Moto2, GP Qatar, Joe Roberts il nuovo protagonista allenato da John Hopkins

L’americano è stato il più veloce della prima giornata di prove libere a Losail, scopriamo chi è il talento guidato dall’ex pilota della top class

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L’1’58’’421 firmato nella serata del venerdì di Losail ha stupito un po’ tutti, sia per il tempo in sé, di 242 millesimi più veloce del record della pista fatto segnare da Lorenzo Baldassarri nel 2019, sia per il nome del pilota che lo ha firmato: Joe Roberts. 

Sconosciuto ai più, l’americano è alla sua terza stagione completa in Moto2, aveva già corso cinque GP nel 2017 con il team ARG in sostituzione di Yonny Hernandez, ma nel 2018 e 2019 ha collezionato solo 9 punti (in totale) rimanendo sempre in sordina nella seconda metà del gruppo della classe di mezzo. Prima del motomondiale, però, Roberts ha corso dal 2011 al 2013 nella Red Bull Rookies Cup vincendo XX gare e siglando XX pole position. Nel 2013 ha gareggiato alcune gare nel campionato AMA Daytona Superbike diventando il più giovane vincitore di gara dell'AMA Pro Rad. Nel 2014 ha partecipato a tempo piano al campionato con la Honda del team Hammer e nel 2015 si è spostato nella classe Superstock 600 dove ha vinto il campionato. Il 2016 doveva essere l'anno della conferma sempre nel campionato AMA ma in Supersport, Roberts, però, è stato costretto a saltare diverse gare per infortunio. Nel 2017 è tornato in Europa, nel CEV Moto2, prima di debuttare nel motomondiale, come detto, in sostituzione di Hernandez. 

Joe è nello stesso team dello scorso anno, l’American Racing che fu KTM e che ora è Kalex, telaio che, a giudicare dalla prestazione di oggi, è molto meglio digerito dall’americano. In realtà Roberts si era distinto anche nei test della scorsa settimana chiudendo al nono posto della combinata dei tre giorni di Losail e stupendo gran parte dei piloti, tra cui anche Luca Marini. “Joe era già andato bene nei test – ha dichiarato il pilota dello Sky Racing Team VR46 – sarà anche lui della partita quest’anno, la categoria è sempre più equilibrata”.

La vera domanda è se l’equilibrio di cui ha parlato Marini e se le prestazioni di Roberts si ripeteranno anche in qualifica ed in gara e per tutto il resto della stagione. Per ora, però, non potendo risalire in moto almeno fino alle FP3, l’americano si sta godendo il momento: “È incredibile - ha detto Roberts al termine delle FP2 - Venire da dove ero l'anno scorso, battere il record ed essere primo, anche se è solo il primo giorno, è davvero una bella sensazione. Oggi ho festeggiato come se avessi vinto la gara come se avessi vinto la gara. Non avrei mai potuto nemmeno sognare una giornata come questa e non vedo l’ora di risalire in moto e continuare, domani e per tutto il resto della stagione. Per tutto questo devo ringraziare il team che mi ha fatto raggiungere questo livello e il mio coach John Hopkins che mi ha dato dei consigli davvero importanti per riuscire a fare questo tempo”. 

Avete letto bene, John Hopkins. L’ex pilota di MotoGP, protagonista di sette stagioni nella top class con Yamaha, Suzuki e Kawasaki è il coach di Joe Roberts e sul giovane talento americano ha le idee ben chiare:Il talento non gli manca, ne ha come tutti i piloti di questa categoria, se non di più – ha detto Hopkins a MotoGP.com - Io gli ho solo detto di andare in pista e fare in modo che tutto ciò accadesse, e lui l’ha fatto. Fare un tempo del genere è una combinazione di cose ma la fiducia in sé stessi è tutto, e a lui è sempre mancata. Ora però sta recuperando”.

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