SBK, Phillip Island: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Un vero e proprio ritorno al passato quello della Superbike in Australia, ma a quanto pare la verità non è stata detta fino in fondo

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aChe weekend quello di Phillip Island! Sarà anche vero che la sveglia alle 5 del mattino non era certo delle migliori, ma coloro che hanno optato per la levataccia all’alba non avranno di sicuro avuto rimpianti.

Già, perché il round australiano ci ha riportato indietro ai vecchi tempi, regalandoci gare che hanno tenuto gli appassionati col fiato in gola fino all’ultimo metro e un copione che è stato letteralmente stravolto rispetto a quella che erano le anticipazioni. In tre gare ben tre vincitori diversi, di più non era davvero possibile per inaugurare questo 2020.

I presupposti sono quindi dei migliori, anche se bisogna comunque ammettere che la particolarità di questa pista tende a esaltare lo spettacolo in pista, annullando di fatto i valori reali. Quelli che saranno lo scopriremo strada facendo, per il momento preferiamo goderci quanto offerto dal weekend.

IL BELLO – Un debutto del genere non l’avrebbe sognato nemmeno lui stesso! Invece è tutto vero. Stiamo parlando di Alex Lowes, protagonista indiscusso del weekend australiano. Nel fine settimana in cui tutti aspettavano Rea, a vincere è stata la Kawasaki che non ti aspetti, ovvero quella del britannico. Alzi la mano chi avrebbe mai pensato a una Gara 2 vinta in quel mondo, con tanto di successo soffiato al compagno di box. Probabilmente nessuno! Invece Alex ha saputo prendersi in un solo colpo vittoria e testa del Mondiale. Speriamo per lui che, chi ben inizia, è a metà dell’opera.  

IL BRUTTO – L’indizio era di quelli da non sottovalutare, invece ci siamo sbagliati anche questa volta. Già, perché a Phillip Island la BMW si è sciolta come neve al sole, tanto che Sykes è stato costretto a tirare i remi in barca da subito. Peccato davvero dopo la 50^ pole in carriera siglata da Tom il sabato mattina, dal momento che le aspettative si erano impennate. 

IL CATTIVO – Phillip Island è la sua pista, tanto che l’obiettivo era quello di salire sul podio come un anno fa. Leon Haslam l’ha invece visto dal basso, al termine di un weekend dove è stato chiamato a fare i conti con la nuova CBR 1000 RR-R. Peccato poi per quel tamponamento ai danni della Ducati di Rinaldi, che ha messo entrambi fuori gioco.   

LA CONFERMA – Il personaggio ha bisogno di poche presentazioni, di conseguenza non mancava la curiosità nei suoi confronti dopo quanto fatto vedere la scorso anno da Alvaro Bautista in sella alla V4. Alla fine Scott Redding ha scelto la strada della costanza, portando per ben tre volte di fila la Rossa al terzo posto, dopo aver lottato di sciabola e fioretto con la concorrenza. Vi chiedete come mai? Semplice: “Ho studiato Rea e ho adottato la sua mentalità”.

LA DELUSIONE – Era il suo debutto in sella alla MV Agusta e peggio di così non poteva proprio andare. Una domenica da horror quella di Randy Krummenacher in Australia, la cui corsa è finita dopo nemmeno tre tornate per una grossa ingenuità. Da un pilota come lui ci aspettiamo ben altre cose.

L’ERRORE – Non vogliamo sapere quali calcoli riguardanti la benzina siano stati fatti nel box Yamaha di Razgatlioglu prima del via di Gara 2 e nemmeno cosa sia passato nella testa del turco a 3 giri dalla fine. Sta di fatto che l’errore pesa come un macigno, dal momento che Toprak è stato costretto ad alzare bandiera bianca proprio sul più bello.  

LA SORPRESA – Un debutto col botto, proprio così! Giù il cappello di fronte alla prestazione super di Andrea Locatelli, che alla prima presenza nella SSP ha fatto centro, dominando a tutti gli effetti in terra australiana. Merito suo, ma anche del team, chiamato per l’occasione a cimentarsi nel cambio gomma, cosa che raramente si vede nelle due ruote.  

IL SORPASSO – Tra Gara 1, Gara 2 la Superpole Race non ci siamo certo annoiati. Il sorpasso più bello? Difficile fare una scelta, lasciamo a voi il compito! Anche se quello di Rea ai danni di Toprak non è stato per niente male!

LA CURIOSITA’ – Poco prima del via di Gara 2 c’è stato anche il tempo per tagliare una fetta di torta in griglia. Avete capito bene! Già, perché nel weekend, il circuito australiano ha festeggiato la 30^ presenza nella storia della derivate sul tracciato australiano.

IO L’AVEVO DETTO – Van der Mar venerdì: “Ho tutto per arrivare sul podio. Pertanto deve essere così, voglio che sia così e dovrà essere così”. Purtroppo per il nostro Michael, l’erba voglio non esiste nemmeno nel giardino del Re.

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