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MotoGP, CASO DOPING. La sentenza su Iannone attesa in pochi giorni

La difesa ha presentato 100 pagine per scagionare Andrea, se la CDI lo ritenesse colpevole potrebbe fare appello al TAS

MotoGP: CASO DOPING. La sentenza su Iannone attesa in pochi giorni

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Mancano solo pochi giorni per l’inizio del campionato in Qatar e il futuro di Andrea Iannone rimane incerto. Il pilota di Vasto è stato sospeso il 17 dicembre da ogni attività sportiva dalla Federazione  Motociclistica Internazionale, dopo essere stato trovato positivo in un controllo antidoping al drostanolone, uno steroide. A inizio mese, il 4 febbraio, era stato convocato dalla Corte Disciplinare Internazionale della FIM per l’udienza. I tempi del giudizio sembravano potere essere brevi, ma così non è stato.

Infatti, sia ad accusa che difesa erano stati concessi altri giorni per potere acquisire altri documenti a favore delle proprie tesi. Lo ha fatto l’accusa e venerdì scorso, come riporta la Gazzetta dello Sport, anche la difesa. Si tratta di 100 pagine per dimostrare che Iannone è stato vittima di una contaminazione alimentari, cioè la sua positività alla sostanza proibita è stata causata dall’avere mangiato carni di animali allevati con steroidi.

Già nella prima udienza alla CDI, la difesa di Iannone aveva sostenuto questa tesi, inoltre aveva portato anche i risultati del test sul capello a cui Iannone si era sottoposto volontariamente e che non mostrava presenza di steroidi. Questo non era bastato però a convincere i tre giudici federali, che avevano dato alle parti altro tempo per raccogliere altra documentazione.

Ora tutte le carte sono nelle mani della CDI, che deve decidere, dopo che l’accusa aveva chiesto 4 anni di squalifica per Andrea. In teoria ha tempi lunghi, fino a 45 giorni, ma la speranza è che la sentenza arrivi prima, magari anche a giorni, ancora prima dell’inizio del campionato. Non è però scontato che si tratti di un’assoluzione.

In caso di una decisione di colpevolexza, Iannone ricorrerebbe al TAS (il Tribunale Aribitrale Sportivo) che in passato ha già accettato in vari casi il test del capello come prova di non colpevolezza. Questo appello, però, avrebbe i suoi tempi, quindi altre settimane se non mesi per arrivare alla fine di una vicenda che potrebbe mettere fine alla carriera del pilota e sta provocando grossi disagi all’Aprilia.

Andrea, infatti, è salito una sola volta sulla nuova RS-GP: sui cavalletti per le foto di rito per la presentazione della squadra. La Casa di Noale, dopo avere investito risorse umane ed economiche sulla nuova moto, si ritrova ad avere, di fatto, un solo pilota, Aleix Espargarò, con Bradley Smith promosso da collaudatore a pilota per forza maggiore.

Tra pochi giorni le MotoGP correranno veloci, una qualità che la giustizia sportiva non sembra avere.

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