La SBK corregge Ezpeleta: "Non siamo la Serie B ma un'alternativa"

Piloti e team manager smentiscono il boss della Dorna: “Inutile fare confronti tra due realtà che non sono paragonabili tra di loro”

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La Superbike è la Serie B del motociclismo. Così ci aveva detto in esclusiva qualche settimana fa Carmelo Ezpeleta. Il boss della Dorna aveva sminuito il valore delle derivate nel confronto con la MotoGP. A tal proposito abbiamo quindi cercato di capire cosa ne pensassero gli addetti ai lavori nel paddock delle derivate in vista del round inaugurale di Phillip Island.

I manager in coro: la Superbike sviluppa la serie con una forte componente passionale

Il primo a parlarne è Marc Bongers: “A mio parere non ritengo che la Superbike sia la Serie B del motociclismo, anche perché non credo sia corretto fare una classifica – ha dichiarato il direttore del progetto SBK BMW -  questo Campionato penso sia un’alternativa alla MotoGP e queste due realtà non devono essere messe a confronto, dato che sono due cose separate. Sono della idea che il Mondiale riservato alle derivate sia rappresentativo per le moto di serie e soprattutto per gli appassionati”.

A raccogliere le sue parole è Andrea Dosoli: “Non penso sia necessario fare un paragone, dato che da una parte ci sono i prototipi e dall’altro delle moto di serie – ha commentato il team manager Yamaha -  sono due cose differenti tra loro. Io credo che la Superbike esalti al massimo il valore della stradale, tanto che poi ne deriva lo sviluppo. Questo vale per la SBK, così come per la SuperSport e la Sport300”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Serafino Foti di Aruba: “Secondo il mio punto di vista la Superbike è un Campionato di massima importanza, identificativo per quanto riguarda le moto da strada, da cui ne deriva poi lo sviluppo – ha spiegato - già questo punto credo sia un aspetto determinante nel valore del Campionato. Oltre a ciò c’è la componente passionale, ovvero il fatto che la gente possa entrare liberamente nel paddock, vivere a stretto contattato le dinamiche del weekend, così come avvicinarsi a moto e piloti. In MotoGP è invece un po’ diverso”.

A quanto pare l’idea dei team manager è praticamente condivisa e questo vale anche per Jaume Colom della Honda: “Sono due Campionati completamente differenti tra di loro, uno basato sui prototipi, l’altro sulle moto di serie – ha ribadito - non è quindi possibile paragonare queste due realtà, tenendo poi in considerazione il fatto che la MotoGP sia più esclusiva rispetto alla SBK, dato che  la gente ha più facilità d’accesso nel paddock della Superbike”.

Scott Redding controcorrente: concordo con Ezpeleta, la MotoGP è il top

Se i rappresentati delle Case seguono una determinata direzione, questa cosa non vale per i piloti. È il caso di Scott Redding, che preferisce tenere a un livello superiore la classe regina del Motomondiale: “Non posso dargli torto. La MotoGP è il top, mentre la Superbike è la cosa migliore dopo la MotoGP”. Come al solito Scott non utilizza troppi giri di parole per definire ciò che pensa.

van der Mark: la Superbike non è la serie B, ma semplicemente un'altra serie

Di parere opposto Michael van der Mark: “Non sono d’accordo – ha detto l’olandese – la Superbike non è la serie B del motociclismo, è semplicemente un’altra serie. Non puoi realmente paragonare MotoGP e SBK. Io sono abbastanza contento di correre qui, gli appassionati adorano la SBK. Il ritorno di Honda in forma ufficiale mostra che l’interesse per questa categoria sta aumentando. Lo definirei un campionato diverso rispetto alla MotoGP, ma non una serie B”.

Bautista: prima di arrivare qui avevo l'idea di Ezpeleta, ma il confronto è impossibile

A fargli eco tra i piloti c’è anche Alvaro Bautista: “Prima di arrivare in questo paddock avevo la stessa idea di Ezpeleta – ha detto lo spagnolo – pensavo infatti quello. Poi ho capito che sono due Campionato diversi e non è possibile confrontarli, perché differenti. La MotoGP si basa sui prototipi, la Superbike invece sulle moto stradali. Oltre alle moto ci sono poi i piloti. Alcuni piloti che hanno guidato la MotoGP e poi sono arrivati qua hanno faticato e la stessa cosa vale anche il contrario. Pertanto sono due cose diverse”.

Sul tema sono intervenuti anche Laverty e Camier, con opinioni comuni: “Sono due cose diverse tra di loro – hanno detto – non è possibile confrontare. Entrambe le realtà hanno delle particolarità che le rendono uniche”.  

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