SBK, Redding, Razgatlioglu e Van Der Mark: tutti un "passo" dietro a Rea

L'inglese ed il turco vogliono la vittoria ma pagano qualche decimo, l'olandese vera sorpresa dei test. Sykes e Baz mine vaganti, Bautista e la Honda restano un'incognita 

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I test sono finiti, ed è finalmente ora di fare sul serio. Tra meno di due giorni inizierà a Phillip Island il primo ed attesissimo weekend del mondiale Superbike 2020, ed i test svolti proprio sul meraviglioso tracciato australiano non hanno che aumentato l’interesse, visti i tanti spunti emersi ed i tanti valori in campo da scoprire.

Tra le tante novità da valutare, c’è una certezza che anche nei test ha guardato tutti dall’alto. Trattasi di Jonathan Rea, capace di strappare il miglior tempo della due giorni (nonostante una caduta) e dimostrando ancora una volta di essere già pronto alla battaglia, a differenza di alcuni avversari ancora alle prese con gli ultimi accorgimenti in vista della gara. Il nordirlandese non vince sull’isola dal 2017, e la rottura del digiuno sembra più che possibile, anche sotto l'aspetto del passo: Rea ha impressionato specie nell'ultima sessione, inanellando più di un serie di giri (la più lunga da 6 giri) in 1'31 "Basso", che lo proiettano a pericolo numero in vista della gara.

La “Legge del cannibale” all’interno del box Kawasaki ha per il momento colpito anche il suo nuovo compagno Alex Lowes, che ha chiuso i test in 12° piazza, a più di un secondo dalla vetta. Ovviamente all’inglese serve tempo per capire la sua nuova compagna, ma è indubbio che il potenziale della ZX-10RR basti per vincere sin da subito, o per lo meno possa consentire ad Alex di cogliere il suo primo podio a Phillip Island.

Dei tre avversari annunciati di Rea due hanno confermato (più o meno) il loro potenziale, mentre il terzo pare ancora alla ricerca della retta via da seguire. Toprak Razgatlioglu ha chiuso quarto i test, dimostrandosi (al contrario dell’anno scorso) rapido sul singolo giro, mentre sul passo sono emersi problemi di gomme che potrebbero complicare i piani del turco. Toprak ha dimostrato in tutte le sessioni di riuscire agilmente a girare sull'1'31 "Alto", pagando però circa mezzo secondo da Rea quando i giri consecutivi cominciano ad aumentare

Scott Redding da canto suo ha chiuso sesto la due giorni (a quasi mezzo secondo), con una caduta nella prima sessione del day-2: l’inglese resta il principale avversario di Rea per questo primo appuntamento, ma il suo potenziale resta in parte da scoprire, complice anche la conoscenza di moto e gomme ancora in corso. Per quanto riguarda il passo Scott si colloca tra Rea e Razgatlioglu, riuscendo a compiere due serie (una da cinque ed una da quattro) di giri sull'1'31 "Basso", a pochi decimi dal campione del mondo in carica.

Chi invece pare proprio non essere ancora candidato ai piani alti della classifica è Alvaro Bautista, che a Phillip Island si aspettava una svolta che (per ora) non c’è stata. Il secondo di ritardo incassato nei test pesa non poco, così come i dati emersi dal passo, che evidenziano come lo spagnolo sia riuscito davvero raramente nell'arco dei due giorni ad abbattere il muro dell'1'32, restando dunque molto lontano dal ritmo dei migliori. La contraddizione di questa storia è Leon Haslam, che ha chiuso quinto i test rimanendo in entrambi i giorni nei piani alti della classifica, segno che l’amore tra Bautista e la CBR debba ancora sbocciare.

La sorpresa è Van Der Mark

A proposito di compagni di squadra, merita una citazione d’onore Michael Van Der Mark, il cui passo nell’arco dei due giorni è stato tra i migliori della griglia, con una impressionante serie di 16 giri sotto il muro dell'1'32 nella seconda sessione del lunedì. Meno incisivo Chaz Davies, che può comunque contare sul suo ottimo rapporto con l’isola, dove ha raccolto sei podi.

Un altro nome da tenere d’occhio è quello di Loris Baz, che ha chiuso addirittura secondo i test e non può che essere un candidato per il podio australiano, per la gioia del team Ten Kate. Grandi sorrisi anche in casa BMW, che con Tom Sykes ha centrato un’ottima terza piazza nei test: l’inglese non ha mai vinto sull’isola nonostante tre pole position, e potrebbe spezzare la maledizione regalando il primo successo del nuovo corso alla case tedesca.

Menzione obbligatoria in chiusura per gli azzurri, ossia Michael Rinaldi e Federico Caricasulo. Il riminese di casa Ducati ha ben figurato nei test chiudendo ottavo ma soprattutto come seconda miglior Ducati, segno che l’amalgama con il team Goeleven e con la Panigale è già a buon punto, e che il primo round della stagione potrebbe regalare già delle prime soddisfazione. Caricasulo dal canto suo ha proseguito il suo processo di apprendimento, sia per quanto riguarda la categoria che la moto, e l’aver chiuso i test a pochi millesimi dal compagno Gerloff (altro rookie) è certamente un buon segnale: i primi round serviranno al “Carica” come scuola, quindi inutile e dannoso porsi aspettative ed obiettivi prima di partire.

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