SBK, Anomalia Ducati: la Panigale V4 non sorpassa più in rettilineo

Un anno fa di questi tempi Bautista fulminava gli avversari, ora la Rossa deve fare i conti con il peso di Redding, ma c’è anche un’altra questione

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Riavvolgiamo il nastro a un anno fa di questi tempi, ovvero a quando Alvaro Bautista e la Ducati regalarono ai tifosi della Rossa un weekend da incorniciare a Phillip Island. Nessuno si sarebbe aspettato di vedere un impatto del genere da parte dello spagnolo e della V4 nel Mondiale Superbike. Già, perché Bautista non aveva soltanto vinto, bensì aveva dominato a tutti gli effetti, facendo bottino pieno.

Oltre alle vittorie, l’aspetto più rilevante furono i 20 secondi rifilati in gara alla concorrenza, senza scordarci la velocità di punta massima fatta registrare dalla Rossa. Un copione che si rivelò tale per i primi quattro round stagionali, tanto che nessuno fu in grado di mettere i bastoni tra le ruote alla coppia Bautista-Ducati. Fu infatti necessario attendere il weekend di Imola per rompere quel dominio in rosso.

La Ducati, infatti, era una sorta di rullo compressore, che in pieno rettilineo fulminava gli avversari, facendo leva sulla potenza del V4 e allo stesso tempo sulla conformazione fisica di Alvaro, il cui peso si aggirava attorno ai 60 kg. Moto e pilota sembravano quindi essere una cosa unica, tanto che il binomio sembrava essere perfetto.

Un anno dopo, il weekend di Phillip Island ci ha lasciato diversi interrogativi. Già, perché quella superiorità manifesta dalla Rossa sembra non esistere più. Un esempio può essere Gara 1, dove Redding si è trovato in diverse occasioni in scia a Lowes, ma non riusciva a sorpassarlo. In molti prevedevano infatti che la Ducati si sarebbe mangiata facilmente la Kawasaki, invece il britannico ha domato facilmente il rivale, a tal punto da tenerlo dietro. L’aspetto ha incuriosito, tanto che Redding nel post gara ha spiegato il motivo: “Purtroppo peso 15 kg in più rispetto a Bautista e questa cosa va ad incidere non poco sulle prestazioni del motore in rettilineo”.

Scott ha ammesso che il motivo dipende esclusivamente dal suo peso, superiore di gran lunga a quello dello spagnolo. A parte ciò c’è un altro interrogativo che tiene banco in casa Ducati, riguardante i giri del motore della Rossa. Già, perché la Panigale V4 ha iniziato la stagione con 16.100 giri, gli stessi che si è portata dietro dalla passata stagione, dopo che l’Organizzatore gliene aveva rimossi 250 a seguito del weekend di Aragon.

Come ben sappiamo, Dorna e FIM possono intervenire sul limite di giri motore in ogni momento della stagione per riequilibrare i valori in campo. Peccato che quella sia una questione riguardante la scorsa stagione e non quella nuova, dove in Ducati vorrebbero che si ripartisse da zero, consentendo alla Rossa di scendere in pista con gli originali 16.350 giri. La domanda sorge quindi spontaneo: è giusto che i valori della precedente stagione vadano a influenzare quelli della seguente o una volta che si chiude un Mondiale  e riparte quello seguente sia necessario un reset?

L’interrogativo è aperto e sinceramente non sappiamo quanto possano incidere o meno 250 giri. Sta di fatto che questo rappresenta un grattacapo non da poco per gli uomini in Rosso, chiamati a trovare le dovute contromisure.   

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