MotoGP, Meda: "Il GP del Qatar? Problema e opportunità. Tante novità su SKY"

"Faremo vivere il fine settimana agli appassionati attraverso gli occhi di Rosario Triolo che è a Losail. Una grande opportunità per Moto2 e Moto3"

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Guido Meda aveva preparato la stagione MotoGP in modo certosino, lavorando su tante idee da realizzare per fornire agli spettatori un piatto gustoso, ovvero il racconto delle imprese di tutti i piloti in pista. Il telecronista e responsabile della Redazione Motori di SKY ha però dovuto rinunciare a mettere in pratica tutte quelle idee nella prima tappa del mondiale in Qatar, perché il Coronavirus ha di fatto tarpato le ali al Paddock privando la pista dell'azione delle MotoGP, ma non solo.

Tanti giornalisti italiani non hanno potuto raggiungere Losail e per SKY sarà presente nel Paddock il solo Rosario Triolo accompagnato dal cameraman Alessandro Vermini. Per fortuna buona parte dello staff tecnico era già sul posto prima dello stop agli ingressi per chi era stato in Italia, ma la situazione in essere non permetterà di fatto di vivere un fine settimana normale neanche a chi la MotoGP avrebbe dovuto raccontarla. Abbiamo pubblicato la chiacchierata tra Guido Meda e Paolo Scalera sull'argomento nel nostro Podcast, scoprendo che quello che oggettivamente è un problema è stato trasformato da Meda e dalla sua squadra in una opportunità. Queste le parole di chi ogni domenica accompagna con la sua voce le imprese dei piloti in pista e lavora per offrire un grande spettacolo agli appassionati che seguono da casa. 

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Niente MotoGP in Qatar. Come hai vissuto questa situazione?

"Abbiamo vissuto questa situazione con  rassegnato fatalismo, come credo sia successo anche a te. Ad un certo punto sembrava che ci potesse essere una sorta di corridoio sanitario, una specie di esenzione per gli italiani diretti in Qatar. Poi in realtà l’aumento dei numero dei contagiati in Italia ha portato le autorità del Qatar improvvisamente e secondo me legittimamente diffidenti nei confronti degli italiani, portando alla decisione di neutralizzare anche l’eccezione. In realtà era un po’ nell’aria, in questi casi è giusto farsi delle aspettative ed essere ottimisti però poi bisogna anche mettersi in posizione d’urto se necessario, ci sta".

Meda: "Quando fai Sport, devi accettare certe emergenze. Per il bene di ogni comunità"

Ci sei rimasti male, come tanti altri. 

"Si, ci siamo rimasti male perché come a chi ha tanta voglia di vederle le gare, a noi piace piace fare il nostro lavoro, come piace a voi di GPOne. Piace andare alle gare dopo un inverno di preparazione, hai voglia di tornare sul campo e senti quella passione bellissima che si risveglia in questo periodo. Rinunciare alla gara di apertura del mondiale, o almeno al terzo più importante della gara di apertura, è amaro. Però secondo me dipende dai casi. Questo ovviamente è il periodo in cui tutti diventano virologi, professori, tutti hanno una soluzione. In realtà forse ci sono dei casi in cui si deve essere consapevoli che le emergenze accadono e che se fai sport devi essere predisposto più di altri ad accettarle. Magari si devono fare dei sacrifici, dei passi indietro e delle rinunce a vantaggio della comunità. In questo caso parliamo della comunità del Qatar, ma se si sospenderanno a breve tutti gli eventi sportivi in Italia lo faremo per gli italiani. Bisogna accettare questa situazione e per aiutare i più deboli ed evitare che il contagio si diffonda, dovremmo fare a meno di qualcosa per un po’. 

Non sarà un fine settimana di gara normale per SKY. 

"Di certo è inutile nascondersi dietro ad un dito e magari far finta di essere lì. Non ci siamo, o almeno siamo lì a ranghi ridotti. Per la gara di debutto del mondiale avevamo previsto di andare in Qatar in massa, perché per noi è una sorta di Prima della Scala. Avremmo voluto fare un lavoro bello ed appassionante. In realtà poi alcuni dei nostri tecnici che sono spagnoli, sono già lì e parliamo di circa due terzi del comparto tecnico, quello che fa funzionare la regia. E’ in Qatar anche Rosario Triolo con Alessandro Vermini, uno dei nostri cameraman. Erano lì per i test Moto2 e Moto3 e sono riusciti ad evitare il blocco. Quindi noi sul posto abbiamo loro due più l’apparato tecnico che abbiamo alle spalle".

La programmazione ne risentirà?

"E’ chiaro che faremo meno cose rispetto al normale, perché non avremo quattro o cinque giornalisti che vanno in giro, non avremo il commento tecnico dai box, ognuno col suo cameraman. Ne avremo uno solo che si farà probabilmente in quattro ma evidentemente non potranno produrre la quantità di materiale che di solito produciamo. Detto questo, la nostra programmazione resta uguale, con approfondimenti che faremo Live".

Meda: "Faremo vivere il Paddock agli appassionati attraverso gli occhi di Triolo"

Un bel problema non essere a ranghi completi. 

"Secondo me i problemi devono sempre essere trasformati in opportunità ed in questo caso l’opportunità è cercare di portare l’appassionato nel Paddock e fargli vedere attraverso gli occhi di Triolo le cose che ci sono al momento lì. Cercheremo di fare dei reportage con un taglio più LIVE. Poi seguiremo tutte le sessioni regolarmente, il sabato incrementeremo un po’ lo sforzo da Milano, il che non è affatto scontato perché in questo momento non è facilissimo muoversi e lavorare a Milano. Cercheremo di fare il miglior sabato possibile ed ovviamente una domenica alla grande, compatibilmente con il fatto che purtroppo mancherà in pista la MotoGP". 

Come la gestirai la presenza di Triolo?

"La cosa curiosa per noi in questo weekend è che, anche se non abbiamo ancora deciso definitivamente, potrebbe succedere che per non perdere il contatto con i box ed avendo giù soltanto Triolo, Rosario possa questa volta essere l’inviato al box e sentire me come telecronista per le sue categorie. Non abbiamo sul posto Antonio Boselli né Sandro Donato Grosso, perché entrambi non hanno fatto in tempo per arrivare in anticipo. Presumibilmente in cabina di commento ci saremo io, Pasini e Sanchini con Triolo dai Box. Boselli e Donato Grosso saranno di supporto per mettere assieme del materiale". 

Pensi che l'informazione sullo stop sia arrivata nei tempi corretti?

"Secondo me gli organizzatori fanno il possibile fino all’ultimo momento per salvare i Gran Premi. Se poi vai a fare due conti sui soldi dei voli che purtroppo non verrano rimborsati, di certo è tardi, ma non dipende da nessuno. Dipende dalla decisione legittima del Qatar, che si è giustamente spaventato per le brutte notizie che arrivavano dall’Italia ed ha chiuso. In questo momento non è assolutamente possibile prendersela con nessuno. Chi organizza fa il possibile per portare avanti gli eventi e questo avevano fatto. Evidentemente per il Qatar quelle cifre sono state fatali".

Meda: "Non mi illudo riguardo Austin, ma dal punto di vista aziendale sono ottimista"

Austin per ora è confermata, tu sei preoccupato che possa saltare?

"Per il momento, così come stanno facendo in Australia per la Formula 1, negli Stati Uniti intendono andare avanti. Però mi sembrano molto più determinati gli argentini, che probabilmente per motivi culturali e geografici, in quella zona specifica si sentono più distanti dal problema di chi magari è a Buenos Aires. Lì sembra più facile andare avanti. Credo che negli Stati Uniti manterranno la possibilità di correre fino all’ultimo, fino al punto in cui dovesse diventare proprio impossibile andarci. Io non mi sto illudendo troppo su Austin dal punto di vista personale, mentre da quello aziendale si. Penso che se si correrà, noi che le corse le raccontiamo dobbiamo esserci". 

Una volta le stagioni erano di sei o sette Gran Premi e recuperare una gara non era un problema. Adesso ce ne sono 20, magari sono diventate troppe?

"Se la guardo dal punto di vista dell’appassionato ed anche da quello puramente televisivo se vuoi, a me piacerebbe che fossero 40 i Gran Premi. Magari ho esagerato, perché serve anche del tempo da poter dedicare alla famiglia, alle proprie passioni. Però non mi meraviglierebbe così tanto se le stagioni si allungassero ancora e se si potessero correre le gare di moto tenendo alta l’attenzione sulle moto, anche nei mesi invernali. Oggi questi sport muovono una serie di stimoli che si tende a far perdurare il più a lungo possibile. Nella fattispecie immaginare che il Coronavirus potesse arrivare diventando il disastro che è, non credo davvero che lo potesse fare nessuno. Non mi interrogo sulla lunghezza del calendario, perché in questo momento è in relazione al Coronavirus". 

Meda: "Moto2 e Moto3 sono sempre più seguite, il Qatar sarà una chance"

Da un certo punto di vista non avere la MotoGP in pista potrà essere una bella opportunità per spingere Moto2 e Moto3, che sono sempre spattacolari. 

"La MotoGP è cresciuta tanto negli anni, abbiamo Case e piloti italiani veloci in pista. Poi c’è oggettivamente un bombardamento mediatico al quale siamo sottoposti con la MotoGP e non è più come una volta, quando la 125 o la 250 potevano essere per il pubblico italiano l’evento principale della giornata perché c’erano italiani forti che ci correvano. Oggi è fuori da qualsiasi dubio che, Rossi o non Rossi, la MotoGP pesa molto di più, però devo anche dire che nel 2019 abbiamo visto un grande aumento dell’audience sia su Moto2 che Moto3. La gente ha capito che quelle battaglie lì sono divertenti da vedere. Questa del Qatar sarà senza dubbio una occasione per dare una luce che dimora non si riesce a dare a queste categorie, perché la MotoGP mangia tutto. Sono d’accordo con te sull’idea di dare maggior spazio e ti dico che stiamo lavorando anche in quella direzione". 

Quali novità devono aspettarsi gli appassionati da SKY quando le cose torneranno nella norma?

"Il nostro inverno è un periodo di programmazione, di organizzazione del lavoro in vista della stagione. E’ anche una fase creativa e per questo 2020 avevamo pensato a delle cose molto belle e dobbiamo riuscire a farle. Vogliamo ad esempio provare delle moto da corsa, come se fossimo dei piloti della domenica. Magari una MotoGP, qualche moto di Pasolini, o di Cadalora. Forse anche qualche 500 due tempi. Sperando che l’emergenza Coronavirus finisca presto, questa è una idea che vogliamo portare avanti. Io ancora non riesco a dimenticare quel giorno a Valencia quando ci fecero provare le MotoGP, c’eri anche tu. IL nostro mestiere è bello perché queste cose le puoi raccontare e penso che noi abbiamo la curiosità da motociclisti di tutti i giorni, per cui diamo meno per scontate delle cose a cui un pilota professionista non bada. Quest’anno poi faremo dei documentari, delle produzione originali. Abbiamo in mente di realizzare una sorta di fiction sulla stagione e vedrai i piloti recitare e fare delle cose che non ti aspetti". 

 

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