MotoGP, Suppo: "Se non si corre si fermano i pagamenti a team e piloti"

L'ex team principal di Honda e Ducati: "ogni contratto ha clausole diverse, ma anche gli sponsor potrebbe fermare i loro investimenti"

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Lo stop del campionato MotoGP non è un problema esclusivamente sportivo, ma anche economico. Come ci ha spiegato Fausto Grasini ieri, i team sono delle aziende e non correre per loro significa non lavorare, con ripercussioni su tutti i dipendenti.

Sul tema è intervenuto anche Livio Suppo, a lungo team principal di Ducati e Honda, che ha parlato dell’attuale situazione alla trasmissione Paddock di Franco Bobbiese.

Naturalmente in questo momento i problemi dello sport passano in secondo piano - la premessa - Nei contratti con sponsor e piloti ci sono diverse clausole in caso di emergenze, di cause forza maggiore - ha spiegato - Se il campionato non si potrà disputare, gli sponsor non sono tenuti a pagare e a questo punto anche i piloti a ricevere il proprio ingaggio”.

Suppo è entrato nel dettaglio.

Lo stipendio di un pilota è diviso in due parti: una è legata alla performance sportiva e l’altra al diritto immagine. In caso di stop il primo non può essere utilizzato, quindi a seconda degli accordi presi i pagamenti si interrompono, come succede quando un pilota si infortuna”.

Naturalmente è difficile fare un discorso generale, perché ogni caso è a sé e ogni pilota ha stipulato clausole diverse.

Dipende dalla forza di contrattazione delle parti al momento dell'accordo- ha sottolineato Livio - Per esempio ci sono delle multe previste per determinati comportamenti. L’unico caso in cui io abbia fatto una multa è stato per Jack Miller che combinava disastri perché beveva. Gliel’avevo fatto da papà, per ricordargli quanto gli sia costata l’ultima birra e ha funzionato. Invece, per fare un ‘altra esempio, a Casey Stoner nel 2009 fu pagato tutto lo stipendio anche se aveva saltato 3 gare”.

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