MotoGP, Claude Michy: "Le Mans non si correrà a porte chiuse. Un GP è una festa"

L'organizzatore del GP di Francia: "Il futuro della MotoGP è in gioco. E' importante che il campionato si svolga, anche con solo 10 gare, se necessario. Se vogliamo avere un mondiale nel 2021, vitale correre anche quest'anno"

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L'emergenza sanitaria legata al Covid-19, lo sappiamo, sta mettendo a repentaglio anche la stagione MotoGP. Certo, il motomondiale è niente rispetto a più gravi problemi ma organizzatori e fans sono impazienti di conoscere le decisioni di Dorna sul calendario. Tra i GP a rischio, quello francese, in programma a Le Mans dal 15 al 17 maggio, due settimane dopo il weekend in Spagna (che, al momento dovrebbe aprire il mondiale) e due settimane prima del GP d'Italia. Ora la Francia, e con lei molte altre nazioni e tifosi di tutto il mondo, attendono di sapere quando, e se, il campionato di MotoGP avrà inizio

“Al momento è molto difficile che il GP si svolgerà a metà maggio come previsto ha detto Claude Michy, organizzatore del Gran Premio di Francia, a L’EquipeHo parlato con Carmelo Ezpeleta al telefono e la conclusione della nostra conversazione è che il virus comanda. Decideremo il da farsi nella prima settimana di aprile, non c’è bisogno di affrettarsi”. 

Tra le ipotesi ci sarebbe anche la possibilità di una cancellazione oppure di una manifestazione a porte chiuse. Da non sottovalutare è anche la situazione economica generale in cui l'Europa si "sveglierà" dopo questo periodo di crisi. 

“Il motociclismo è uno sport internazionale e per organizzare un GP, tutti i partecipanti e le squadre devono essere in grado di viaggiare. Anche il pubblico deve poter accedere al circuito perché un Gran Premio è una festa. Se alcune partite di calcio si sono svolte a porte chiuse è solo per via dei diritti televisivi, se non ci fossero quelli non ci sarebbe più il calcio professionistico. Ma per quanto riguarda le moto posso dire che non ci sarà una gara senza pubblico. Un altro aspetto da considerare è quello economico, perché se l’economia mondiale sarà a terra il campionato non potrà essere disputato perché sponsor, clienti e partner non potranno seguire il mondiale”.

Oltre che la cancellazione, però, ci sono anche delle possibilità di recupero per il GP di Francia. 

“Si, nel mese di giugno, soprattutto nel weekend del 14, visto che la 24 Ore di Le Mans è spostata. Tutto dipenderà dalla situazione sanitaria ma non credo sia impossibile. Se non riusciremo a ricollocare il GP in una data a giugno, sarà molto complicato, dato che la maggior parte dei weekend liberi sono già stati assegnati ai primi GP da rinviare. La cosa più importante è che il campionato si svolga, anche con solo 10 o 11 gare se necessario. Il futuro di questa competizione e delle squadre è in gioco e se vogliamo avere un campionato nel 2021, ce ne deve essere uno nel 2020”. 

Quale sarà il futuro del GP di Francia se quest’anno non dovesse svolgersi?

“Più che al GP e a me penso soprattutto agli altri fornitori di servizi e alle piccole strutture che vivono in parte di questi eventi e si troveranno ad affrontare grandi problemi di cash flow. Noi, abbiamo la possibilità di rimanere in pista se staremo attenti".

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