti a casa i tecnici e gli ingegneri del motomondiale sono comunque al lavoro, per quanto possono. Ma è effettivamente utile proseguire lo sviluppo?

Lo abbiamo chiesto a Gigi Dall’Igna, numero uno di Ducati Corse.

“Io personalmente un giorno alla settimana lavoravo già da casa, e tutti noi siamo abituati a lavorare in giro per il mondo - racconta il Generale Gigi - il problema è che la fabbrica è ferma, comprese le line di produzione e questo sarebbe il momento dell’anno in cui si vendono maggiormente le moto. Un problema che c’è oggi e resterà anche quando l’emergenza sanitaria sarà finita…ma ora come ora possiamo solo stare a casa. E’ l’unica soluzione saggia”.

Dall'Igna: "lavoro da casa, ma si possono fare solo simulazioni: i banchi prova sono fermi"

Cosa fa un ingegnere progettista a casa?

“Da casa si può fare tutto sommato poco. Qualcosa dal lato simulazione, ma per sviluppare un motore c’è bisogno della sala prova, c’è bisogno che la gente sia in reparto, monti il motore e prepari gli esperimenti. Al di là delle simulazioni c’è poi bisogno di andare in pista e quindi di gente in reparto che monti le moto e parta e vada nei circuiti a fare le prove. Così veramente si fa poca roba”.

Anche perché, presumiamo, anche i fornitori saranno fermi.

“Per i fornitori in realtà non è proprio così: alcuni di quelli che abbiamo noi sono relativamente piccoli e non tutti sono fermi. C’è n’è qualcuno più strutturato e più grande che ha difficoltà a rimanere aperto, ma quelli più artigianali, ma comunque di altissimo livello e qualità, riescono a continuare le lavorazioni lo stesso”.

Dall'Igna: "Avremmo dovuto punzonare i motori in Qatar ma purtroppo non è stato possibile"

Forse sarebbe stato meglio punzonare motori e carenature a Losail e chiuderla lì.

“Per fare le punzonature a Losail avremmo dovuto essere presenti lì. Avremmo dovuto consegnare i motori preparati, ma non è stato possibile”.

Quale potrebbe essere una soluzione ora? Andare tutti in ferie, come ha già deciso di fare la F.1.

“Sì, tieni presente che tutto il reparto corse Ducati è già in ferie da venerdì scorso. Siamo in ferie”.

Dall'Igna: "Correre tutte i restanti 19 Gran Premio non è un'idea realistica"

E’ stato pubblicato un calendario, poi è stato aggiornato, ma l’impressione è che cambierà ancora.

“L’obiettivo della Dorna, appena dopo la cancellazione del Qatar è stato quello di disputare il maggior numero di eventi, ma credo che oggi non sia più così. Onestamente penso che sia impossibile disputare tutte le gare. Prima era anche giusto provarci ma non avevamo compreso la gravità del problema. Ora di fronte alla situazione attuale sarà impossibile proseguire in questa direzione.  Non è più un’idea realistica. E’ evidente che siamo di fronte ad un problema enorme e quindi non si possono utilizzare logiche normali. Bisogna usare il buon senso.”

Dall'Igna: "Fermare lo sviluppo? Se arrivasse questa proposta ci ragionerei con il buon senso"

Disputare, eventualmente, il mondiale 2021 con le stesse moto del 2020?

“Se qualcuno dovesse avanzare una proposta del genere ci ragioneremo con il buon senso”.

Hai qualche proposta da avanzare sotto questo punto di vista?

“Decidere cosa è giusto fare ora è troppo presto: la situazione è in evoluzione e il programma che si potrebbe fare oggi, domani sarebbe totalmente da rivedere. È sensato aspettare un po’ e fare il punto quando si avrà uno scenario quanto meno attendibile”.

Dall'Igna: "il mondiale non salterà. La situazione è grave, basterebbero anche 10 Gran Premi"

Temi che il mondiale possa saltare, come accadde durante le due guerre mondiali?

“Onestamente penso di no. Anche con un numero di gare minore credo che il mondiale 2020 sia nell’interesse di tutti farlo. Questo è una mia opinione. Sono ottimista. Correrlo su 13 gare invece che 19? Anche se il numero fosse minore di questo io non mi vergognerei a chiamarlo campionato del mondo, ragionevolmente attorno alle 10 gare sarebbe comunque un mondiale equilibrato. E poi anche intestardirsi su un numero di 13 gare è qualcosa che non ha senso: con una situazione così grave le regole possono essere cambiare per il bene complessivo del sistema”.

Dall'Igna: "Senza questo dramma avremmo avuto un campionato più equilibrato rispetto al 2019"

Che mondiale avremmo visto, se il mondiale fosse partito regolarmente in Qatar?

“Probabilmente sarebbe stato un campionato più equilibrato rispetto a quello dell’anno passato. Poi è sicuramente vero che uno stop così lungo può cambiare molte cose anche dal punto di vista dei piloti: un pilota che si prepara mentalmente e fisicamente per il Qatar e poi è costretto ad iniziare a gareggiare tre mesi dopo non è detto che quando riparta abbia le prestazioni di prima. Sia dal punto di vista fisico che mentale. La sua situazione potrebbe essere mutata anche in maniera importante, ma non parlerei di campionato falsato in questo caso. Sono cose che fanno parte del gioco. E’ semplicemente successo e ci si deve adattare."

Avete parlato fino ad oggi di come gestire l’attuale situazione?

“Colloqui al momento non ce ne sono stati ma mi aspetto che accadrà di fare qualche ragionamento nei prossimi giorni perché qualche decisione andrà sicuramente presa”.

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