Moto2, GP Qatar: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Nagashima sale sul podio insieme a Tomizawa, Baldassarri e Bastianini promossi, ma in Moto3 gli italiani vanno a vuoto

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Pronti, partenza, via. Ma senza MotoGP. Il Gran Premio del Qatar sarà ricordato come il fine settimana senza la classe regina, fermata dal coronavirus. Ci hanno pensato Moto2 e Moto3 a non farla rimpiangere, dando spettacolo in questo inizio di campionato a metà.

Nagashima ha portato sul podio Tomizawa, Baldassarri e Bastianini hanno infuocato la gara con i loro sorpassi, Marini ha illuso prima di cedere e finire la gara a terra.

In Moto3, solo delusioni per gli italiani che, per un motivo o per l’altro, hanno raccolto poco o niente. Per rifarsi bisognerà aspettare la prossima gara, anche se nessuno sa quando  dove sarà.

IL BELLO – Lacrime e gioia dopo una vittoria che vale di più di 25 punti o del proprio nome scritto sulle statistiche del motomondiale. Tetsuta Nagashima ha dato il più bel finale possibile a una storia triste. Su quel gradino più in alto di tutti, sul podio del Qatar, ha portato anche Shoya Tomizawa. Sembra una favola, è il bello del motociclismo.

IL BRUTTO – Scontato, perché un Gran Premio senza MotoGP è come una vacanza in cui piove tutti i giorni, una cena che si ferma all’antipasto. L’unica traccia della classe regina sono state le casse delle moto nel paddock, in attesa di volare chissà dove. Di più non si poteva fare, non resta che attendere.

IL CATTIVO – Va dietro alla lavagna, o resta al box. La Direzione Gara non ha più nessuna voglia di tollerare i comportamenti dei piloti della Moto3, (quasi) tutti campioni del mondo nella ricerca del traino migliore. Chi lo farà ne pagherà le conseguenze, salate, e perderà il turno successivo. Idem per chi uscirà dalla pista e ne sa qualcosa Masia, che ha perso il podio per quella infrazione. Regole troppo dure? Forse, ma per evitare il Far West degli scorsi anni lo sceriffo ha dovuto aprire la prigione.

LA DELUSIONE – Dopo più di un anno, sul podio della Moto3 non è salito neppure un italiano. Si cercava l’erede di Dalla Porta, ma in Qatar non ha risposto nessuno all’appello. Arbolino, Vietti, Migno, Fenati erano le nostre armi migliori, tutte spuntate. Sperando che il buon giorno non si veda dal mattino.

LA CONFERMA  –  Lorenzo Baldassarri ed Enea Bastianini, entrambi promossi al primo esame dell’anno. Nel finale della scorsa stagione, per motivi diversi, si erano meritati il cappello con le orecchie da asino. Nell’inverno si sono applicati, hanno studiato e ne è venuta fuori per entrambi una gara bella e concreta. Bisogna solo (si fa per dire) continuare così.

L’ERRORE – Non è chiaro quale sia stata la causa, ma qualcosa è andato storto. Non è possibile stare al comando per più di metà gara e poi, in 6 giri, ritrovarsi al margine della zona punta. La gomma anteriore è stata il problema di Luca Marini, ora bisogna capire il perché.

LA SORPRESA  – Leggere una classifica e trovare i nomi Roberts e Gardner appaiati fa sembrare di essere tornati indietro nel tempo. Joe, però, non ha niente a che fare con la dinastia dei Kenny, a parte avere lo stesso passaporto e il vizio della velocità. Era da un po’ che non si parlava di USA nel motomondiale, il ragazzo di Malibù ha riportato di moda la bandiera a stella e strisce.

IL SORPASSO – I motori sono tutti uguali, ma qualcuno è meno uguale degli altri. A vedere le prestazioni di Enea Bastianini sul rettilineo, venivano dei dubbi sulla freschezza del suo 3 cilindri Triumph. Così di sorpassi ne ha subiti tanti.

LA CURIOSITA’ –  Il team Boe Skull Rider Facile Energy ha deciso di puntare sugli italiani con Davide Pizzoli e Riccardo Rossi. Ha un curioso record: è la squadra più giovane, i due piloti danno 37 anni in due.

IO L’AVEVO DETTO – Un inverno passato a fare previsioni per la prima gara della MotoGP. Abbiamo sbagliato tutti.

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