SBK, Rea contro Sykes: "mi ha centrato, e non è la prima volta che lo fa”

“Era già accaduto in passato e lo farà ancora. Io ero davanti e lui mi ha tamponato. Era il primo giro, della prima gara dell’anno. Poi sono caduto forzando per recuperare”

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La sua gara è durata meno di cinque minuti. Un inizio di stagione amaro per Johnny Rea, che a Phillip Island riscopre il sapore del ritiro. Prima il contatto con Sykes, poi la caduta nel tentativo di sopravanzare Rinaldi e tentare la rimonta. Si è conclusa lì la gara del nordirlandese, che rimedia la seconda caduta per colpa propria negli ultimi sei anni.

Proprio il contatto con Tom e il seguente incidente sono i temi caldi del sabato di Phillip Island.

Non ho idea di cosa sia successo – ha esordito Rea - sono stato colpito da lui sul posteriore, ero davanti. Forse non ho fatto del mio meglio per rimanere in sella alla moto ed evitare quanto accaduto. Che dire, peccato! Nonostante  quell’errore ho provato a portare a casa il maggior numero di punti, ma non ci sono riuscito”.

Cosa è successo quando hai superato Rinaldi?

“Nel momento in cui ho tentato di passare Michael ho perso anteriore e sono finito a terra. Peccato, perché mi sentivo davvero bene con la moto e potevo portare a casa  dei punti. La cosa più importante è non aver rimediato infortuni. A questo punto meglio pensare alla gara di domani, anche se non ho dati su cui basarmi”.

Cosa pensi del contatto con Tom?

“Sinceramente non capisco Sykes. Era il primo giro della la prima gara dell’anno. Non voglio dire più di tanto, dato che non ho voglia di sollevare polemiche. Dispiace perché non è la prima volta che si comporta così. Era già successo in passato, in Repubblica Ceca a Brno, e in quell’occasione andò peggio a me. Come ho detto non è la prima volta e non sarà nemmeno l'ultima"

Johnny, fa strano partire con uno zero.

“Dispiace ovviamente per il ritiro, però questa è una stagione lunga e siamo soltanto all’inizio. Sono convinto che sarà comunque un 2020 interessante, in cui dovremo ragionare gara per gara, senza pensare troppo in avanti”.

Nel momento in cui sei ripartito hai mostrato però di avere un gran passo. Giravi circa tre secondi più veloce rispetto agli altri piloti.

“Ovviamente non ho pensato a fare una gara conservativa. L’unica cosa che mi interessava era quella di colmare il gap dai piloti che mi precedevano. Ci ho provato, ma sono finito a terra. Senza quell’inconveniente sarei potuto arrivare nel gruppo in cui c’era Davies, attorno all’ottava posizione, ma è inutile stare qua a parlarne”.

Hai visto la gara?

“Ero al centro medico per sottopormi ad alcuni controlli. La cosa che ho notato è che in gara riuscivo a essere quattro secondi più veloce in confronto al 2019, ma alla fine non conta nulla. Conta invece non essersi fatti male ed essere pronti per domenica”.

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